BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI
n° 130
by Carlo Saffioti
Poichè tutti i cittadini sono eguali,
essi debbono poter accedere in modo eguale
a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità
e senza altro criterio che quello delle loro virtù
e dei loro talenti.
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
(26 agosto 1789)
ULTIM'ORA
Ringraziando Giacomo Arezzo di Trifiletti che mi ha informato tempestivamente, unisco una notizia che, per il suo contenuto, merita di essere diffusa con la massima tempestività (anche se questo mi costa la perdita di qualche scena (ma solo qualcuna!!) del film Basic Instinct.
Cordialità
Carlo Saffioti
<<<<
Caro Carlo,
1.
una notizia di un'ora fa.Il TAR del Lazio ha concesso oggi 30.09.1999 la sospensiva ad un grosso Comune della provincia di Roma in merito alla retribuibilità delle funzioni di direttore generale conferite al segretario generale.
Il fatto: il comune ha regolarmente, sulla base di atti deliberativi (regolamento sull'ordinamento degli uffici e servizi) e sindacali, conferito incarico di direttore generale al segretario titolare determinando pattiziamente (fra sindaco e segretario) il compenso.
Il CORECO di Roma ha sospeso la deliberazione di approvazione del conto consuntivo perchè, a suo dire, il compenso in parola non spetta in quanto le funzioni di direttore generale sono, per il segretario, istituzionali.
Nonostante nei chiarimenti inviati fosse chiaramente espressa la ragione contraria, il CORECO ha rinviato il conto al consiglio comunale perchè provvedesse (sic!) a stralciare il capitolo di spesa dal conto stesso.
La giunta di quel comune ha proposto ricorso al TAR del Lazio, ponendo a fondamento delle proprie ragioni, in buona sostanza, la tesi da me sostenuta nell'articolo "Brevi considerazioni sulla retribuibilità della funzione di direttore generale conferita al segretario comunale" pubblicato sul sito www.giust.it e nell'altro scritto "onnicomprensività del trattamento economico e conferimento dell'incarico di direttore generale al segretario comunale" pubblicato sul Tuo Bollettino (n. 110 del 2.8.1999).
La difesa del Comune ha affrontato anche il tema del quantum debeatur, sposando la mia tesi secondo cui il compenso non può formare oggetto di contrattazione collettiva nazionale (come vanno vergognosamente proponendo i c.d. sindacati di categoria nei tavoli contrattuali ed anche parte della dottrina) ma di contratto individuale privatistico fra segretario e sindaco.
Il mio ragionamento è molto semplice: se è vero che chiunque può essere nominato direttore generale, per quale arcano motivo si deve prevedere nel solo ccnl dei segretari l'ammontare del compenso?
E se, per ipotesi, viene nominato direttore generale un professore di scuola media (e la qualcosa è possibile, stante l'assoluta libertà di scelta riconosciuta ai capi delle amministrazioni locali in materia), o un dipendente di ente locale o di ministero, sa qualcuno dei soloni sindacalisti indicarmi la norma dei rispettivi cc.nn.ll. che preveda l'importo del relativo compenso?
La verità è che nessun contratto nazionale di lavoro potrà costituzionalmente prevedere tale tipo di compenso per un semplice motivo: detto contratto deve, ai sensi del decreto legislativo n. 80 del 1998, disciplinare gli aspetti giuridici ed economici legati ad un profilo professionale specifico che, nel caso che ci occupa, e quello di "segretario comunale" e non di "direttore generale" che è altra cosa e che allo stato dell'arte non è contrattualizzato.
Sul punto il TAR Lazio apporterà un contributo rilevante che ritengo ragionevolmente, non potrà discostarsi dalla mia interpretazione, dal momento che la sospensiva sul provvedimento del CORECO è stata concessa su tutto il ricorso, che, come sopra detto, ha affrontato anche tale problematica.
Ti annuncio, a brevissimo giro di e-mail, un ulteriore approfondimento sul tema, per dar modo ai colleghi di buona volontà di difendere le proprie ragioni ed ai c.d. sindacalisti di meditare sulla assurdità (non solo costituzionale ma, anche e soprattutto stante la loro veste, sindacale) della loro proposta.
Giacomo