BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

n° 138

by Carlo Saffioti

Poichè tutti i cittadini sono eguali,

essi debbono poter accedere in modo eguale

a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità

e senza altro criterio che quello delle loro virtù

e dei loro talenti.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

(26 agosto 1789)

"4 Chiacchiere tra Colleghi "

Bollettini arretrati

Ogni volta che spedisco un Bollettino qualche copia del messaggio torna indietro per svariati problemi di posta elettronica; in conseguenza, alcuni dei lettori possono essere rimasti senza qualche numero, magari importante.

Raccomando quindi ai Colleghi di:

- archiviare nel proprio computer la raccolta completa, in modo da poterla consultare al bisogno e semmai rispedirne copie ai Colleghi;

- controllare che non vi siano interruzioni nella numerazione (vi sono state semmai due o tre copie con lo stesso numero, ma nessun numero è stato saltato);

- se manca qualche numero, può essere copiato dal sito di Terranova (www.oocities.org/TheTropics/Cabana/7023) oppue da quello del Prof. Virga (www.giust.it) altrimenti potete chiedermelo e provvederò a rispedire le copie mancanti.

Siti interessanti

Ricordo che, sui due siti che ho appena citato, sono in corso diversi sondaggi che riguardano i Segretari, le leggi Bassanini etc.: è ovviamente utile partecipare votando e, quando possibile, aggiungendo un breve commento.

Nel sito www.giust.it, inoltre, è aperto un "forum on line" ove si può partecipare ponendo domande, fornendo risposte etc. su molti temi di interesse.

Nel sito www.reform.it si entra in contatto con un gruppo di Enti Locali che ha un programma davvero ambizioso: informazione e formazione gratis e in linea!

" Specchio dei tempi"

Ciao Carlo, nel trovare finalmente il tempo di leggere gli ultimi 12 numeri del Tuo Bollettino, ho appreso con stupore della tua non conferma. Sono sconcertato. Evidentemente la professionalità non premia. Siamo di fronte ad un sistema che non funziona, ed i politici non hanno alcuna intenzione di riformarlo (l'on. Vigneri ad un convegno a cui ho partecipato ha parlato di ritocchi al Regolamento, ma l'impostazione legislativa rimane intatta).
Nello scorrere i bollettini ho assistito alla controversia interpretativa sul compenso del Segretario Comunale-Direttore Generale. Sinceramente, svolgendo la professione da appena due anni e mezzo, al di là degli aspetti economici, mi preoccupa di più la questione relativa alla sopravvivenza della categoria. A questo punto propongo un argomento di riflessione: "non è che la previsione contenuta nell'art. 13 della L. 265/99, concernente la possibilità anche per i Comuni di piccole dimensioni di avere dei dirigenti,
rappresenti un ulteriore passo avanti per eliminarci?" A presto

F.M.

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Notizie sui ricorsi ... in corso

Caro Carlo,
navigatore navigato ormai da un lustro,ti leggo ogni sera tramite l'utilissimo Bollettino che sta diventando davvero l'unico strumento di coordinamento tra i segretari comunali.
Come ben sai sono nello status di disponiblità a seguito di REVOCA (revocato 2 per gli amici !).
L'altro (revocato 1) ha la causa fissata nel merito il prossimo 13 c.m. avanti il Pretore di Firenze e sarà interessante per la categoria
conoscere cosa deciderà quel giudice.
La mia revoca invece sarà discussa l'8 Ottobre avanti la Cassazione ove è stato promosso dalla controparte (non capisco per quale utilità; forse per allungare i tempi ....?) il regolamento preventivo di giurisdizione.
Quindi sapremo quale sarà il giudice competente (amministrativo o civile)che dovrà essere investito del nostro contenzioso (revoche e mancate conferme).
Ti comunico che una collega revocata ha avuto accolto dal Pretore di Sassari Sez. Lavoro (sentenza 663 del 16/7/99)il ricorso ex art. 700 cpc; si legge infatti nella citata sentenza che "non vi è dubbio pertanto sulla radicale illegittimità del provvedimento di revoca .... , che non risulta assolutamente dimostrato in atti il comportamento omissivo e negligente imputato alla... (collega) ,nei cui confronti non emerge che prima della odierna procedura di revoca sia mai stato mosso alcun rilievo sulla sua condotta....... Per quanto attiene al periculum è sufficiente osservare che la revoca se non dal punto di vista economico è stata potenzialmente idonea a recare un danno irreparabile alla ....(collega) sotto il profilo della lesione della sua dignità professionale, atteso che il provvedimento risultava fondato su valutazioni estremamente negative del suo operato in seno all'amministrazione comunale ed avuto presente che tale fatto poteva astrattamente costituire ostacolo ad una nuova chiamata da parte di altre amministrazioni."
"Per quanto concerne " prosegue la sentenza " l'aspetto relativo alla sussistenza della giurisdizione da parte del giudice adito, va richiamato il fatto che il rapporto di lavoro dei segretari comunali non è tra quelli espressamente esclusi dalla giurisdizione del G.O. dall'art. 68 d.lvo 29/93, che è stato invece pacificatamente contrattualizzato (art 17 comma 74 legge 127/1997) e che inoltre anche ove si dovesse ritenere che nel caso in esame viene in evidenza il rapporto di servizio con l'amministrazione e non il rapporto di lavoro con l'Agenzia, ciononostante anche il rapporto di servizio in esame, non espressamente considerato tra le ipotesi escluse
dalla privatizzazione dall'art 4 comma 2 del Dlvo 29/93, deve ritenersi assoggettato al G.O., tanto più considerando il fatto che a seguito della modifica dell'art. 68 del predetto D.lvo, anche le questioni relative al conferimento ed alla revoca degli incarichi dirigenziali, sono state devolute al G.O., non essendovi dubbio sul fatto che la posizione del segretario può essere assimilata a quella del dirigente stante la natura fiduciaria del vincolo ed in fatto che anche il segretario può essere revocato, sostanzialmente
nella ipotesi in cui vi sia inadempimento rispetto agli obbiettivi fissati dalla amministrazione, così come avviene per gli incarichi dirigenziali."
"Ciò posto è poi del tutto irrilevante in questa sede l'esame della ulteriore questione che dovrebbe porsi con riferimento al contenuto che potrebbe assumere il provvedimento del Giudice, aspetto questo che inerisce ad un limite <interno> della giurisdizione e che comunque dovrebbe valutarsi alla luce delle ampie attribuzioni del Giudice ex art. 68 cit."
"Per queste considerazioni la amministrazione convenuta va condannata al pagamento delle spese del giudizio cautelare che si liquidano come da dispositivo."
Il Giudice de quo ha dichiarato "cessata la materia del contendere" avendo la collega avuta la nomina (beata lei !) presso un altro Comune qualche giorno dopo la revoca, dichiarando pertanto altresì "la soccombenza <virtuale> del comune convenuto".

Un ricorso collettivo?

Lo stesso Collega continua poi la sua lettera proponendo un ricorso collettivo alla Corte Costituzionale. Fermo restando che ci sono alcuni problemi procedurali da risolvere, mi pare comunque che potrebbe essere cosa utile far nascere un coordinamento tra i ricorrenti e magari i legali. Se la cosa dovesse interessare, i Colleghi interessati possono fare proposte concrete o quant'altro ritengano opportuno.

C.S.

Ora tramite il Bollettino voglio lanciare una proposta; sulla tomba di Carlo Marx, in un cimitero di Londra, si legge "Worldwide Workers Unite" !
Io propongo: Segretari non confermati e revocati (siamo circa 1000 + 2 ?) UNIAMOCI per sollevare l'eccezione di incostituzionalità avanti alla Corte delle norme che ci hanno rovinato ! Il legale che dovrà difenderci dovrà essere un profondo conoscitore della nostra situazione....
Cosa ne pensi ?
Saluti
V.C. (Revocato 2)

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Un'amara riflessione

Caro Carlo,

ho una proposta da fare al collega A.M. che ha chiesto di dibattere su un elenco di problemi che attanagliano la nostra Categoria (uso il termine in modo scolasticamente proprio, anche se sai che non l'ho mai considerata tale, per i motivi arcinoti): perchè non ci fa conoscere il Suo pensiero in merito ad essi? Il Bollettino serve - lo credo fermamente - e deve servire quale palestra di idee e non solo per enunciazioni di principio o (ma non è il caso di A.M.) per dare sgogo ai lamenti.

Da parte mia, credo di avere affrontato i più importanti problemi dei Segretari sul Bollettino e, per anni, attraverso il sindacato ANASCO che i Colleghi hanno preferito ignorare - alla fine degli anni ottanta ed all'inizio degli anni novanta, forse perchè non era in grado di soddisfarne i bisogni....temporali (reggenze, supplenze e scavalchi nei comuni migliori, promozioni, ecc.) ma si ostinava a voler creare una Categoria capace di essere forte come un pugno e non come una mano aperta.

Mi sono battuto per anni per l'abolizione delle note di qualifica e ho avuto contro gli altri sindacati, che le giudicavano una garanzia per i Segretari (sic!), e gli stessi Segretari, che le ritenevano un falso problema. Anzi, a ben ricordare, i Colleghi individualmente le esecravano ma nulla facevano par fare sentire collettivamente questo loro sentimento ai sindacati ed alle Prefetture. E poi, si giustificava qualcuno (recte: più di qualcuno), io ho avuto sempre ottimo, e, ad essere sincero, me le compilo da solo.

Oggi, quel potere che i Sindaci avevano di giudicare financo la nostra condotta morale (lo ricordate, cari Colleghi?) si è affinato e si è trasformato in potere di vita (con la nomina) e di morte (con la revoca e con la "non nomina").

Ecco perchè non mi meraviglio più di tanto a leggere ed a capire la nostra riforma: erano i Colleghi, impegnati a farsi la guerra reciproca per ottenere un Comune migliore o uno scavalco in più, ad essere distratti e a non capire che subire le note di qualifica non significava altro che asseverare lo status di (pre)potenza dei sindaci, armandone la mano.

La politica sa fare bene i suoi conti e, soprattutto, conosce molto meglio i suoi interlocutori e sa regolarsi di conseguenza di fronte ad essi.

Altro che contratto e compensi di direttore generale, qui si è pianificata la nostra morte e, se è vera la notizia che ho riportato sul Bollettino n. 137, essa non tarderà ad arrivare in via definitiva.

Del resto, chi ci ha saputo fare si è già sistemato, chi poteva fare qualcosa per difenderci (visto che ciò era suo obbligo politico)anche, e quindi dove starebbe il problema?

Chi è in grado di ribellarsi? Quando qualche Collega volenteroso ci ha provato, il governo ha decretato per legge che aveva(mo) torto.

Credetemi, lettori del Bollettino, il mio non è pessimismo ma solo analisi della realtà.

Avere lavorato col solo obiettivo di essere (forse) ringraziati di esistere, ci ha portato a questo stato di cose.

Proprio per questo, ho sostenuto e sostengo che se il Sindaco vuole che il Segretario sia anche Direttore Generale deve pagarlo profumatamente. Chi ha voluto, infatti, l'introduzione di questa figura? Noi sicuramente no. Il partito dei Sindaci sicuramente si.

Se poi i piccoli e medi Comuni non hanno disponibilità finanziarie sufficienti, ebbene restino senza Direttore Generale e senza le funzioni che questi sarebbe chiamato a svolgere, ma non ripetiamo l'errore eterno di svenderci.

L'esserci svenduti, intendendo con ciò l'avere lavorato e faticato in silenzio per anni nell'interesse della legalità, ci ha portato, in cambio, l'annichilimento umano e professionale. Vogliamo continuare a farlo? Prego, accomodateVi.

I sindacati sanno benissimo, del resto, dei salti della quaglia dei Colleghi (chiamiamoli così) che da Capi diventano Generali, per lo stesso fatto di averne consentito - tramite le agenzie di cui fanno parte - la nomina. Quindi chi - ripeto chi - dovrebbe tutelare la pari dignità ed i diritti dei Segretari? Me lo si dica, per favore.

In questo quadro, mi sembra evidente che anche il contratto di lavoro prossimo sconterà la contiguità che si è venuta a determinare fra associazioni di categoria e controparte.

L'unico modo per rompere il cerchio sarebbe quello, ad esempio, di costruire noi lettori del Bollettino una piattaforma sindacale impegnandoci ad imporla con ogni mezzo, dopo averla diffusa fra i Colleghi conosciuti. Bisognerebbe, in sostanza, creare una base e fare capire a chi ci governa che almeno un certo numero di Segretari non ci sta.Sono d'accordo i lettori del Bollettino ad impegnarsi personalmente (il che significa impegno fisico, materiale ed economico) per discutere via e-mail una bozza di contratto (o correzioni al contratto presentato dai sindacati) e sostenerla fino in fondo, anche a costo di sacrificare il proprio tempo nelle proprie province ed a Roma?

Quanto al problema della nomina del Segretario da parte del Sindaco in regime di spoil system, ricordo al Collega A.M. che anche qualche giudice amministrativo ha concordato sull'illegittimità costituzionale dell'istituto, salvo però, a quanto mi risulta, a non porre la relativa questione (e poteva farlo, nella sua qualità) a fronte di ricorsi presentati a suo tempo da parecchi Segretari.

Quanto, infine, al reimpiego dei Segretari in disponibilità, credo che tale istituto corrisponda, nei fatti, ad un pre-licenziamento o, nella migliore delle ipotesi, ad un avvertimento che suona più o meno così: questo è il trattamento per essere stato imparziale e rispettoso delle leggi; adesso, se vuoi lavorare, guarda come va il mondo ed impara. Se avrai bene osservato e dimostrerari di aver altrettanto bene capito, allora l'amico del giaguaro (la politica) ti troverà collocazione da qualche parte.

E così si seguita nella storia del Segretario oggetto. Diventeremo mai "soggetti"?

Spero che questa mia "provocazione" possa stimolare il dibattito fra i lettori e, intanto, aspetto con ansia di conoscere il pensiero e le proposte di A.M. sugli argomenti sopra affrontati.

Giacomo Arezzo di Trifiletti

"Contributi professionali"

ancora qualcosa sulla vaexata quaestio della retribuibilità delle funzioni di Direttore Generale affidate al Segretario...

Egr. Dott. Saffioti,

viste le sollecitazioni, pur restando fedele all'intenzione di non approfondire ulteriormente la materia della retribuibilità del
segretario/direttore, anche per non abusare oltre della pazienza dei fruitori della sua Rivista (spero almeno che la polemica abbia, come dire, innalzato l'audience) non posso sottrarmi dall'intervenire di nuovo, per sottolineare nuovamente che ogni interpretazione, se giuridicamente sostenibile, ha diritto di cittadinanza. Atteggiamenti didascalici o abusati e vecchi strumenti di oratoria polemica non rafforzano nè danno maggiore dignità alle proprie tesi, che restano valide in sè, tanto da poter essere conciliate, come il Ricciardi ha avuto il pregio di sottolineare.
Devo precisare di essere un attento lettore e di sapere perfettamente che l'Arezzo di Trifiletti (che leggo spesso e mi sono anche onorato di citare in alcuni miei articoli) è attualmente in disponibilità e non riveste la carica di direttore, sicchè le rivendicazioni di cui ho parlato so bene non essere le sue, ma quelle di larga parte della categoria ed in particolare di chi intende ottenere la retribuzione ulteriore solo come un risarcimento alla precarizzazione del proprio rapporto di lavoro, prescindendo da cosa in
concreto in più la nomina a direttore generale comporta.
Non fa assolutamente scandalo chiedere ed ottenere riconoscimenti economici per il proprio lavoro. E' discutibile che per ottenere tali riconoscimenti si debba sostenere che il proprio lavoro comporti minori funzioni e responsabilità, per contrattare poi la nomina ad un ruolo, che già si svolge, e legare a ciò l'aumento, a prescindere da cosa realmente di più e di diverso si è chiamati a fare.
Un'altra doverosa precisazione: il fatto che abbia scritto che si può concordare con la tesi dell'Arezzo di Trifiletti in merito
all'imbrigliamento della retribuzione ulteriore nel CCNL, non significa che io personalmente concordi (il <<si>> è impersonale), nè che pertanto abbia contraddetto alcuna delle mie tesi. Ho soltanto inteso sottolineare il valore tecnico-giuridico di questa tesi del Trifiletti stesso.
Mi pare che il Ricciardi abbia con sagacia interpretato il mio pensiero e lo ringrazio. Per la categoria, perchè continuino ad esistere i segretari comunali, è opportuno sottolineare ciò che dice l'articolo 17, comma 68, della legge 127/97: cioè che in ogni caso nelle loro funzioni rientrano quelle minimali del direttore, previste dall'articolo 6, comma 10, della medesima legge 127/97. Non solo per puntare, come è giusto, ad incrementi retributivi per la funzione di segretario, ma per evitare che la figura del direttore la assorba.
Mi chiedo se è forse un caso che si parli, proprio in questi giorni, di eliminare l'albo e creare un ordine professionale dei segretari, come proprio l'Arezzo di Trifiletti ha scritto nello scorso numero del bollettino. L'eliminazione dell'albo, se verrà attuata, sarà solo
l'ulteriore passo verso l'eliminazione dei segretari e la creazione del ruolo unico della dirigenza locale, con la conseguente estensione dello spoil system.
Sul Peg, non ritengo di poter concordare con quanto afferma l'Arezzo di Trifiletti. Da nessuna parte si può ricavare una disposizione che renda obbligatoria la redazione del documento-sistema gestionale solo in presenza del direttore. Il Peg è obbligatorio per gli enti di maggiori dimensioni dal '95, ben prima che la figura del direttore generale fosse disciplinata
normativamente. Dopo la legge 127/97 ed il D.lgs 80/98 è divenuto indispensabile anche negli altri enti, mentre la figura del direttore generale è solo eventuale.
Perchè sia stato creato tale soggetto, non personalmente non l'ho capito bene. Una prima motivazione sicura è la seguente: già i grandissimi enti disponevano di una figura similare, denominata in altro modo (a Udine e Bologna c'era un "direttore operativo"), sicchè il legislatore è certo intervenuto per dare una copertura legislativa a tali incarichi extra ordinem.
Una seconda motivazione, che forse il tempo ha fatto dimenticare, deriva dalla genesi della legge 127/97. Non bisognerebbe mai dimenticare che tale legge è stata approvata in fretta e in furia per scongiurare un referendum che proponeva l'eliminazione della figura del segretario. Alle parti politiche che insistevano allora per l'abrogazione del segretario comunale (Lega e diverse componenti del Polo, oltre a importanti esponenti anche della coalizione di governo), al fine di ottenere il consenso sulla riforma,
si intese perciò offrire legislativamente uno strumento utile per emarginare, di fatto, il segretario: un direttore da scegliere a piacimento del sindaco, col ruolo di longa manus del primo cittadino, di sua completa fiducia e col compito preciso di liberare l'amministrazione dal problema della garanzia della legittimità dell'azione amministrativa.
Non pare certamente che il direttore sia stato introdotto al fine di introdurre e far funzionare il Peg.
Infine, sull'ordinanza del Tar Lazio: non fingo di ignorarla, è un provvedimento molto importante che ho letto anche sul sito del Prof. Virga. E come tutte le ordinanze interinali non contiene alcun riferimento al merito, ma è il solito schema "fotocopia" di qualsiasi altra ordinanza che accoglie una richiesta di sospensiva. Un indizio da valutare con attenzione,sì, ma non utile per ricavare materia interpretativa decisiva, in quanto occorre attendere la sentenza.
LUIGI OLIVERI
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