Messaggio per il Segretario Comunale
Trasmetto sia in allegato (file word, per una miglior riproduzione) che
in formato txt, il materiale prodotto dai Colleghi di Brescia, che è
stato pubblicato a pagina intera su Italia Oggi a loro cura e spese.
Sarebbe opportuno utilizzarlo per ulteriori uscite sulla stampa,
tassandoci per gruppi o zone oppure facendo centro sul gruppo di
Brescia, previ accordi.
Se necessario, sono in condizione di inviare il file con l'immagine
della pagina intera.
Carlo Saffioti
GUAI AI VINTI !
Guai ai vinti! Il Governo lancia ruvidamente sul piatto della bilancia,
al fine di dare il de profundis alla fastidiosa querelle sulla nomina
dei segretari comunali e provinciali, il decreto legge n. 8 del 22
gennaio 1999.
Il provvedimento governativo opera una " postuma e sospetta
interpretazione autentica " di alcune norme della legge 127/97 (
Bassanini due ), prevedendo che il segretario comunale cessi
automaticamente dalle funzioni in coincidenza con la scadenza del
mandato del sindaco o del presidente della provincia e, limitatamente
alla fase di prima attuazione , dalla data di entrata in vigore del
regolamento di attuazione in materia di ordinamento della stessa
categoria.
Perché "postuma e sospetta"?
Il decreto legge, novella spada di Brenno, re dei Galli, intende
annullare e vanificare in maniera scorretta i ricorsi in itinere dei
segretari comunali, buona parte dei quali risultano avviati al giudizio
di merito nelle prossime settimane ed il cui successo è stato
preannunciato dalle prime decisioni dei giudici ( da ultimo la sentenza
del T.A.R. Friuli Venezia Giulia 17 Dicembre 1998 n. 1540, che ha
ribadito l'obbligo della motivazione in caso di mancata conferma del
funzionario in questione), ed in aggiunta erigere un improvvisato e
controproducente baluardo alle ormai inevitabili questioni di
legittimità costituzionale della riforma.
In parole povere secondo il sottosegretario Adriana Vigneri, che si
aggira sempre più confusa nei corridoi del ministero degli interni "
non c'è bisogno di alcun provvedimento specifico " per mettere alla
porta un segretario comunale, sia pure un lavoratore che abbia onorato
il posto ricoperto con senso di appartenenza all'ente , dedizione e
sacrificio.
Una domanda al segretario Vigneri: ci troviamo ancora ad operare in uno
Stato di diritto oppure siamo irrimediabilmente calati in un contesto da
legge della giungla, dove vige la legge del più forte ed in particolare
quella della lottizzazione selvaggia di ogni spazio e funzione
pubblica?
I segretari comunali della provincia di Brescia rifiutano le " forche
caudine " dell'iscrizione ai partiti politici.
Non sono disponibili a trasformarsi in servi sciocchi e/o portaborse,
al solo fine di evitare esoneri ingiustificati oppure per aspirare a
sedi più prestigiose!
Denunciano con forza all'opinione pubblica una situazione insostenibile
in cui:
· risultano violate le più elementari regole del diritto, a tutto danno
delle esigenze di trasparenza, imparzialità e buon andamento della
pubblica amministrazione.
· È evasa la necessità per Comuni e Province di dotarsi di un segretario
che, collaborando fattivamente e lealmente con il Sindaco ed il
Presidente della Provincia in carica per una completa realizzazione del
programma amministrativo, mantenga comunque una posizione imparziale al
fine di poter assicurare senza interferenze improprie la "conformità
dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti" (
così come previsto dall'articolo 17 della legge Bassanini due;
· Si giunge a fare del segretario comunale il capro espiatorio di una
situazione normativa caratterizzata da esasperante mutevolezza e cronica
sovrapproduzione legislativa.
· In cui l'unica via d'uscita appare quella di abbandonare " la cultura
della norma".
IL SEGRETARIO COMUNALE ,
.. QUESTO SCONOSCIUTO!
Ogni comune ha un solo segretario.
I comuni con più di 10mila abitanti
possono avere un vice segretario.
E' un dipendente pubblico, laureato in giurisprudenza, economia o
scienze politiche, assunto per concorso.
Cosa fa?
· Come un Direttore, coordina il lavoro dei dirigenti o dei responsabili
degli uffici, è il capo del personale e fa da raccordo tra gli organi
politici ( Sindaco e Giunta) e gli uffici.
· Come un notaio, roga i contratti in cui il comune è parte, partecipa e
verbalizza le sedute del Consiglio e della Giunta Comunale e da
assistenza giuridica al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio.
COSA STA SUCCEDENDO?
La legge Bassanini bis ha modificato i compiti del segretario:
· Restano ferme le funzioni notarili.
· Spetta al sindaco decidere se le funzioni di dirigente siano svolte
dal Segretario o da un Direttore generale.
La legge Bassanini ha inoltre deciso che il Sindaco, dopo la sua
elezione, può decidere di sostituire il Segretario comunale in servizio
nel comune e nominarne un altro di suo gradimento.
I giudici amministrativi hanno recentemente affermato che il Sindaco
deve spiegare al Segretario che è sostituito i motivi che lo hanno
spinto ad adottare questo provvedimento.
Esiste infatti un principio generale nel nostro diritto ( contenuto
anche nella legge 241 sulla Trasparenza amministrativa) secondo il quale
ogni atto della Pubblica amministrazione deve essere "motivato".
L'INTERVENTO DEL GOVERNO
Con un decreto legge il governo ha chiarito ( "a tutti, anche a chi deve
giudicare! ") che il Segretario scade automaticamente al termine del
mandato del Sindaco.
Pertanto il Sindaco appena eletto non deve in alcun modo giustificare
l'allontanamento del segretario, perché questo è già scaduto, anche se
deve continuare a lavorare nel comune fino a quando non sarà designato
il nuovo funzionario.
L'intervento assume la forma di "interpretazione autentica ", in modo da
avere efficacia retroattiva, sin da quando la legge Bassanini era
entrata in vigore (1997).
I giudici sono invitati ad interpretare la legge come il governo
intendeva scriverla, e non secondo i normali canoni interpretativi.
PERCHE' I SEGRETARI PROTESTANO?
· Non perché vogliono " il posto fisso"!
La pubblica amministrazione ha bisogno di flessibilità e di armi
efficaci contro chi non ha voglia di lavorare. Deve essere però
garantito il contraddittorio al lavoratore, per evitare un uso improprio
o strumentale di queste armi.
· Non perché non hanno accettato la riforma!
La professionalità conquistata esclusivamente sul campo dalla categoria,
li rende di certo difficilmente sostituibili in tutti i comuni, e
specialmente in quelli privi di dirigenti (80%).
E questo lo sanno bene i Sindaci che oggi invocano poteri assoluti di
vita o di morte sul Segretario.
Non vogliono trasformarsi in funzionari di partito!
Il vero pericolo che i Segretari comunali vedono nella legge ( e nella
recente lettura che ne dà il Governo) è che domani, per accedere
all'impiego (pubblico), dovranno Giurare fedeltà a questo o quel
partito.
A quel punto il Segretario non sarà né per il cittadino né per il
dipendente comunali, un credibile interlocutore per l'imparzialità e il
buon andamento della pubblica amministrazione ( che la Costituzione
ancora tutela).
Ed in nome dell'efficienza e della semplificazione lo stesso principio
sarà esteso a tutti i pubblici dipendenti, affinché la classe politica
possa contare su una squadra compatta ed assolutamente fedele!.
Le dichiarazioni dell'On. Vigneri:
· 10-XII-98 Dagli atti parlamentari della Camera, in risposta
all'interpellanza degli on. Comino e Cè:
Un intervento del legislatore a questo punto servirebbe a perseguire un
obbiettivo forse non molto corretto, cioè quello di incidere sui
processi in corso di svolgimento ovvero, addirittura, sui processi già
conclusi.
· ..-I-99 Dall'articolo apparso sul Sole 24 Ore:
Anche quest'interpretazione si è resa necessaria per risolvere alcuni
problemi e casi al limite della gestibilità. Speriamo che sia chiaro a
tutti, anche per chi deve giudicare.
I SEGRETARI CHIEDONO:
Che l'allontanamento dal posto di lavoro sia disposto seguendo un
giusto procedimento, che si svolga secondo i principi generali
dell'ordinamento giuridico, nel rispetto della dignità della persona e
della trasparenza dell'azione amministrativa.
La motivazione che oggi i giudici cercano nei provvedimenti di non
conferma e che il sottosegretario dell'interno on. Vigneri con
accanimento si ostina a voler sopprimere, costituisce solo un tenue
baluardo,; ma i segretari non intendono assolutamente rinunciarvi,
consapevoli dell'incombente lottizzazione dei partiti che li minaccia, e
che minaccia allo stesso modo il mondo delle autonomie locali.
GUAI AI VINTI !
Guai ai vinti! Il Governo lancia ruvidamente sul piatto della bilancia, al fine di dare il de profundis alla fastidiosa querelle sulla nomina dei segretari comunali e provinciali, il decreto legge n. 8 del 22 gennaio 1999.
Il provvedimento governativo opera una " postuma e sospetta interpretazione autentica " di alcune norme della legge 127/97 ( Bassanini due ), prevedendo che il segretario comunale cessi automaticamente dalle funzioni in coincidenza con la scadenza del mandato del sindaco o del presidente della provincia e, limitatamente alla fase di prima attuazione , dalla data di entrata in vigore del regolamento di attuazione in materia di ordinamento della stessa categoria.
Perché "postuma e sospetta"?
Il decreto legge, novella spada di Brenno, re dei Galli, intende annullare e vanificare in maniera scorretta i ricorsi in itinere dei segretari comunali, buona parte dei quali risultano avviati al giudizio di merito nelle prossime settimane ed il cui successo è stato preannunciato dalle prime decisioni dei giudici ( da ultimo la sentenza del T.A.R. Friuli Venezia Giulia 17 Dicembre 1998 n. 1540, che ha ribadito lobbligo della motivazione in caso di mancata conferma del funzionario in questione), ed in aggiunta erigere un improvvisato e controproducente baluardo alle ormai inevitabili questioni di legittimità costituzionale della riforma.
In parole povere secondo il sottosegretario Adriana Vigneri, che si aggira sempre più confusa nei corridoi del ministero degli interni " non cè bisogno di alcun provvedimento specifico " per mettere alla porta un segretario comunale, sia pure un lavoratore che abbia onorato il posto ricoperto con senso di appartenenza allente , dedizione e sacrificio.
Una domanda al segretario Vigneri: ci troviamo ancora ad operare in uno Stato di diritto oppure siamo irrimediabilmente calati in un contesto da legge della giungla, dove vige la legge del più forte ed in particolare quella della lottizzazione selvaggia di ogni spazio e funzione pubblica?
I segretari comunali della provincia di Brescia rifiutano le " forche caudine " delliscrizione ai partiti politici.
Non sono disponibili a trasformarsi in servi sciocchi e/o portaborse, al solo fine di evitare esoneri ingiustificati oppure per aspirare a sedi più prestigiose!
Denunciano con forza allopinione pubblica una situazione insostenibile in cui:
IL SEGRETARIO COMUNALE ,
.. QUESTO SCONOSCIUTO!
Ogni comune ha un solo segretario.
I comuni con più di 10mila abitanti
possono avere un vice segretario.
E un dipendente pubblico, laureato in giurisprudenza, economia o scienze politiche, assunto per concorso.
Cosa fa?
COSA STA SUCCEDENDO?
La legge Bassanini bis ha modificato i compiti del segretario:
La legge Bassanini ha inoltre deciso che il Sindaco, dopo la sua elezione, può decidere di sostituire il Segretario comunale in servizio nel comune e nominarne un altro di suo gradimento.
I giudici amministrativi hanno recentemente affermato che il Sindaco deve spiegare al Segretario che è sostituito i motivi che lo hanno spinto ad adottare questo provvedimento.
Esiste infatti un principio generale nel nostro diritto ( contenuto anche nella legge 241 sulla Trasparenza amministrativa) secondo il quale ogni atto della Pubblica amministrazione deve essere "motivato".
LINTERVENTO DEL GOVERNO
Con un decreto legge il governo ha chiarito ( "a tutti, anche a chi deve giudicare! ") che il Segretario scade automaticamente al termine del mandato del Sindaco.
Pertanto il Sindaco appena eletto non deve in alcun modo giustificare lallontanamento del segretario, perché questo è già scaduto, anche se deve continuare a lavorare nel comune fino a quando non sarà designato il nuovo funzionario.
Lintervento assume la forma di "interpretazione autentica ", in modo da avere efficacia retroattiva, sin da quando la legge Bassanini era entrata in vigore (1997).
I giudici sono invitati ad interpretare la legge come il governo intendeva scriverla, e non secondo i normali canoni interpretativi.
PERCHE I SEGRETARI PROTESTANO?
La pubblica amministrazione ha bisogno di flessibilità e di armi efficaci contro chi non ha voglia di lavorare. Deve essere però garantito il contraddittorio al lavoratore, per evitare un uso improprio o strumentale di queste armi.
La professionalità conquistata esclusivamente sul campo dalla categoria, li rende di certo difficilmente sostituibili in tutti i comuni, e specialmente in quelli privi di dirigenti (80%).
E questo lo sanno bene i Sindaci che oggi invocano poteri assoluti di vita o di morte sul Segretario.
Non vogliono trasformarsi in funzionari di partito!
Il vero pericolo che i Segretari comunali vedono nella legge ( e nella recente lettura che ne dà il Governo) è che domani, per accedere allimpiego (pubblico), dovranno Giurare fedeltà a questo o quel partito.
A quel punto il Segretario non sarà né per il cittadino né per il dipendente comunali, un credibile interlocutore per limparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione ( che la Costituzione ancora tutela).
Ed in nome dellefficienza e della semplificazione lo stesso principio sarà esteso a tutti i pubblici dipendenti, affinché la classe politica possa contare su una squadra compatta ed assolutamente fedele!.
Le dichiarazioni dellOn. Vigneri:
I SEGRETARI CHIEDONO:
Che lallontanamento dal posto di lavoro sia disposto seguendo un giusto procedimento, che si svolga secondo i principi generali dellordinamento giuridico, nel rispetto della dignità della persona e della trasparenza dellazione amministrativa.
La motivazione che oggi i giudici cercano nei provvedimenti di non conferma e che il sottosegretario dellinterno on. Vigneri con accanimento si ostina a voler sopprimere, costituisce solo un tenue baluardo,; ma i segretari non intendono assolutamente rinunciarvi, consapevoli dellincombente lottizzazione dei partiti che li minaccia, e che minaccia allo stesso modo il mondo delle autonomie locali.
Un intervento del legislatore a questo punto servirebbe a perseguire un obbiettivo forse non molto corretto, cioè quello di incidere sui processi in corso di svolgimento ovvero, addirittura, sui processi già conclusi.
Anche questinterpretazione si è resa necessaria per risolvere alcuni problemi e casi al limite della gestibilità. Speriamo che sia chiaro a tutti, anche per chi deve giudicare.
vaevictis