BOLLETTINO Segretari Comunali e Provinciali - 58
Cari Colleghi,
nonostante il mio browser mi mandi numerosi "messaggi di errore" sembra che questi bollettini stiano comunque arrivando.
In attesa che ... arrivi la cavalleria e mi metta a posto il sw, continuo a cercare di informare, utilizzando il materiale che mi arriva e del quale ringrazio i Colleghi che, cominciando a superare la tradizionale ritrosia, partecipano a questa nostra avventura quasi-editoriale.
Nel prossimo numero, se questo arriva a destinazione, conto di spedire nuovi schemi di ricorso messi a disposizione da un Collega.
Un abbraccio
Carlo Saffioti
IL BURLONE: fra "toscanacci" ci si intende
Come sempre accade quando ci si rivede tra vecchi amici c'è sempre qualcuno che fa il burlone e racconta episodi e fatti tanto per farsi grande.
Deve essere accaduta la stessa cosa anche al convegno dei direttori generali che ha avuto luogo a Vigevano lo scorso 6 marzo.
In tale incontro infatti, ci deve essere stato un po di confusione dal momento che i direttori generali hanno espresso , qualcuno in modo elegante e qualche altro in modo esplicito, pareri poco cortesi nei riguardi della capacità dei segretari comunali di svolgere le funzioni di Direttore generale.
Molti direttori generali presenti all'incontro si sono diplomaticamente espressi per una separazione delle funzioni tra Segretari comunali e direttori generali mentre altri hanno chiaramente affermato che i Segretari comunali non sono tanto adatti a questo nuovo ruolo perché " rappresentano il vecchio" ed appartengono al mondo della "forma" e del " controllo di legittimità" ( cfr. Sole 24 Ore del 15/03/99.
Guarda caso i dati dell'indagine condotta dall'Ancitel dicono che il 40% dei comuni ha scelto di attribuire ai Segretari generali comunali anche le funzioni di direttore generale.
Se si tiene conto di tutti quei comuni che non hanno provveduto alla nomina del Direttore generale , non sembra, ad oggi, che questa nuova figura abbia avuto il successo che i Direttori generali credono di avere raggiunto , così come non è affatto vero che i segretari comunali, appartenendo ad un passato burocratico, non sono adatti a svolgere le funzioni di direzione di un ente locale.
I Segretari comunali, nel passato, pur in presenza di una legislazione che li ha posti in un ruolo di sola imparzialità legale, hanno di fatto svolto funzioni che certamente sono da ricondursi al concetto di managerialità oggi interamente accolto dalla Pubblica Amministrazione.
Con la nuova legislazione si è aperta una "sfida manageriale" che i Segretari comunali non rifiutano purché sia data loro l'opportunità, sullo stesso piano operativo gestionale, di poterlo dimostrare.
Anche la critica che viene rivolta ai Segretari comunali di essere laureati in discipline poco attinenti allo svolgimento di un ruolo manageriale è fuori luogo, dal momento che non è certo solo il titolo di studio che qualifica le capacità manageriali di un professionista.
Il problema quindi, non è il vecchio, la forma, la legittimità o il ragionare per "obiettivi" quanto il superamento di una logica mentale che implica un cambiamento del modo di lavorare sia da parte dei segretari comunali, che devono abituarsi ad un concetto anche privatistico della Pubblica Amministrazione sia dei direttori generali che, provenendo dal mondo privatistico, devono assuefarsi alle idee ed alle regole amministrative pubblicistiche.
Ultima considerazione: la legalità della Pubblica Amministrazione non è un optional né per i Segretari comunali né per i Direttori Generali.
UNIONE S.C.P. Lucca
Il Segretario provinciale
Franco Pellicci
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58/bis
Almeno per il momento il mio browser continua a fare i capricci e mi spedisce solo
messaggi brevi. Sono quindi costretto a fare più spedizioni. Domani dovrebbe intervenire
un "mago" e spero mi risolva questo problema.
Carlo Saffioti
Attività sindacale nel Veneto
Vicenza, 30.03.99
Al Sig. PRESIDENTE
ANCI REG.LE VENETO
Dott. ing. Giuseppe Berlato Sella
Viale Verdi 76
36100 VICENZA
Oggetto: RICHIESTA DI INCONTRO CON L'ANCI REG.LE VENETO
In relazione al recente accordo intervenuto tra le OO.SS. di categoria e l'ANCI Reg.le del Friuli Venezia Giulia, con cui si è stabilito di remunerare a parte l'esercizio delle funzioni di direttore generale da parte del segretario comunale, prevedendo altresì la determinazione del minimo e del massimo di tale retribuzione aggiuntiva, si chiede un incontro con la S.V. al fine di valutare la possibilità di addivenire ad un accordo per la disciplina della materia.
Appare difficile , alla luce dei principi stabiliti dall'art.36 della costituzione e dall'art. 2099 del Codice Civile, in relazione alle responsabilità aggiuntive connesse all'esercizio delle funzioni di direttore generale ed alla luce del dettato del comma 72 dellart.17 della legge 15/05/97 n. 127, disconoscere la legittimità dell'esigenza di un riconoscimento economico a tale maggiore impegno, con la relativa responsabilità aggiuntiva, tanto più alla luce di quanto avvenuto nella vicina regione del Friuli Venezia Giulia.
Si chiede inoltre che sia formalizzata la posizione dell'ANCI Regionale Veneta relativamente al riconoscimento della legittimità della corresponsione dell'indennità di responsabilità e di risultato prevista dall'art.10 e seguenti dell'accordo aggiuntivo annesso al CCNL del comparto Regioni e autonomie Locali, con riferimento alle ipotesi nelle quali il segretario comunale sia stato nominato responsabile di uno o più uffici e servizi.
Si chiede inoltre alla S.V. di voler precisare l'attuale posizione dell'ANCI in merito all'istituzione della Sezione Regionale Decentrata della scuola di perfezionamento ed aggiornamento professionale per i segretari comunali e provinciali e per gli altri dirigenti delle pubbliche amministrazioni locali.
Si confida nel cortese riscontro alla presente e, con l'occasione, si porgono distinti saluti.
IL COORDINATORE REG.LE SEGRETARI COM.LI E PROV.LI
(Dr. Alessandro Romito)
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58/ter
Una lettera aperta al Sottosegretario Vigneri
LETTERA APERTA AL SOTTOSEGRETARIO AGLI INTERNI ADRIANA VIGNERI
DECADUTI TUTTI I SEGRETARI COMUNALI?
Sottosegretario Vigneri, sono un segretario comunale che ha voluto e vuole la riforma, ma non scomparire.
Si è tra i pochissimi Segretari comunali che per 20 anni hanno costantemente inseguito la loro municipalizzazione.
Di più, nel 1988 si era tra i pochi che, come da proposta di legge n. 2952 Zangheri, Bassanini, ecc., sostenevano il loro cambio di nome da segretari Comunali a Direttori.
Di più ancora , fin da un corso sui bilanci-programma e sul management pubblico con il prof. Bondonio alla ISTAO di ancona nel lontano 1982, si è combattuto per il segretario manager e per incarichi strettamente subordinati a professionalità e risultati.
Si era e si è un Segretario comunale.
Con la presunzione di poter esibire, da tutti i comuni in cui si è operato, risultati di eccellenza che coniugano efficienza e legalità.
Dalla seconda metà degli anni ottanta altri Segretari Comunali hanno fatto "stage" allo SDA della Bocconi e simili.
Guarda caso, tra chi scrivi e questi segretari c'è oggi la massima intesa nell'accertare e batterci per le profonde innovazioni in atto nella gestione dei servizi comunali.
Ma non per morire.
Gentile Vigneri, i corsi fatti non presentavano niente di così arcano e irraggiungibile, anche per un Segretario comunale.
Bastava farli.
Considerato lo stato degli enti locali era persino bello, dopo quel corso e i primi progetti-obiettivo, le prime conferenze di servizio, i primi reporting i primi monitoraggi, era bello si ripete, vedere ricomporsi, grazie a inconfutabili risultati, antiche separatezze tra dipendenti, tra dipendenti e politici e tra questi e i cittadini.
E non solo, si ricorda la sorpresa di un direttore di una grande azienda della Merloni per la comunità di linguaggi.
Gentile Vigneri, mi permetta di aggiungere che tra chi scrive ( oi colleghi che hanno fatto i corsi alla Bocconi ) e i Direttori Generali ( o i dirigenti ), con formazione in aziende private, che si vanno inserendo negli Enti Locali, ho notato una sostanziale differenza, un valore aggiunto.
Questo valore aggiunto sta nel fatto che noi, segretari-manager, sappiamo coniugare efficienza e legalità.
A lei stabilire se questo fa differenza.
Per me, anche da cittadino si, e molto.
La ricordo, signora Vigneri in un convegno di Milano in cui lei, dopo aver sostenuto che la legge di riforma dello "status" del Segretario Comunale non conteneva nessuno "spoil system" o scelta per affinità politiche e ideologiche, si rammaricava di dover andare via e di non poter sentire il Prof. Vandelli su questo tema.
La informo che il Prof. Vandelli ha sostenuto con la massima chiarezza, che i sistemi costituzionali italiano, ed europei, hanno scelto non lo "spoil - system" ma il principio della neutralità del dirigente pubblico.
La "scelta" del Segretario Comunale, ha proseguito il Prof. Vandelli è la procedura che, insieme a quella della nomina dello staf del Sindaco, più si avvicina allo "spoil-system"
Strana figura di garante e politico.
Le scrivo, On. Vigneri, perché sono rimasto a dir poco allibito nel leggere il d.l. n. 8/99.
Aggiunge confusione e peggio.
Nessun Segretario comunale in servizio può decadere da un "incarico" mai avuto.
Se così fosse, comunque, significa che gli attuali Segretari in servizio, tolti i pochi fin qui "scelti" sono "decaduti"; o operano in regime di una ben strana "prorogatio".
Or non è molto, la Corte Costituzionale, sent. N. 1/99, ha ribadito che " il pubblico dipendente è a servizio esclusivo della nazione", aggiungendo che il " valore dell'efficienza" è stato garantito dal legislatore non con lo " spoil system ", o da affinità politico ideologiche tra l'eletto e il dirigente, ma da " strumenti gestionali che consentono di assicurare il contenuto della prestazione in termini di produttività".
Questo d.l. 8/99 di che Stato fa parte?
Gentile Vigneri, chiudo da iscritto della Cgil informandola che a chi scrive , e non solo, risulta che questo surrettizio "spoil-system" nelle "scelte" di Segretari Comunali, in "nomine" di direttori Generali, e in "incarichi" di dirigenti sta generando non vere razionalizzazioni e crescite di efficienza, ma, subito dopo inevitabili clientele e altre cose che si volevano debellare, spaccature, e neppure lievi, tra Sindaci sopra esposti e i propri partiti.
A lei non risulta?
Altidona (AP) 04-02-1998 - Luigi dr. Meconi ( a disposizione Agenzia Segr. Com. di Ancona ).
58/quater
Ho ricevuto la "perla" di decreto che doverosamente porto a conoscenza dei Colleghi.
Al di là di ogni altra considerazione, viene da chiedersi: si rende conto quell'Ente che tutti gli atti posti in essere dal Segretario così pervicacemente e d'imperio "decaduto", seguendo l'interpretazione di cui al decreto, sono a rischio di nullità? Deliberazioni, contratti, atti organizzativi ...
Più sommessamente: quali delitti aveva mai compiuto quel Segretario per meritare un simile trattamento?
§§§§§
UFFIClO AFFARI GENERALI
DECRETO N.
IL SINDACO
Premesso che:
con nota prot- n . in data 29.4- 1998 è stato comunicato al Dott. , alIora Segretario del Comune di , oltre che all'Agenzia Autonoma per la gestione dell'Albo dei Segretari Comunali e Provinciali nelle sue articolazioni centrale e periferica, l'awio della procedura di sostituzione del Segretario Comunale sulla base della L- n.12711997, del D. p, R. 4.12.1997 n-465 e della deliberazione del Consiglio di Amministrazione de!la predetta Agenzia, assunta in data .3- 1998:
- all'esito del procedimento di sostituzione. il Sindaco, con decreto 29.5.1998 n - 18 ha nominato il nuovo Segretario Comunale e, con successivo decreto 1.6.1998 n.21, ha preso atto dell'awenuto collocamento in disponibilità del dott- :
- tutti i provvedimenti del procedimento di sostituzione sono stati impugnati dal dott- avanti il giudice amministrativo, il quale in primo grado ha negato la sospensione della loro esecuzione richiesta in via cautelare (ordinanze TAR Piemonte nn. e TAR Lombardia n.), mentre in sede d'appello ha accolto tale richiesta (ordinanze Consiglio di Stato nn. , e );
- in conseguenza della sospensione dell'esecuzione degli atti del procedimento di sostituzione del Segretario Comunale disposta dal ConsIglio di Stato il Dott. ha ripreso servizio presso il Comune di :
Visto l'art.2 del D.L- 26.1.1999 n.8, convertito con modificazioni in data 23.3.1999, che, dettando l'interpretazione autentica dell'art.17, co. 81, L. 127197, disciplinante la prima attuazione della riforma, stabilisce: " Il comma 81 dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997 n-127, si interpreta nel senso che i segretari in carica al momento dell'entrata in vigore del decreto del Presidente
della Repubblica 4 dicembre 1997, n.465, si intendono confermati nell'incarico se il sindaco o il presidente della provincia non ha attivato il procedimento di nomina del nuovo segretario nei termini stabiliti dall'articolo 15, comma 6, del citato decreto del Presidente della Repubblica n.465 del 1997 e che l'attivazione del procedimento di nomina non richiede un provvedimento di non
conferma o revoca del segretario in carica, che continua ad esercitare le funzioni fino alla nomina del nuovo segretario-".
Considerato pertanto che il dott- , indipendentemente dai provvedimenti successivamente assunti dal Comune p-er procedere alla sostituzione del Segretario Comunale e quindi dall'esecutività di questi, non è stato confermato stante il procedimento di nomina del nuovo segretario attivato nei termini e notificato in data 29.4.1998 e conseguentemente ha cessato in data 29.5.1998 le proprie funzioni presso il Comune di Casale Monferrato;
Ritenuto inoltre che l'attuale svolgimento delle funzioni segretariali presso il Comune di da parte del medesimo dott. è privo di titolo. essendo conseguenza di provvedimenti giurisdizionali riguardanti provvedimenti amministrativi ulteriori e diversi rispetto agli effetti della norma di legge, relativa alla non conferma delle funzioni segretariali da parte del Segretario titolare in caso di attivazione di procedimento di nuova nomina entro i termini previsti dalla legge, e non idonei a impedire o a far venir meno gli effetti stessi:
PRENDEATTO
- dell'intervenuta cessazione delle funzioni segretariali presso il Comune dj da parte del dott. con decorrenza dal .5.1998:
- della conseguente assenza di titolo che legittimi l'attuale svolgimento delle funzioni segretariali presso il Comune di da parte del dott. :
DISPONE
l'immediata cessazione dell'esercizio delle funzioni segretariali da parte del dott. presso il Comune di ...
Avverso il presente provvedimento è esperibile ricorso giurisdizionale avanti il T.A.R. competente entro 60 gg. dalla notifica.
58/quinquies
Come avete visto, sia pure a pezzettini, sono riuscito ad inviarvi buona parte del materiale che, in questi giorni di blocco, si era accumulato sulla mia ... desk top.
Domani spero di poter inviare due schemi di ricorso al TAR e all'AGO, messi a disposizione da un Collega.
Buon week end.
Carlo Saffioti
FIST CISL DELLA PROVINCIA DI GROSSETO
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI
L'Assemblea provinciale dei segretari comunali iscritti alla CISL, riunita il 29 marzo 1999,ha discusso il seguente ordine del giorno:
"Prospettive di riforma dello stato giuridico alla luce della legge di conversione del D.L. n. 8/98".
L'Assemblea, dopo un ampio dibattito, ha approvato all'unanimità il seguente comunicato, dando mandato al segretario provinciale di trasmetterlo agli organi regionali e nazionali.
COMUNICATO
L'Assemblea è decisamente convinta che la riforma dello stato giuridico del segretario comunale così come delineata dalla legge 127/97 e dal successivo regolamento di attuazione , abbia subito un ulteriore peggioramento a seguito dell'emanazione , da parte del governo, del Decreto legge n. 8 del 26.1.1999 e della conversione in legge del medesimo.
Sotto la formale veste di norma interpretativa - si è creata una vera e propria norma con effetto retroattivo, ancora più penalizzante per la categoria già mortificata nelle sue legittime aspettative.
Sembra evidente il disegno di legittimare la scelta del segretario quale attività del tutto arbitraria con la conseguenza di trasformare il funzionario nel segretario dell'autorità politica e di disconoscerne le funzioni di consulenza dell'amministrazione , di direzione , di coordinamento e vigilanza degli uffici dell'ente che pure sono chiaramente attribuite dalla legge.
L'assemblea ritiene che la riforma non consista affatto nel trasformare il segretario comunale nel portaborse dell'autorità locale , né che possa disconoscersi che lo stesso , in quanto pubblico dipendente, è al servizio esclusivo della Nazione.
Gli effetti della recente normativa introdotta dal governo senza alcuna preventiva informazione sindacale contribuiscono ulteriormente allo sviluppo professionale dei segretari che pure sono sempre stati per formazione convinti assertori dell'autonomia degli enti locali.
La stragrande maggioranza dei colleghi, all'indomani dell'avvio della riforma , ha creduto che da questa potesse derivare la massima valorizzazione professionale del segretario come risorsa del sistema delle autonomie.
Oggi, al contrario, visti contenuti del regolamento approvato con Dpr 465/97, gli ostacoli frapposti dal sistema all'uscita dalla categoria, la stagione delle "mancate conferme" e dei relativi pesanti strascichi giudiziari, e da ultimo il D.L. 8/99, intervenuto mentre è ancora lontana la stipula del primo contratto post - riforma , si ha la sgradevolissima sensazione di una intollerabile sperequazione e di un a grande ingiustizia che si è consumata e si consuma ancora, ai danni dei segretari sia sul piano normativo che contrattuale con un sostanziale accantonamento della categoria in attesa della sua definitiva espulsione dal sistema.
L'assemblea esprime il fermo convincimento che l'azione delle organizzazioni sindacali, e segnatamente della CISL, a livello nazionale non solo si è affievolita ( al punto di rasentare il disinteresse) ma appare addirittura appiattita sull'indirizzo generale di defunzionalizzazione del segretario a tutto danno delle stesse autonomie locali, con particolare rigurdo agli enti di minori dimensioni demografiche.
L'Assemblea pertanto
AFFERMA
Che questo atteggiamento dei vertici sindacali nazionali, impotenti od inediti, non è assolutamente condivisibile dalla base.
ANNUNCIA
Che questa assemblea provinciale non si ritiene ormai più rappresentata da un sindacato alieno dalla difesa degli interessi della categoria.
INVITA
Tutte le Segreterie Provinciali CISL della Toscana a riunirsi al più presto per verificare e valutare la linea sindacale nazionale.
CHIEDE
Agli organismi sindacali nazionali di attivarsi al fine di convocare un'Assemblea straordinaria tesa ad individuare ed approvare una nuova e più consona linea sindacale nazionale.
CHIEDE
Infine alla segreteria regionale di convocare nel più breve tempo possibile l'Assemblea regionale, per una riflessione generale sulla significatività stessa dell'esistenza e del ruolo del sindacato, così fortemente messa in dubbio da molti segretari iscritti alla FIST - CISL, affermando che in mancanza di una chiara e netta inversione di tendenza sarà revocata l'adesione al sindacato.