IL BOLLETTINO
notiziario per i Segretari Comunali e Provinciali
n° 67
by Carlo Saffioti
Caro Collega,
un Collega mi ha segnalato alcuni documenti dell'Unione, pubblicati nel sito internet di quella organizzazione, chiedendomi se non siano il sintomo della ricerca disperata di ... ritrovare una verginità perduta.
Ovviamente non sono io ad avere la risposta, che peraltro - se mi sarà inviata - sarà certamente diffusa nel bollettino.
Mi pare comunque interessante sottoporre ai Colleghi tale documentazione, sia perchè valutino gli aspetti connessi ... con la verginità, sia la resipiscenza che, comunque, traspare, sia come contributo per evitare che qualcuno sia ... più realista del Re!
Carlo Saffioti
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Egr. Sig. Presidente dell’ANCI ROMA |
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Sig. Presidente, Questa organizzazione ricorda come uno dei traguardi più significativi e come approdo di un lungo, difficile e delicato processo la stipula del protocollo di intesa con l’ANCI, in Campidoglio nel luglio 1997. Il protocollo sanciva il passaggio, a conclusione del processo della riforma, al sistema delle autonomie della categoria dei segretari comunali e provinciali con l’originale sistema di gestione incentrato nell’Agenzia, quale espressione del sistema delle Autonomie locali e della Scuola come strumento per investimenti professionali in funzione della rigenerazione e valorizzazione del segretario e della dirigenza territoriale necessari ai Comuni ed alle Province in primo luogo. Ritenevamo allora e continuiamo a ritenere ancora che quella della riforma fosse una scelta di modello professionale per tutta la dirigenza territoriale che consapevolmente l’ANCI da Lei presieduta e l’Unione condividessero e si impegnassero ad attuare. Ovviamente resta fermo in questo quadro, così come contenuto nella riforma, che gli Enti Locali hanno la più ampia possibilità di prescegliere i modelli organizzatori che ritengono opportuno. In questo contesto però questa organizzazione non comprende per niente quale significato istituzionale assumono le iniziative, sia a livello centrale che ad alcuni livelli territoriali dell’ANCI, che paiono rivolte a favorire lo sviluppo di altri modelli professionali negli Enti Locali, a pregiudizio di quello individuato nella riforma volta ad attuare i necessari investimenti per creare le condizioni per la confluenza nell’unica figura del segretario della direzione complessiva dell’ente. Apprendiamo infatti dalla stampa che ad esempio è stata formalizzata e creata all’interno dell’ANCI una consulta dei direttori da cui, guarda caso, sono categoricamente esclusi i segretari comunali che esercitano le funzioni di direzione generale e che costituiscono oltre l’80% di tutti gli incarichi di direzione conferiti dagli enti locali. Ciò unito ad altri segnali che si registrano a livello territoriale e a forme di arroganza nelle dichiarazioni pubbliche di alcuni direttori generali, a fronte di un atteggiamento responsabile e dignitoso della categoria che, come Lei sa, ha accettato la scommessa sul piano professionale e sino ad ora non si è mai permessa di dare giudizi sommari su esperienze professionali tipiche dei momenti transitori. Le avevamo chiesto un incontro, Presidente. Riteniamo che ora sia diventato ancora più urgente e necessario. Noi riteniamo che l’intesa siglata in Campidoglio tra i Sindaci e i Segretari resti un punto fermo a cui non intendiamo venire meno e riteniamo che anche da parte Sua vi sia eguale determinazione. Restiamo, pertanto, in attesa di una Sua urgente convocazione. |
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Dott. Carlo Paolini |
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DOCUMENTO SCATURITO DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEL 30 GENNAIO 1999 1. I duri prezzi di una riforma per una categoria proiettata nel futuro. Le scelte riformatrici dell' UNIONE a) E' il momento delle prime valutazioni e riflessioni per una forte ripresa del confronto con il Governo e le Autonomie, non dei colpi di mano come il D.L. governativo E' gravissimo e inaccettabile che il Governo sulla testa della categoria abbia deciso di ritoccare la legge sul nuovo ordinamento dei segretari comunali e provinciali (l'art. 2 del D.L.8/1999...omissis.....) in assenza di qualunque confronto. Ad un anno della riforma, che ha richiesto un grande senso di responsabilità per i prezzi che si sono dovuti pagare per la rigenerazione della figura del segretario secondo i veri interessi dei Comuni e delle Province, non è certo con colpi di mano unilaterali che si debbono affrontare le tante questioni sul tappeto: si deve aprire una stagione di confronto a tutto campo e di riflessione sul primo periodo di applicazione del nuovo ordinamento nell'ottica che ha guidato l'UNIONE, ottica tutta protesa ad assicurare il futuro e la centralità del segretario nel sistema delle autonomie. Non può essere ignorato che, dal nulla, senza supporto alcuno per assicurare la partenza senza traumi della nuova gestione della categoria a livello nazionale e regionale, in un clima esterno, dottrinale, politico e parlamentare, con tanti propagandisti della subdola opinione critica nei confronti del mantenimento della figura del segretario comunale e provinciale, si è dovuto costruire un nuovo sistema di gestione mirato a garantire, come si è detto, un futuro alla categoria. b) L'essenzialità dell'Agenzia per il mantenimento del carattere nazionale della figura del segretario L'inizio dell'attività delle Agenzie non poteva che essere significativamente difficoltoso, lacunoso e pieno di problemi, dai più spiccioli a quelli di grande rilievo, ed al nostro sindacato non sono certamente sfuggiti errori, disfunzioni, torti. L'UNIONE si è impegnata direttamente con i propri rappresentanti eletti nei consigli di amministrazione perchè l'Agenzia e le Sezioni regionali potessero fronteggiare il difficile passaggio dal precedente regime a quello della riforma. Senza l'Agenzia la categoria avrebbe perso la sua caratterizzazione di figura nazionale adesso gestita da un Organismo del sistema delle Autonomie. Un ruolo centrale, quello dell'Agenzia, che va difeso pretendendo il suo corretto funzionamento con una decisa azione sindacale, che l'UNIONE ha già attivato (come si dirà), e difendendo il suo carattere di originale organismo del mondo delle Autonomie, che è condizione perchè la gestione dei segretari non subisca influssi deleteri di quelle culture delle burocrazie centralistiche ministeriali che stavano portando alla scomparsa del segretario se non fosse intervenuta la riforma. Ed attacchi di questo genere sono già pesantemente in atto, come risulta dalla Direttiva del Ministro dell'Interno in materia di vigilanza, la cui gravità, come si avrà modo di evidenziare, è talmente enorme per le sorti della riforma da richiedere il suo ritiro pena reazioni durissime del sindacato e della categoria. c) La Scuola quale strumento per vincere la sfida professionale per l'unicità della figura di vertice del Segretario-Direttore Si è lavorato perchè i segretari conseguissero nel sistema delle Autonomie una rinnovata legittimazione per riconquistare appieno il ruolo centrale che è quello di figura di collaborazione e di garanzia nell'azione (molto difficile) degli organi degli enti e di direzione complessiva, anch'essa molto difficile, ma efficace solo se viene a confluire, come la legge mira, nell'unica figura di vertice del segretario. E su questo terreno fondamentale è il supporto e la qualificazione che la nostra Scuola superiore dovrà assicurare; Scuola anch'essa esposta ad ogni sorta di attacco, dato gli interessi che tocca, e che richiede tutto l'impegno del nostro sindacato. Noi si è preteso che la categoria avesse un ruolo essenziale nella Scuola (la direzione ad un esponente di massimo rango dei segretari), perchè finalmente prevalessero gli interessi dei segretari e delle autonomie rispetto ai tanti sottoboschi il cui obiettivo principale è montare sul carro della formazione. Una forte direzione avrà bisogno di una altrettanto forte presenza dell'UNIONE e della categoria. Dopo il primo durissimo periodo della riforma dunque, l'UNIONE rivendica il merito di essere stata l'unica organizzazione a perseguire un lucido e lungimirante disegno sindacale per garantire l'interesse e la figura dei segretari e di avere attivato, con la collaborazione dei suoi rappresentanti nelle Agenzie, una fase ascendente nella storia della categoria che necessita, però, di un forte e compatto impegno di tutti, per consentire il raggiungimento dei risultati che ciascuno di coloro che hanno creduto nella funzione del Segretario, vuole raggiungere. La strategia dell'azione sindacale dell'UNIONE crede nella riforma, nata per il suo forte impegno, e si pone come obiettivo fondamentale la nascita di una nuova figura di segretario che sia sempre e contemporaneamente il direttore generale degli enti. Per realizzare questo disegno è centrale il ruolo della Scuola superiore che sta già lavorando, come si è concertato nel primo confronto del Sindacato con la Direzione, per un primo programma articolato in: a) attività didattiche (giornate di studio; corsi di aggiornamento e perfezionamento; attività strumentali alla didattica); b) attività di ricerca e di studio sia sulle metodologie didattiche sia sulla elaborazione dei contenuti. d) Il diritto irrinunciabile della Categoria alla negoziazione del proprio contratto di lavoro. Nella piattaforma elaborata dall'UNIONE le risposte alle esigenze scaturite dalla riforma. Con questa logica della valorizzazione della figura - a cui consegue la rivendicazione dell'ottenimento dei massimi risultati retributivi - si è preparata la piattaforma contrattuale ben coscienti che con il contratto si debbano affrontare, regolare e completare i numerosi istituti della riforma altrimenti lacunosi senza la fonte contrattuale, a partire dai più delicati, come la nomina e la revoca. Non è più tollerabile che non si apra il tavolo contrattuale e addirittura ci sia ancora chi lavora, sempre nella logica di colpire la specialità e originalità della figura, per disconoscere il diritto alla rappresentatività della categoria "affogandola" nelle rappresentanze di comparto degli Enti locali, rispetto alle quali i segretari sarebbero in posizione di assoluta subalternità, quale che fosse il loro grado di rappresentatività. Chi lavora per la subalternità del segretario risponde alla vecchia logica della "municipalizzazione" sempre combattuta dall'UNIONE giacchè avrebbe significato, con la fine del ruolo di figura nazionale, la fine della specificità e del rango della figura e quindi della categoria. Non è più tollerabile che non si pervenga al più presto all'apertura del tavolo contrattuale per il cui obiettivo l'UNIONE sta dedicando il massimo di impegno e di mobilitazione, come si avrà modo di specificare più sotto. 2) Una nuova fase di impegno e di lotta dell'UNIONE per assicurare la presenza e la tutela degli interessi della categoria. Un sistema organico di relazioni con l'Agenzia; il confronto con il sistema delle Autonomie e il Governo; le linee di azione sindacale per il contratto La decisione del Governo di intervenire con un colpo di mano sulla legge è inaccettabile perché affronta - e malamente - solo un aspetto delle questioni sul tappeto. Non si può intervenire sull'istituto della mancata conferma se non lo si raccorda con quello della nomina ricercando i giusti equilibri fra le prerogative e poteri dei sindaci e presidenti di provincia, da una parte, ed i diritti dei segretari, dall'altra. Non si può intervenire senza un confronto con le rappresentanze dei segretari. E' il momento della ripresa di una forte azione di lotta sindacale sui numerosi fronti su cui si giocano le sorti della categoria. Già prima dell'intervento del Governo si era chiesto di avviare un confronto ad ampio raggio ad un anno dalla riforma. Intanto per contrastare tutte le violazioni (si pensi alle mancate nomine) che si debbono registrare e poi per fare un primo bilancio/riflessione in funzione del rafforzamento del nostro nuovo ordinamento. Da ciò deriva, come deciso nell'ultimo consiglio nazionale dello scorso 30 gennaio, un forte impulso all'apertura dei vari fronti di azione del nostro Sindacato. a) L'Agenzia ed un corretto sistema di relazioni sindacali con la piena affermazione del principio della concertazione delle scelte Molte ed innumerevoli sono state le difficoltà che nella fase di avvio hanno in qualche modo limitato l'azione di governo della categoria da parte dell'Agenzia. Non sono mancate scelte e decisioni di prima applicazione della legge che hanno suscitato critiche e reazioni nella categoria essendo apparse in contrasto con la riforma e suscettibili di arrecare un serio danno e pregiudizio all'affermazione del ruolo del segretario negli Enti locali ed al funzionamento degli stessi. Superata questa prima fase di avvio è necessario, ora, strutturare una nuova fase per far svolgere nel modo più idoneo e organizzato il ruolo e le funzioni che la riforma ha affidato all'Agenzia. Deve realizzarsi l'obiettivo che si è data l'Agenzia di costruire una struttura organizzativa e strumentale idonea, per celerità e trasparenza, ad assicurare il complesso governo della categoria, nella piena convinzione ed affermazione della diretta aderenza alle esigenze che manifesta principalmente il sistema delle Autonomie. Una rete organizzativa e funzionale vicina, quindi, agli Enti locali ed ai segretari per assicurare l'ottimale funzionamento del sistema nel rispetto delle regole. La gestione della categoria è compito che la legge affida precipuamente all'Agenzia e la stessa, anche conseguentemente al prossimo rinnovo contrattuale, dovrà svolgere tale funzione nel modo più incisivo ed efficace. E' innegabile, tuttavia, che il sistema delineato dalla riforma e l'ordinamento in generale, pur riconoscendo l'autonomo ruolo dell'Agenzia, afferma anche un ruolo attivo e partecipato delle organizzazioni sindacali più rappresentative della categoria. E' necessario, quindi, che in questa nuova fase che deve caratterizzare un sistema "normale" di gestione, si fondi anche nella piena affermazione del principio della "concertazione" delle scelte. La attiva presenza del Sindacato rappresentativo della categoria si rivela quale strumento indispensabile per l'intero sistema dovendosi registrare, con forte preoccupazione, il manifestarsi di comportamenti in palese violazione della riforma e, comunque, disfunzioni e carenze che, come accennato, il congiunto impegno dell'Organismo di gestione, da una parte, e del Sindacato, dall'altra, possono riportare nell'ambito di corretti binari di funzionamento. Con un ruolo centrale del Sindacato di categoria. Va detto e sottolineato che proprio grazie alle iniziative ed interventi che si erano già messi in campo nei riguardi dell'Agenzia, si cominciano ad avere i primi positivi risultati, come dimostra la recente deliberazione del 7 gennaio 1999 dell'Agenzia nazionale in ordine alla attivazione del commissario ad acta nei confronti dei sindaci inadempienti all'obbligo di regolare copertura delle sedi e dell'adozione di procedimenti disciplinari nei confronti dei segretari che assumono comportamenti deontologicamente scorretti. Facendo leva su quella decisione tutte le nostre organizzazioni devono mettere in atto una capillare azione volta a far rispettaregli obblighi degli amministratori e le decisioni dell’Agenzia. Perchè si dia corso ad una nuova fase di rapporti fra la Categoria e l'Organismo di gestione dei segretari, su richiesta dell'UNIONE, il 17 febbraio si è tenuto l'incontro fra l'Agenzia e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali. E' stato chiesto di pervenire alla definizione di un protocollo d'intesa che preveda la previa informazione sugli atti e la previa concertazione su tutti i provvedimenti di rilievo per l'organizzazione e per la gestione della categoria. Nel merito, si intende conoscere come vengono destinati i fondi con particolare riguardo alla necessità di assicurare i necessari finanziamenti e regole funzionali per la Scuola e la formazione. E' stato posto l'accento sulla esigenza di un miglior funzionamento dell'Agenzia e di un coordinamento con le sezioni regionali al fine di una applicazione uniforme della riforma su tutto il territorio nazionale sollevando la necessità di affrontare, anche con l'intervento dell'Agenzia la questione dello spazio normativo delle regioni a statuto speciale per contrastare, nell'interesse del carattere nazionale della figura, ogni forma di regionalizzazione e di frantumazione della categoria. Sono stati affrontati, altresì, i problemi relativi all'applicazione degli istituti giuridici ed economici, quali soprattutto l'aggiornamento dell'albo, alla mancata nomina (con particolare riferimento alle sedi di IV classe), alle nomine anomale, al trattamento economico, alla pubblicità dell'esito del procedimento di nomina, alle garanzie di tutela dei segretari revocati, alla formazione, alla necessità di modifiche normative, sulle quali è stato chiesto, ad un anno della riforma, un incontro all'ANCI e al Governo, stante il rilievo politico-istituzionale e per la categoria che esse verranno ad avere. L'UNIONE è impegnata con tutti i suoi organi a predisporre precise e dettagliate proposte per ciascuno dei temi su cui si è aperto il confronto. Il confronto dovrà svilupparsi in modo costante con tempi prefissati e pronti alla mobilitazione in mancanza di risposte non adeguate. Questo segna un momento importante per la categoria, poichè dà corso alla previsione dell'art. 6, comma 2, del DPR 465/97 e costituisce un segnale per procedere verso la piena realizzazione della riforma. b) Confronto serrato, e con il pieno coinvolgimento della categoria, con l'ANCI e il Governo; no ad interventi unilaterali; un rinnovato impegno sulla strada della riforma e della valorizzazione del segretario L'UNIONE aveva più volte messo in rilievo come alcuni istituti, in testa la nomina e la non conferma, richiedessero una ulteriore disciplina, da prevedersi sicuramente in sede contrattuale (anche per questo verso si è predicata l'urgenza della tornata contrattuale). Il contenzioso si è manifestato proprio su alcuni dei nodi essenziali sui quali l'UNIONE aveva sottolineato l'esigenza, come già detto, di una più adeguata e articolata disciplina perchè si evitassero i contraccolpi più gravi per i colleghi in servizio e per il buon andamento del sistema. Il contenzioso in atto è indice di patologie molto sofferte della categoria, le quali tuttavia - si è sempre sottolineato - non possono essere risolte in via giudiziaria, pena l'innescarsi di reazioni delle forze a noi contrarie (sempre molto diffuse e pronte a riprendersi le rivincite; forze ben presenti non solo fuori ma anche nel Parlamento; che cercano di smantellare la riforma e mettere a tacere i giudici) che possono portare a tensioni e sbocchi imprevedibili. L'UNIONE ha sempre riaffermato che per colmare, completare e, se necessario, correggere la riforma è essenziale il metodo del confronto e della concertazione. Non si accettano decisioni sulla testa dei segretari senza il loro coinvolgimento. E' un diritto della categoria ad essere attivamente presente quando si decide del proprio ordinamento. Dunque, la risposta del Governo è sbagliata, e lo è tanto più nel momento in cui si è aperta questa riflessione su come rafforzare la riforma, combattendone le distorsioni e le violazioni e lavorando per le correzioni in funzione del corretto rapporto tra le prerogative dei sindaci e i diritti dei segretari. Si impone ad un anno dall'entrata in vigore della riforma dell'ordinamento dei segretari un approfondito esame del suo funzionamento onde assumere tutte quelle iniziative ed interventi idonei ad eliminare disfunzioni ed apportare le correzioni e i completamenti che assicurino di far funzionare nel modo corretto i vari istituti del nuovo ordinamento. Si deve infatti registrare intanto il manifestarsi dei comportamenti in palese violazione della riforma (si cita ad esempio la mancata copertura delle sedi, il conferimento di incarichi a vicesegretari senza i requisiti, un certo uso distorto delle convenzioni) e poi disfunzioni e carenze nella disciplina di importanti istituti, da recuperare invero con il negoziato contrattuale, ma per i quali non si può escludere anche altri interventi correttivi ed integrativi. Stante la inequivoca scelta, non priva di prezzi, compiuta dalla categoria sulla via della modernizzazione della figura con una rinnovata legittimazione attraverso la riforma, l'UNIONE non può ammettere che vengano a riemergere posizioni (e che non siano fermamente contrastate) che possano ingenerare equivoci su quella che è stata la scelta del sistema delle Autonomie, cioè di lavorare per la valorizzazione della figura del segretario. La commissione nominata nell'ultimo Consiglio nazionale per un esame a tutto campo del funzionamento della riforma ad un anno dalla sua applicazione, ha già prodotto un primo quadro delle problematiche. Sono state approfondite le questioni da affrontare con l'Agenzia (con l'elenco delle questioni che hanno costituito la base per l'incontro con l'Agenzia stessa e su cui si svilupperà la nostra decisa azione fino alla loro soluzione, secondo un approccio caratterizzato, come si è richiesto, da scadenze ben precise, non essendo disponibili a cadere in pratiche dilatorie o, peggio, nel costume delle decisioni prese senza il confronto con la categoria). Il lavoro continua per pervenire, con l'apporto delle nostre organizzazioni territoriali, al pacchetto delle nostre rivendicazioni nell'interesse dei segretari e del sistema delle autonomie. Per le tematiche di più rilevante valore strategico per il futuro dei segretari e per combattere i comportamenti scorretti (che non sono mancati nonostante il nostro grande senso di responsabilità istituzionale) da parte dei nostri interlocutori sul campo (sindaci in primo luogo) è necessaria l'apertura di un confronto serrato con l'ANCI e il Governo. Si torna a ripetere, non si può toccare, come ha fatto scorrettamente il Governo, l'istituto della non conferma senza collegarlo a quello della nomina. Ci si libera del segretario anche a seguito del preciso (e arbitrario) disegno di effettuare una nomina non già del segretario migliore per quel comune ma del "più amico". Va pertanto riequilibrata la posizione del segretario nei riguardi dei sindaci e presidenti in modo che, fermo il loro potere di nomina (che, si è consapevoli, è coerente con l'intero sistema), si debbano individuare modalità e criteri che rendano conoscibile e trasparente l'iter logico che ha portato alla scelta. Sicuramente vi è spazio in proposito per il contratto, ma se si interviene sulla non conferma in via normativa, non ci si può fermare solo ad essa. Si è già chiesta l'apertura del tavolo del confronto sia con l'ANCI che con il Governo. Se non avremo risposte rapide e improntate allo spirito che portò alla riforma le azioni che metteremo in piedi a tutti i livelli saranno dure e determinate. Si intende dare a questo confronto il massimo di rilevanza per coinvolgere l'intera categoria e far assumere consapevolezza delle grandi questioni in gioco a tutto il mondo istituzionale e politico. Se a questi tavoli, si ripete, non si avranno risposte soddisfacenti la Categoria sarà chiamata a tutti i livelli ad azioni dure ed incisive. Va fatto appello alla Categoria di avviare la più grande mobilitazione per il confronto che ci attende e per gli attacchi che abbiamo dovuto subire e per quelli che si debbono mettere in conto (si pensi ai pericoli e alle insidie del percorso parlamentare di conversione dello sciagurato DL governativo sull'istituto della non conferma). c) La direttiva del Ministro dell'Interno sulla vigilanza dell'Agenzia; il tentativo di recupero delle forze centralistiche contro l'interesse dei segretarie delle Autonomie. Di una gravità inaudita è l'ultimo atto del Governo che con la Direttiva del Ministro dell'Interno sulla vigilanza dell'Agenzia trasforma l'Agenzia stessa - che è Organismo del sistema delle Autonomie - in un organo strumentale ministeriale sotto tutela della Direzione centrale dell'Amministrazione civile del Ministero dell'Interno. Che la voglia di rimettere le mani sulla categoria da parte di quelle burocrazie centralistiche sconfitte dalla riforma trovasse avalli nel Governo rasenta l'inaudito. Quella direttiva con quei contenuti va ritirata. La categoria non accetta e non accetterà mai prevaricazioni che la riportino in una posizione di debolezza nei riguardi delle autonomie. Si è voluto camminare con l'evoluzione del quadro istituzionale. Si lavorerà perchè insieme all'UNIONE, le Confederazioni, l'ANCI e l'UPI respingano al mittente una Direttiva che riporta indietro di un ventennio l'orologio delle riforme. d) Senza il contratto la riforma è incompleta e non si assicurano le garanzie sul ruolo e posizione professionale e sui diritti retributivi dei segretari. L'impegno dell'UNIONE per un fronte del lavoro forte e compatto Si deve al più presto aprire la trattativa per il primo contratto post-riforma del nostro ordinamento. La riforma è monca senza il contratto. Si ripete, con il contratto si può intervenire per rimediare a disfunzioni e perfino ad arbitri ed abusi. Con il contratto si può intervenire per dare garanzie sul ruolo e professionalità di ciascun segretario. Con il contratto si deve riconoscere il giusto rapporto fra responsabilità e funzioni, da una parte, e retribuzione adeguata dall'altra, tenuto conto che il segretario viene a collocarsi sempre in una posizione sovraordinata rispetto agli altri responsabili, dirigenti e non. La categoria si trova esposta su una frontiera molto difficile ed ha assolutamente bisogno che si apra il confronto contrattuale per risolvere i problemi sul tavolo e rispondere alle aspettative maturate e confrontate nelle assemblee e negli organi dirigenti. Mai come adesso c'è stato bisogno di assicurare che la condizione e lo status dei Segretari siano nelle mani della Categoria che ha il diritto di determinare i contenuti del proprio rapporto di lavoro in tutti i suoi aspetti, ad iniziare da quelli più delicati come il proprio ordinamento professionale, la nomina e la revoca, la formazione, la retribuzione. Per questo la Direttiva emanata dal Governo di intesa con l'ANCI e UPI riconosce alle rappresentanze dei segretari, quale categoria con una propria specificità, il diritto a contrattare e sottoscrivere gli accordi. Si è già detto e si torna a ripetere che la rappresentatività riferita al comparto degli Enti locali cancellerebbe di fatto la categoria. Ciò non significa certo che l'UNIONE non voglia riconoscere il ruolo che spetta alle Confederazioni. L'UNIONE non intende certo escludere nessuno; anzi considera essenziale il rapporto con le Confederazioni che richiama tuttavia ad abbandonare atteggiamenti che hanno dato spazio alle spinte antiriforma, particolarmente per la presenza di sigle che si sono collegate con uno dei sindacati confederali nate proprio con quell'obiettivo e particolarmente accanite nell'attaccare l'UNIONE. Lo spirito che condusse ad un fronte unitario dell'UNIONE con CGIL- CISL-UIL per la riforma non è stato certo messo in discussione dall'UNIONE. Richiamandoci a tale spirito che intendiamo aprire un confronto sulla nostra piattaforma con le Confederazioni con l'obiettivo da noi perseguito di pervenire ad una piattaforma unitaria. Ciò darà particolare forza alla nostra battaglia contrattuale, naturalmente purchè si trovino le convergenze su quei punti essenziali cui si ricollega la dignità ed il rango, sia professionale che retributivo, dei segretari. L'UNIONE non accetterà più alcun tentativo dilatorio o manovre tese a pregiudicare la forza contrattuale della Categoria. Efficacemente in una riunione dell'Esecutivo nazionale con i segretari regionali della nostra organizzazione venne affermato "che indebolire l'UNIONE significa indebolire la categoria". Il sindacato di categoria forte è l'unica garanzia che si sappiano interpretare i veri interessi dei segretari, che si abbia la capacità di collegarli a quelli delle autonomie per essere forti e credibili e che su queste basi si sia in grado di organizzare la lotta affinchè i disegni contrari al segretario siano sconfitti. Le accuse all'UNIONE di acquiescenza al Governo e al sistema delle autonomie, quindi, vanno respinte al mittente. L'UNIONE, a tutti i livelli, ha lavorato sodo per la riuscita della riforma, senza gli isterismi di alcune sigle sindacali, che hanno lavorato per combatterla mettendo in atto comportamenti che sono stati l'origine della reazione governativa. L'UNIONE non può essere accusata di attentismo nei confronti delle disfunzioni. In tempi non sospetti sono stati chiesti incontri all'Agenzia Nazionale, all'ANCI e al Governo per le modifiche necessarie per far funzionare la riforma, per tutelare i colleghi in difficoltà, facendosi carico, con le sue articolazioni regionali, anche di contribuire nelle spese giudiziarie sostenute da colleghi revocati. E' necessario l'apporto della grande ricchezza di forza e di intelligenza che la categoria sa esprimere, particolarmente nei momenti più difficili. Non dobbiamo desistere, se lungo il tragitto della riforma si devono affrontare momenti di difficoltà, soprattutto in un momento come questo in cui i fronti che si sono aperti sono tanti e richiedono il rafforzamento della nostra UNIONE con l'adesione, il lavoro, il confronto. IL SEGRETARIO NAZIONALE Carlo Paolini |
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COMUNICATO STAMPA DEL 22.3.1999
Con sempre più preoccupazione si debbono registrare resistenze alla attuazione della riforma e gravi violazioni nella sua applicazione che creano disorientamento e sconcerto nella categoria ed in tutti coloro che hanno creduto nell’avvio di un autentico processo riformatore che ponesse al centro la valorizzazione professionale del segretario comunale e provinciale. Sia l’avvio dell’attività della scuola che il funzionamento dell’Agenzia, a livello centrale e delle sue articolazioni regionali, registrano gravi difficoltà ed ostacoli che si esprimono nei modi più vari ed articolati. Anche il processo di contrattazione registra ritardi incomprensibili ed inaccettabili che creano situazioni di ingiustizie e sperequazioni intollerabili in rapporto alle responsabilità che vengono attribuite ai segretari, e che creano disfunzioni nella funzionalità degli Enti Locali ed impediscono la corretta applicazione degli istituti del nuovo ordinamento dei Segretari comunali e provinciali. Situazioni di così rilevante pericolosità richiedono iniziative che abbiano la forza e la dignità di imprimere una svolta sul processo di corretta attuazione della riforma e del suo sviluppo coerente, finalizzato alla massima valorizzazione professionale del segretario come risorsa del sistema delle autonomie. L’organizzazione funzionale della P.A. richiede processi coerenti ed organici e non semplificazioni ed improvvisazioni, in particolar modo delle professionalità chiamate ad essere protagoniste in questa fase estremamente complessa di trasformazione dell’organizzazione e della attività della stessa P.A. A tal fine l’Unione Nazionale dei Segretari comunali e provinciali ha proposto alle organizzazioni CGIL-CISL-UIL la stipula di un protocollo d’intesa per lo sviluppo di azioni comuni: Si registra già l’adesione da parte della CGIL e si è certi che anche le altre confederazioni non faranno mancare il loro sostegno a questa necessaria azione comune. In questo quadro si innesta anche l’iniziativa assunta dall’Unione di proporre alle confederazioni la definizione di una piattaforma contrattuale unitaria come strumento per la migliore tutela della categoria e per la definizione in tempi rapidi del contratto secondo le irrinunciabili esigenze dei segretari comunali e provinciali, dei Comuni e delle Province. L’UNIONE NAZIONALE SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI |