BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

n° 70

by Carlo Saffioti

Poichè tutti i cittadini sono eguali,

essi debbono poter accedere in modo eguale

a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità

e senza altro criterio che quello delle loro virtù

e dei loro talenti.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

(26 agosto 1789)

Caro Collega,

prima di tutto ti auguro un buon 1° Maggio, dal momento che è bene ricordarsi tutti e ricordare a tutti che siamo dei lavoratori dipendenti, sia pure di livello dirigenziale, dotati quindi di diritti oltre che di doveri.

Non a caso ho ricominciato ad inserire la testata del nostro bollettino con la citazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (citazione, peraltro, che ho ripreso da quella, ben più autorevole, di Sabino Cassese in un suo recente intervento sulla stampa).

Oggi mi limito a commentare, grazie ad una segnalazione della Collega PL, il d.P.R. 5 febbraio 1999 ( in G.U. 15 marzo 1999 n° 61).

Con questo poderoso provvedimento, fa notare appunto la Collega, si è avuta una concreta attuazione della semplificazione così di moda di questi tempi: si è annullata una deliberazione di Giunta!

Per raggiungere questo formidabile obiettivo è stato necessario:

- rifarsi al RD 3 marzo 1934 n° 383 ( il famigerato TULCP!!) nonchè alla legge 400/1988;

- ottenere un parere del Consiglio di Stato, (che lo ha rilasciato il 29 luglio 1988);

- far deliberare il Consiglio dei Ministri, (che lo ha fatto, dopo sei mesi, il 29 gennaio 1999);

- avere la proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;

- avere il "concerto" dei Ministri della Funzione Pubblica e dell'Interno;

Prima della riforma sarebbe bastato un atto del CO.RE.CO, che peraltro sarebbe stato forse evitato perchè il Segretario Comunale avrebbe espresso il suo parere di legittimità che, pur non essendo affatto vincolante, avrebbe potuto far riflettere gli Amministratori.

Naturalmente, al di là della polemica, è da considerare la gravità del fatto che la deliberazione in questione pretendeva di attribuire titoli preferenziali ai cittadini residenti in una città rispetto agli altri, in barba alla Costituzione della Repubblica!

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