Appunti di Psicologia© - Sezione di Psicoterapia 
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Psicoterapia istituzionale
(edited by A. M. Scaffidi e S. Manai)

Psicoterapia istituzionale

Presentazione

E' storia abbastanza recente l'introduzione nei "servizi pubblici" dell'attività di psicoterapia. La crisi dei paradigmi teorici e tecnici "forti" che avevano indirizzato le pratiche sanitarie e politiche, hanno determinato nuove e radicali scelte politiche e ideologiche che hanno consentito la creazione di tutta una gamma di servizi entro cui la psicologia e la pratica psicoterapetica hanno trovato spazi nuovi di applicazione.

Sono assolutamente convinta che la mente sia un organismo fragile , delicato e prezioso che necessita, da parte di chi intende occuparsene, di una formazione lunga e accurata. Altrimenti, il rischio che sento e' che la psicoterapia diventi una delle tante risposte "tecnologiche" che si danno ai disagi del nostro tempo e che vada perduta quella caratteristica particolare di rapporto intimo tra persone teso a costruire un'altra storia personale del paziente, che non nasconde la prima vicenda "storica", ma la attualizzi servendosi dei modelli della mente che il paziente usa in ogni circostanza di vita sia che riguardi il mondo esterno che le proprie emozioni e i propri sentimenti.

Ritengo che fino ad ora (almeno questa e' la mia esperienza) la psicoterapia nei servizi abbia funzionato su modelli teorici e tecnici di "importazione". E, a mio parere, in questa fase non era possibile fare altrimenti. Ma io credo che adesso vi sia abbastanza esperienza per cercare di individuare quelle che sono le caratteristiche peculiari della psicoterapia nelle istituzioni e per costruire una teoria e una tecnica propria.

Vi sembra possibile?..

E vi sembra possibile non limitare la psicoteriapia solo al rapporto con il paziente o la famiglia ma esterndere una "funzione psicoterapeutica" all'intero servizio? E come?

Spesso si ha la netta sensazione che i servizi abbiano una modalità di funzionamento assimilabile a quella dell'oggetto di cui si occupano, cioe' una modalità psicotica. Bleger dice "qualsiasi organizzazione tende ad avere la stessa struttura del problema che deve affrontare e per il quale e' stata creata. E ancora: le istituzioni sono un sistema esterno di controllo delle ansie piu' primitive e la tendenza alla stereotipia al loro interno costituisce a sua volta un aspetto difensivo di quel sistema".

Anche il gruppo dei curanti puo' diventare un 'istituzione dentro l'istituzione; che tipo di ansie controlla?.... e la stereotipia cosa difende?

Questi sono solo degli spunti da cui partire per andare avanti. Spero che saremo in grado di fare del buon lavoro insieme.

Grazie per l'attenzione.

Angela Scaffidi

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