Appunti di PsicologiaCopyright 1995-2000 by Dr. Salvatore ManaiVALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA
DEI DISTURBI COGNITIVI NELL’ADULTO (Psicologia Toscana, VI, Dic. 2000, n. 3) Dr. Salvatore Manai Psicologo Dirigente U.O.
Psicologia Az. Usl n. 12 - Versilia 1. Premessa Nell'ambito dell'uso combinato e coordinato delle competenze
professionali che costituiscono i percorsi di valutazione, cura e
riabilitazione delle alterazioni dei processi cognitivi conseguenti a trauma o
stato di malattia, risulta di particolare importanza una corretta valutazione
psicologica e neuropsicologica delle condizioni del paziente attraverso l'uso
di strumenti standardizzati che consentano il confronto obiettivo degli indici
di rendimento delle singole funzioni cognitive. Il contributo che lo psicologo clinico può offrire in questo
campo di intervento è finalizzato alla stesura della diagnosi psicologica
descrittiva e della diagnosi psicologica funzionale da integrare con la
diagnosi di sede della lesione e con la diagnosi naturale fornite dallo
specialista neurologo. L'uso di una batteria di strumenti psicodiagnostici
standardizzati permette una valutazione obiettiva dello stato del paziente sia
dal punto di vista della valutazione del danno subito, sia dal punto di vista
del monitoraggio degli interventi terapeutico-riabilitativi. Il presente articolo riassume il lavoro svolto in questo
settore nell'ambito delle attività cliniche dell'Unità Operativa di Psicologia
della A.U.S.L. 12 Versilia. La casistica di riferimento è quella relativa
all'utenza direttamente inviata dai medici di Medicina Generale o per la quale
è stata chiesta consulenza da parte di altre Unità Operative Ospedaliere e
Territoriali della stessa Azienda (U.O. Direzione Sanitaria Ospedaliera, U.O.
Igiene e Medicina del Lavoro, U.O. Medicina Legale, U.O. Neurologia, U.O.
Recupero e Rieducazione Funzionale, U.O. Riabilitazione Funzionale, U.O.
Psichiatria, altre U.O. Ospedaliere). La procedura descritta non intende
sostituire le batterie attualmente in uso nelle varie realtà operative bensì
intende proporsi come ulteriore strumento nato da una esperienza clinica
circoscritta e aperta al confronto e alla verifica scientifica, in un'ottica di
sinergia professionale e interprofessionale. 2. I test e le procedure di
base: descrizione generale Attualmente la procedura utilizzata comprende un numero
limitato di strumenti psicodiagnostici scelti con criteri empirico-clinici dal
vasto repertorio di test standardizzati disponibili. Sulla base dell'esperienza
accumulata nel tempo sarà possibile includere, escludere o sostituire singole
prove al fine di ottimizzare la metodica dell'esame. Di ogni strumento daremo
di seguito una breve descrizione rimandando alla bibliografia per gli opportuni
approfondimenti. 2.1 Valutazione clinica della lateralità L'esame viene effettuato a livello dell’arto superiore,
dell'occhio e dell’arto inferiore utilizzando la batteria di R. Zazzo
modificata (R. Zazzo, Manuel pour l’examen psychologique de l’enfant, Delachaux
et Niestlé, Neuchatel, 1969). 2.2 Wechsler Intelligence Scale e Wechsler Intelligence Scale
Revised Entrambe le scale (D. Wechsler, WAIS e D. Wechsler, WAIS-R,
Organizzazioni Speciali, Firenze) sono composte da 11 subtest di cui 6
concorrono alla formazione della scala verbale (Informazione, Comprensione,
Ragionamento aritmetico, Analogie, Memoria di cifre e Vocabolario) e 5
compongono la scala di performance (Associazione simboli a numeri,
Completamento di figure, Disegno con i cubi, Riordinamento di storie figurate e
Ricostruzione di oggetti). I quozienti intellettivi si ricavano dal confronto
diretto dei risultati ottenuti al test con quelli ottenuti dai soggetti
omogenei per livello di età. La forma Revised utilizza un campione normativo
italiano. La descrizione dettagliata dell'Analisi normativa dei
risultati specifica il Quoziente di Intelligenza Verbale, di Performance e
Totale con i relativi limiti di confidenza. Viene poi specificato il livello
cognitivo del soggetto in base alla classificazione di Wechsler (1997). In sede
di stesura della diagnosi è in molti casi opportuno utilizzare anche altri
sistemi di classificazione come l'ICD - 10 e il DSM IV. La determinazione della significatività statistica della
differenza tra Quoziente Intellettivo Verbale e Quoziente Intellettivo di
Performance riveste una notevole importanza nel processo di valutazione
neuropsicologica. Tale dato viene valutato
in riferimento alla differenza tra i punteggi veri dei due Quozienti a
livello di probabilità p < .05. L'Analisi ipsativa dei risultati del test permette di
identificare i punti di forza e di debolezza riferiti al rendimento medio dello
stesso soggetto per un livello di probabilità p < .05. Questo tipo di
analisi permette di seguire nel tempo l'andamento dei processi di
deterioramento mentale e offre la possibilità di monitorare gli esiti a livello
cognitivo di interventi terapeutici e riabilitativi. 2.3 Wechsler Memory Scale forma I e forma II Entrambe le scale (D. Wechsler, Wechsler Memory Scale,
Organizzazioni Speciali, Firenze) permettono di quantificare l'entità del
disturbo di memoria e di seguirne l'evoluzione mediante re-test. L'esplorazione
della capacità mnestica avviene attraverso le seguenti fasi: - individuazione preliminare di eventuali segni di afasia e
di deficit dovuti a senilità (Informazione e Orientamento) - evidenziazione di difetti conseguenti a lesioni minime del
cervello che sfuggono all'indagine basata su compiti di semplice ripetizione
(Controllo mentale) - valutazione della capacità di ripetizione immediata di
materiale logico (Memoria logica) - valutazione della capacità di ripetizione immediata di
serie di numeri in ordine diretto e inverso (Ripetizione di cifre) - valutazione della memoria visiva (Riproduzione visiva) - valutazione della capacità di ritenzione (Associazioni). Lo strumento determina il Quoziente di memoria calcolato in
rapporto all'età del soggetto. La forma II è stata progettata come forma
parallela e consente quindi la valutazione delle variazioni che possono
subentrare nel corso del tempo anche in rapporto a interventi
terapeutico-riabilitativi e farmacologici in atto. 2.4 Deterioramento Mentale La valutazione viene effettuata mediante il confronto tra
"Hold tests" e "Dont't Hold tests" valutando lo scarto nel
rendimento tra compiti assunti come caratteristici di invariabilità
(Informazione, Vocabolario, Completamento Figure, Ricostruzione Figure) o di
cedimento (Analogie, Memoria Cifre, Associazione Simboli-Numeri, Disegno
cubetti) in rapporto all'età del soggetto. I sub-test utilizzati provengono
dalla Wechsler Adult Intelligence Scale nella forma normale. L'uso dei punteggi
graduati per età consente un computo più rapido ed esatto dell'indice di
deterioramento mentale di origine patologica espresso in valore percentuale. Il
valore numerico ottenuto può essere considerato come uno dei dati necessari per
la formulazione della diagnosi clinica. 2.5 Quozienti di Deviazione
Fattoriale La valutazione dei quozienti viene effettuata utilizzando la
struttura fattoriale dell'adattamento italiano relativo alla Wechsler Adult
Intelligence Scale - Revised (A. Orsini, C. Laicardi, WAIS-R - Contributo alla
taratura italiana, Organizzazioni Speciali, Firenze) attraverso il computo e
l’elaborazione dei punteggi ponderati relativi ai seguenti sub-test: - Informazione, Vocabolario, Comprensione e Analogie per la
valutazione del livello di Comprensione Verbale - Completamento di figure, Riordinamento di storie figurate,
Disegno con i cubi e Ricostruzione di oggetti per la valutazione del livello di
Organizzazione Percettiva - Memoria di cifre e Ragionamento aritmetico per la
valutazione delle funzioni di Attenzione e di Concentrazione 2.6 Categorizzazione di Bannatyne La valutazione viene effettuata secondo la metodica di
Bannatyne (Bannatyne, 1968; 1974) utilizzando la struttura fattoriale
dell'adattamento italiano relativo alla Wechsler Adult Intelligence Scale -
Revised. I Quozienti di Deviazione si ottengono mediante il computo dei
Punteggii ponderati elaborati a partire dai risultati dei seguenti sub-test: - Vocabolario, Comprensione e Analogie per quanto concerne
la valutazione della competenza Concettuale -Completamento di figure, Disegno con i cubi e Ricostruzione
di oggetti, relativamente alla valutazione delle competenze Spaziale - Memoria di cifre, Ragionamento aritmetico e Associazione
di simboli per quanto riguarda la competenza Sequenziale - Informazione, Vocabolario e Ragionamento aritmetico
relativamente alla Conoscenza
acquisita. 2.7 Test di Intelligenza Breve Il test (G. Sartori et al.) consente la stima dei Quozienti
Intellettivi premorbosi nella demenza, nel trauma cranico e nella schizofrenia.
Lo strumento può inoltre fornire una rapida indicazione approssimativa del
livello intellettivo attuale utilizzabile come screening preliminare sulla base
del quale decidere eventuali approfondimenti. La tecnica utilizzata si basa
sulla familiarità del soggetto con parole ad accentazione irregolare
(sdrucciole) e ad accentazione regolare (piane). Pur esistendo una correlazione
significativa tra il Test di Intelligenza Breve e la Wechsler Adult
Intelligence Scale, i due strumenti hanno finalità diverse e non possono essere
considerati equivalenti nella valutazione neuropsicologica. La stima dei
Quozienti Intellettivi è effettuata tenendo conto delle equazioni di
regressione per le variabili indipendenti sesso, età, scolarità e numero di
errori nell'esecuzione della prova. 2.8 Mini Mental State Examination Lo strumento (M.F. Folstein, 1975) consente la valutazione
funzionale generale delle capacità cognitive nell'anziano nei casi in cui non è
possibile o giustificabile l'uso di strumenti più perfezionati e complessi. I
limiti della tecnica riguardano la scarsa sensibilità e specificità dovuta alla
presenza di falsi positivi, la insufficiente sensibilità nelle fasi iniziali
della demenza, la dipendenza da variabili non cognitive (livello
socio-economico e grado di istruzione), l'inapplicabilità nello studio di danni
cerebrali focali, la scarsa sensibilità alla compromissione cognitiva nelle
malattie cerebrovascolari, nella sclerosi multipla e nel morbo di Parkinson. La
prova è stata inserita nella batteria come possibile ausilio a cui ricorrere in
tutte quelle situazioni nelle quali non sia possibile l'uso di altri strumenti.
In ogni caso si raccomanda l'uso del test in base a una delle tarature italiane
esistenti e secondo le direttive elencate nella bibliografia specifica. 2.9 Alzheimer's Disease
Assesment Scale La scala (W.G. Rosen et al., Organizzazioni Speciali,
Firenze) permette la valutazione clinica di malati con demenza congiuntamente
alla valutazione obiettiva della memoria. Nella sua forma attuale lo strumento
comprende una sottoscala non cognitiva utile ai fini della descrizione degli
aspetti clinici rilevanti del paziente e una sottoscala cognitiva che valuta
specifiche caratteristiche di efficienza cognitiva particolarmente sensibili al
processo di deterioramento da demenza degenerativa primitiva. La
somministrazione ripetuta a intervalli programmati delle cinque forme
disponibili consente la quantificazione delle variazioni di deterioramento in
relazione al tempo trascorso utilizzando come base l'Annual Rate of Change
(Galasko, Corey-Bloom e Thal, 1991). Le prove relative alle funzioni cognitive
riguardano la Rievocazione di vocaboli, la Comprensione del linguaggio mediante
l'esecuzione di Ordini, la Denominazione degli oggetti e delle dita,
l'Orientamento, il Riconoscimento di vocaboli, il Ricordo delle istruzioni date
per una precedente prova del test, la Prassia costruttiva, la Prassia ideativa,
il Linguaggio parlato, la Comprensione del linguaggio parlato, la Difficoltà
nel reperimento di vocaboli nel linguaggio spontaneo. La valutazione della
sottoscala non cognitiva è di tipo clinico e prende in considerazione le
condizioni del paziente in tutta la settimana precedente l'esame. In
particolare vengono prese in considerazione la Facilità al pianto, la Depressione,
la Concentrazione e distraibilità, la Non collaborazione all'esame, la presenza
di Deliri e Allucinazioni, il tipo di Deambulazione, l'Aumento
dell'attività motoria, il Tremore. 2.10 Milan Overall Dementia
Assessment Lo strumento (M. Brazzelli et al., Organizzazioni
Speciali, Firenze) contribuisce alla descrizione neuropsicologica in termini
quantitativi dei soggetti con sospetto di demenza di tipo Alzheimer fornendo
una stima del livello di gravità. L'elaborazione psicometrica ne permette la
correzione in rapporto all'influenza di variabili quali l'età e la scolarità. I
test che costituiscono la scala sono raggruppati in tre sezioni: I Sezione
orientamenti - Test di Orientamento Temporale - Test di Orientamento Spaziale - Test di Orientamento Personale - Test di Orientamento Familiare II Sezione
autonomia nel quotidiano - Scala di Autonomia III Sezione Test
neuropsicologici - Apprendimento Reversal - Test Attenzionale - Intelligenza Verbale - Raccontino - Test di Produzione di Parole - Test dei Gettoni - Agnosia Digitale - Aprassia Costruttiva - Street's Completion Test L'insieme dei punteggi delle varie sezioni, con le opportune
correzioni, determina il Punteggio totale MODA. 3. Il setting d'esame La somministrazione dei test per la valutazione
neuropsicologica è sempre preceduta da un colloquio anamnestico. Dopo
l'elaborazione e la valutazione delle prove effettuate e la formulazione delle
diagnosi viene effettuato un colloquio di restituzione. E' necessario che tutte
le fasi dell'esame siano seguite direttamente dallo stesso psicologo clinico
anche nel caso in cui la somministrazione dei test e delle scale venga affidata
a personale tecnico appositamente addestrato. L'ambiente nel quale viene effettuata la valutazione è
caratterizzato da una bassa rumorosità, da una illuminazione adeguata, da una
temperatura confortevole e dalla impossibilità di intrusioni e interruzioni di
qualsiasi natura. L'arredamento della stanza di consultazione comprende
un tavolo utilizzabile anche da persone in carrozzella e da due sedie di
altezza adeguata. E' buona norma eliminare oggetti e pezzi di arredamento che
potrebbero costituire fonte di distrazione per i soggetti dell'esame. In ogni
fase delle sessioni il solo materiale visibile sul tavolo è quello relativo al
particolare test in esecuzione. In base al tipo e al numero dei test della
batteria da somministrare viene deciso preventivamente il numero di sedute
necessario per completare la valutazione. Ogni sessione ha una durata
massima di 50 - 60 minuti con intervalli non inferiori ai 30 minuti. Nel caso
in cui sia necessario effettuare la valutazione in giorni diversi, si ha cura
di ridurre il più possibile i tempi tra ogni sessione e la successiva. Qualora la somministrazione avvenga alla presenza di un
osservatore (tirocinante, consulente ecc.), quest'ultimo si troverà per quanto possibile fuori del campo visivo dell'esaminando e dell'esaminatore.
Una disposizione utile in questo senso pone esaminando ed esaminatore seduti a
90° con l'osservatore seduto a una distanza non inferiore a 150 cm. lungo la
bisettrice dell'angolo di tavolo utilizzato. L'esaminatore deve porre particolare cura nel ridurre per
quanto possibile i fattori legati all'atteggiamento e al comportamento del
soggetto che possono influenzare talvolta in maniera determinante i risultati
della batteria. In particolare dovrà prendere in considerazione: - eventuali situazioni di disagio fisico del soggetto - disagi relativi alle condizioni ambientali - difficoltà nella comprensione dei compiti - frustrazione conseguente a insuccessi nelle prove - rifiuto, svalutazione e ostilità nei confronti della
situazione d'esame - tendenza alla simulazione - atteggiamento superficiale, dipendente, passivo e ipercritico. 4. Somministrazione della
batteria Parallelamente all'esecuzione puntuale dei singoli test
scelti per la valutazione neuropsicologica, l'esaminatore predispone la
compilazione delle relative schede di notazione. Queste ultime sono riassunte
in un unico modulo per una rapida identificazione della procedura d'esame
effettuata (numero di protocollo, luogo e data dell'esame, esaminatore,
modalità dell’invio), dei dati relativi all’esaminando (cognome e nome, luogo e
data di nascita, sesso, stato civile, professione e titolo di studio), dei
test, delle procedure utilizzate e dei risultati ottenuti. 5. Conclusioni L'idea di assemblare in un protocollo operativo alcuni degli
strumenti psicodiagnostici che vengono abitualmente utilizzati dallo psicologo
nell'ambito della propria attività clinica scaturisce dalla felice circostanza
della pubblicazione negli ultimi anni di revisioni e tarature di test specifici
sulla popolazione italiana (Milan Overall Dementia Assessment, 1994; Test di
Intelligenza Breve, 1997; Wechsler Adult Intelligenze Scale - Revised, 1997;
Alzheimer's Disease Assessment Scale, 1998; ecc.). L'accostamento di scale e
reattivi mentali eterogenei rispetto alle matrici teoriche di provenienza
comporta quattro conseguenze importanti che devono essere tenute in debita
considerazione durante lo svolgimento della valutazione neuropsicologica: 1) Gli indici di attendibilità e significatività statistica
dei punteggi e i valori normativi di riferimento derivano dalla letteratura
scientifica relativa a ogni singolo strumento utilizzato e non devono in nessun
caso essere considerati come statistiche relative alla batteria nel suo
complesso. 2) L'integrazione dei risultati relativi alle singole prove
in un profilo psicodiagnostico unico (diagnosi descrittiva e diagnosi
funzionale) deve essere effettuata sulla base dei dati raccolti attraverso il
Colloquio clinico. 3) La raccolta dei dati dei singoli protocolli in un archivio
appositamente predisposto e corredato da sezioni anagrafiche e anamnestiche
specifiche può nel tempo contribuire allo studio di ulteriori modelli
statistico-matematici da utilizzare per una valutazione neuropsicologica sempre
più raffinata e rapida che tenga conto dei contributi della letteratura
internazionale revisionati su campioni della popolazione italiana. 4) Sulla base delle notizie anamnestiche relative alla
situazione clinica da esaminare e degli elementi specifici che si vogliono
indagare, si determinano le singole prove da somministrare. Le competenze necessarie per una corretta valutazione
psicodiagnostica in campo neuropsicologico implicano: 1) la conoscenza dei fondamenti di Teorie e Tecniche dei
test, di Tecniche di indagine della personalità e di Statistica psicometrica 2) una esperienza consolidata in campo psicodiagnostico in
generale e relativamente a ogni singolo strumento utilizzato 3) un buon livello di conoscenza delle patologie del S.N.C.. Qualora la somministrazione venga affidata a personale
tecnico, la valutazione di ogni singola prova, la stesura della sintesi, della
diagnosi descrittiva e della diagnosi funzionale verrà effettuata dallo
psicologo clinico. Nella scelta degli strumenti, comunque suscettibile di
revisioni e cambiamenti dettati dall'esperienza d'uso, si è tenuto conto
dell'orientamento generale della ricerca internazionale nel campo dei disturbi
cognitivi (W.H.O. - Division of Mental Health, W.H.O., The International
Classification of Impairments, Activities, and Partecipation) e delle procedure
dell'intervento psicologico elaborate in Italia (Protocolli e Linee-Guida
raccolti e pubblicati dalla Sipsot - Società Italiana di Psicologia dei Servizi
Ospedalieri e Territoriali) e in altri paesi europei (Cambridge Handbook of
Psychology, Health and Medicine, 1999).
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