Nella notte delle calende di borgogna, un' uomo
petrarcheggiante,mangiava la Lampreda marina , li occhi ha vermigli,la
barba unta e atra , e 'l ventre largo, e unghiate le mani; Conobbe la storia
e pensò : "Cred ' io ch' ei credette ch' io credesse che tante voci
uscisser tra quei bronchi da gente che per noi si nascondesse ". In realtà
la storia era vera ed era la sua . Il deserto della catalogna sembrava
creare immagini di Salvator Dalì , il tempo scorreva come acqua
. Aveva venduto sua moglie per tre cammelli epurati ( politico ) , e ora
rimpiangeva le notti trascorse con lei , in Cambogia ; erano khmer, e in
passato avevano vissuto ad Angkor Vat . Poi un' pò per gioco un
pò per evadere la routine di quello squallido villaggio pensarono
che la lotta per i diritti dell' uomo comune poteva fare al caso loro.
Sentirono per ore i monologhi di Gaber ,nella loro biblioteca , non capirono
un cazzo , e pensarono " ma i gabbiani non hanno l'intenzione del volo
, volano per istinto ". La stirpe da proteggere, l'uomo comune , vive nell'
intenzione del potere , è pronipote di sua maestà il danaro
, mette profumi e deodoranti , è come sabbie mobili venute giù.
Uno sciamano li aveva ispirati dicendogli la strada da percorrere avevano
capito la vera ragione delle notti impegnate dei romanzi creduti. (...............CONTINUA..................)
chicchi & amo