Le vacanze sono finite anche per il nostro amatissimo sito, che dopo un paio di mesi di sonno viene svegliato con un bel caffè a letto portatogli nientedimeno da chicchi & amo.
Pubblico quindi con estremo e sincero piacere questa favola surreale a puntate, che potrebbe essere considerata anche un caso di telenovela virtuale-cibernetica-telematica-elettronica-digitale-alivellointernèt.
Mi sono anche permesso di adagiarla su un tappeto di stelle perché così mi passave per la testa.
Aspetto emozionato ed incuriosito il seguito, nonché commenti dai lettori.
Un cyberbacio a tutti,
Max.
 

Nella notte delle calende di borgogna, un' uomo petrarcheggiante,mangiava la Lampreda marina , li occhi ha vermigli,la barba unta e atra , e 'l ventre largo, e unghiate le mani; Conobbe la storia e pensò : "Cred ' io ch' ei credette ch' io credesse che tante voci uscisser tra quei bronchi da gente che per noi si nascondesse ". In realtà la storia era vera ed era la sua . Il deserto della catalogna sembrava creare immagini di Salvator Dalì , il tempo scorreva come acqua . Aveva venduto sua moglie per tre cammelli epurati ( politico ) , e ora rimpiangeva le notti trascorse con lei , in Cambogia ; erano khmer, e in passato avevano vissuto ad Angkor Vat . Poi un' pò per gioco un pò per evadere la routine di quello squallido villaggio pensarono che la lotta per i diritti dell' uomo comune poteva fare al caso loro. Sentirono per ore i monologhi di Gaber ,nella loro biblioteca , non capirono un cazzo , e pensarono " ma i gabbiani non hanno l'intenzione del volo , volano per istinto ". La stirpe da proteggere, l'uomo comune , vive nell' intenzione del potere , è pronipote di sua maestà il danaro , mette profumi e deodoranti , è come sabbie mobili venute giù. Uno sciamano li aveva ispirati dicendogli la strada da percorrere avevano capito la vera ragione delle notti impegnate dei romanzi creduti. (...............CONTINUA..................)
                                                                    chicchi & amo