domenica , 09 giugno 2002
CALCIO TIFOSI


Piazza Farnese, l' amara partita dei tifosi

L' inno di Mameli, l' entusiasmo, gli insulti all' arbitro: così Italia-Croazia davanti al maxischermo La festa di rettore, studenti e suore del Pontificio Collegio Croato
Petrucci Stefano

Al contrario degli azzurri, prima, hanno cantato l' inno di Mameli. A squarciagola. Come gli azzurri, poi, hanno sofferto, esultato, imprecato contro la malasorte, l' arbitro inglese, il guardalinee danese. Piazza Farnese come una curva, ieri, protet ta da una dozzina di poliziotti e carabinieri tranquilli come mai capita in uno stadio. Selciato e fontane col giglio come tribune, l' ambasciata di Francia come monte Mario, i tavoli del bar all' angolo di via dei Baullari come tribuna d' onore, sop rattutto il maxischermo Sony con lo stemma del Comune piazzato a sinistra di palazzo Farnese come campo sul quale incollare gli occhi e la passione. Maglie azzurre e bandiere tricolori, sciarpe e berretti, trombe e campanacci. Come all' Ibaraki Kashi ma Stadium, l' impianto da duecento milioni di euro a ottanta chilometri da Tokyo. Forse, persino con più entusiasmo. Tanto che, quando il vocione di Pizzul ha annunciato i 36 mila paganti sugli spalti giapponesi, s' è levata implacabile la risposta del Pasquino di turno: «Semo de più noi». Non era vero, certo, ma i millecinquecento spettatori che hanno preferito la piazza al salotto di casa devono averlo intimamente creduto, con la loro irrefrenabile voglia di magiche mattinate mondiali, i fisc hi a Boksic e ai resuscitati croati, gli applausi scroscianti ad ogni primo piano dedicato a Capello, a Totti, a Nesta, a Panucci, a Tommasi, eroi romani di un insolito bipolarismo tifoso. Aveva marinato la scuola Francesco («Era l' ultimo giorno, ch emme frega»), sedici anni e la fidanzata al fianco. Aveva rifiutato la visita guidata al Vittoriano un' intera scolaresca di Padova: Cézanne può attendere, l' Italia no. E s' erano mescolati alla folla i signori Matsuda, freschi sposi di Osaka in via ggio di nozze: «Volevamo visitare Castel Sant' Angelo, ma il vero spettacolo oggi è qui». Spettacolo di gioia e di rabbia, nell' inseguirsi di gol, errori, colpi di sfortuna che hanno fatto imprecare Vincenzo, ambulante di Salerno invano aggrappato a lla sua bancarella di gadget azzurri, una smorfia più amara di quella di Trapattoni stampata in faccia: «Manco ' na bandierina aggio venduto». Vieri e compagni hanno perso, il business s' è afflosciato come l' umore della curva in fuga ordinata dalla piazza. Dentro palazzo Farnese, anche l' ambasciatore avrà sorriso amaro: se l' Italia non ride, la Francia ha già le lacrime agli occhi. Ma la festa vera, anche perché a sorpresa, l' hanno fatta rettore, studenti e suore (in tutto poco più di trent a persone) del Pontificio Collegio Croato di San Girolamo. Riuniti in una grande sala del collegio davanti a una tv satellitare, e facendo zapping fra la Rai e la tv croata («per cogliere le differenze di commento»), hanno seguito prima con apprensio ne e poi con una gioia irrefrenabile la partita. «Ma le campane non potevo farle suonare - ha detto padre Jure - non funzionano e vanno riparate». Stefano Petrucci

 

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