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Testo concordato tra Comunisti Italiani Rifondazione Comunista e L’Ulivo

L’azione politica della maggioranza (Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e Ulivo) ha visto, accanto al procedere dell’amministrazione del nostro Comune, l’impegno su alcune questioni di valore generale.

L’approvazione della mozione contro la censura sui libri di testo di storia promossa dalla destra al governo nel Lazio. È un dovere delle nostre istituzioni difendere la democrazia, e quindi il principio di libertà della cultura, ogni qual volta questa venga messa in discussione. Non poteva quindi passare sotto silenzio l’improvvida posizione della Regione Lazio che voleva ripristinare un controllo politico sul contenuto dei testi di storia: con la fine del fascismo queste cose sono venute meno nel nostro Paese e la libertà d’insegnamento è legge! Anche nel merito è necessaria una presa di posizione: la democrazia è stata conquistata proprio grazie all’impegno e alla morte di molti italiani comunisti, socialisti, cattolici, liberali, azionisti e finanche monarchici, contro di loro vi erano gli avanzi del regime fascista alleati alla Germania hitleriana. Gli unici limiti alle libertà culturali che sono ammissibili nella nostra democrazia sono proprio contro la riorganizzazione e la propaganda di quelle idee (come il fascismo) che si fondano proprio sulla oppressione delle libertà. L’impegno del Comune di San Casciano in sostegno del diritto del popolo sahrawi a veder riconosciuta la propria autonomia continua con l’approvazione di una mozione in consiglio. I Sahrawi richiedono il diritto a determinare la loro organizzazione e la loro indipendenza dal Marocco e a tal fine un referendum che finalmente renda giustizia ad una suddivisione dei territori nord africani che non ha posto per loro.

Altro atto di valore generale è l’approvazione di un ordine del giorno per l’adesione alla carta di Aalborg e di Ferrara per uno sviluppo durevole e sostenibile. Uno sviluppo durevole che riguardi anche le generazioni future non può che essere sostenibile, ossia in grado di armonizzarsi con il territorio e con le strutture sociali senza sfruttare oltre misura le risorse naturali e le persone. Proprio oggi in cui spesso la sensibilità per i problemi ambientali si traduce solo nell’inseguimento di emergenze, talvolta artificiali, è importante affermare che la vera tutela passa proprio da una diversa concezione dello sviluppo.

Molto importante è stata anche la discussione relativa alla costituzione del Distretto Rurale del Chianti nell’ambito della Unione Europea. Questa struttura oltre a costituire un utile strumento per l’accesso ai finanziamenti e l’intervento sulle decisioni comunitarie che hanno per oggetto le politiche agricole, turistiche e ambientali è un fatto importante per il nostro futuro. Con la trasformazione in atto dell’economia infatti il Chianti, come territorio e come abitanti, può conservare la proprio reale autonomia rendendosi protagonista con le proprie organizzazioni economiche e la propria struttura sociale che vede il benessere diffuso tra tutti i cittadini. È questa un’alternativa concreta alle scelte reazionarie ed oscurantiste che forze politiche in Italia (la Lega) o all’estero (come Haider in Austria) propongono: meglio essere protagonisti (anche con questo strumento) delle trasformazioni in atto ed anzi guidarle nella salvaguardia delle nostre identità che subirle o rifiutarle acriticamente.

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