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COMUNICATO STAMPA DEL 19.10.2004

Oggetto: Regolamento coalizione di Centro Sinistra di San Casciano

Il Partito dei Comunisti Italiani esprime la propria preoccupazione per la brutta piega che sta prendendo la discussione in merito al Regolamento della Coalizione di Centro Sinistra di San Casciano. Ben consapevoli dell'esigenza sentita da parte degli elettori di centro sinistra di una coalizione unita, equilibrata e democratica non comprendiamo l'ostinata volontà delle forze maggiori, Democratici di Sinistra e Margherita, di voler prevaricare l'autonomia politica, e quindi le idee, le scelte programmatica, la cultura e l'identità, degli altri. A nostro giudizio un regolamento della coalizione di centro sinistra non può che sancire le modalità di convocazione della coalizione stessa e come questa si confronta con l'esterno. Difficile ci è invece comprendere la volontà di introdurre norme che sostituiscano alla volontà del confronto responsabile, a cui non ci siamo mai sottratti come Partito dei Comunisti Italiani, l'obbligo dello scontro e della conta. Noi su questa strada non ci staremo, mai. Non è contandosi che la coalizione di centro sinistra diventa più forte ma trovando una vera unità di intenti e condividendo le scelte politiche che mette in atto.

Del resto è pure ridicolo che a proporre questa riduzione delle idee siamo forze, come la Margherita ed i DS, che ai vari livelli si presentano con molteplici e variegate posizioni: si pensi al ritiro delle truppe dall'Iraq dove in diverse occasioni dal Parlamento Italiano al Consiglio Comunale di San Casciano (dove alcuni consiglieri Ds votarono con noi per il ritriro, qualcuno si astenne ed altri si espressero contro) hanno espresso voti contrastanti e difformi e, per la posizione di lasciare i soldati in Iraq, certamente in contrasto con la maggioranza dei cittadini italiani ed europei. Già la Giunta è stata composta con miopia politica. Vi è infatti una sovrarappresentanza di Rifondazione che ormai con un solo consigliere esprime sia un Assessore sia il Presidente del Consiglio Comunale e soprattutto la Giunta stessa è composta da solo 6 assessori invece dei 7 previsti dallo Statuto con il chiaro scopo di escludere altri dalla Giunta stessa. Sembra che Margherita e DS vogliano estendere lo stesso principio politico, ossia la riduzione della coalizione alle ragioni dei forti, alla coalizione. Il radioso percorso di apertura e partecipazione che secondo taluni voleva essere rappresentato dalla nuova consiliatura rischia sempre più di trasformarsi invece in una gestione tripartita (DS, Margherita e Rifondazione) che principalmente lede l'unità della coalizione stessa e sostituisce l'unità con un accordo a tre.

Se sulla vicenda della Giunta abbiamo taciuto, sul Regolamento della coalizione, che non vede coinvolto alcun equilibrio di potere (e qualche poltrona che taluno – per fortuna assai pochi nel nostro Comune - vede non come servizio alla società ma come posizione di privilegio e vanto) ma il confronto delle idee, non possiamo farlo.

Dunque in coalizione si riprenda presto a parlare di problemi e programma, della guerra, del nuovo stabilimento della Laika, del recupero dell'area Antinori, dell'iter del nuovo Piano Strutturale (il cui ritardo speriamo conduca ad un miglioramento), della composizione della nuova Commissione Urbanistica, della Zona a Traffico Limitato nel centro storico (che sembra scomparsa dagli obiettivi della coalizione e viene rimandata sempre al termine di nuovi lavori), del ritardo nell'attuazione del Piano Provinciale dei Rifiuti (che comporta uno spreco non indifferente di risorse), dell'attuazione della società della Salute, delle condizioni di lavoro sul nostro territorio, del costo della vita e dei servizi, e così via. Si smetta subito, invece, di parlare di come contarsi e di come votare al chiaro scopo di comprimere l'autonomia politica delle forze minori e le loro idee. Poiché, a San Casciano come in Italia, si vince e si perde tutti assieme senza primi della classe.

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