COMUNICATO STAMPA DEL 17.2.2005
Oggetto: Alcuni buoni motivi per non intitolare una via a Bettino Craxi
Il Partito dei Comunisti Italiani informato della mozione presentata dal Consigliere Borri per intitolare una via del Comune di San Casciano a Bettino Craxi esprime la propria assoluta contrarietà e auspicano che tutto il centro sinistra si pronunci contro questa proposta.
Ogni valutazione nei confronti di Bettino Craxi non può infatti eludere da un giudizio morale conseguente alle sue vicende giudiziarie e dalla sua fuga all'estero realizzata al fine di sottrarsi alla Giustizia. Quest'ultimo comportamento, messo in opera da una persona di primaria importanza e visibilità politica, di fatto ha rappresentato un porsi fuori dalle regole dello stato di diritto, azione analoga ad altri comportamenti dai connotati eversivi, ed una violazione del sacrosanto principio costituzionale che "la giustizia è uguale per tutti". Bettino Craxi è stato il primo che ha rivendicato (ma già altri l'avevano praticato) il diritto all'impunità per i potenti chiamando esilio la sua latitanza, Bettino Craxi ha così aperto la strada ai comportamenti arroganti di Berlusconi, Previti, Dell'Utri e compari. Anche la tanto declamata modernizzazione del Paese operata da Bettino Craxi in vero è stata un pesante attacco alle classi lavoratrici e alla libertà d'informazione cause prime del declino del Paese che oggi tutti sperimentano sulla propria pelle. Come dimenticare il famoso decreto per il blocco della scala mobile, come dimenticare il famoso decreto che ha permesso a Berlusconi di proseguire nelle trasmissioni televisive in contrasto con la legislazione vigente. Questi due eventi sono paradigmatici per la storia dell'Italia contemporanea. Il primo è padre della precarizzaizone del lavoro, della contrazione del potere di acuisto dei salari, della disgregazione dell'unità operaia e dei salariati, il secondo è padre del monopolio TV di Berlusconi unico caso in Europa dove al massimo un privato può possedere solo 1/4 di una sola TV, nonché la prima Legge ad personam pro Berlusconi della storia d'Italia! Potremmo poi ricordare le vicende del terrorismo e le relazioni tra il PSI di Craxi ed alcune organizzazione extra-parlamentari che hanno praticato la violenza politica così come ha ricordato Signorile in una intervista di questi giorni sul caso del tragico rogo di Primavalle.
La maggior responsabilità politica di Craxi risiede però nella pervicace volontà di impedire al Partito Comunista Italiano di giungere al Governo del Paese, rappresentanto il volto politico di un complessivo disegno globale che si è intrecciato con le vicende più oscure della nostra Repubblica. La politica di Bettino Craxi fu, infatti, continuamente ostile a quella del nostro segretario Enrico Berlinguer e di Aldo Moro (e dopo il suo omicidio delle persone più nobili della sinistra democristiana). Sono ben altre le personalità, anche socialiste, che si meritano una via nel nostro Comune. Per noi comunisti vale ancora il giudizio che il compagno Berlinguer scrisse sulle prime pagine dell'Unità l'indomani della congiura di Palazzo (le parole sono di "Repubblica") che portò Craxi alla guida del PSI, quello che fino a quel giorno del 1976 era il più antico partito del movimento operaio italiano. Di Craxi quel che può essere dignotosamente ricordato sono alcune azioni di politica estera, ossia la rivendicazione della sovranità nazionale nell'episodio di Sigonella e la politica di fiancheggiamento alla lotta, anche armata, di liberazione del popolo palestinese. Altro, con franchezza, noi Comunisti Italiani di Craxi non possiamo ricordare se non come uno dei momenti più brutti della storia d'Italia, momento soprattutto foriero delle attuali sventure.
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