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COMUNICATO STAMPA DEL 15.03.03
Comunicato Stampa
Oggetto: mozione PRC contro Bush e Blair
Il Partito dei Comunisti Italiani di San Casciano in Val di Pesa chiede ai compagni di Rifondazione Comunista di ritirare la loro mozione in cui dichiarano "Bush e Blair non graditi nel territorio di San Casciano" e di sostituirla con una comune mozione in cui si chieda, invece, il ritiro delle forze di occupazione anglo americane dall'Iraq e la loro sostituzione con un contingente ONU privo di soldati delle nazioni che hanno aggredito l'iraq. Questa mozione potrebbe contenere anche una esplicità condanna alla decisione della maggioranza di inviare truppe militari che, sotto la scusa della missione umanitaria, svolgeranno invece una attività di controllo dell'opinione pubblica irachena che si sta mostrando ostile alle forze di occupazione.
Per quanto ci riguarda, infatti, non si tratta di essere ostili a due persone ma alla politica di prevaricazione ed ingiustizia che essi propongono non certo in nome proprio ma in nome di interessi economici. Dichiarare Bush e Blair indesiderati è, inoltre, un abbassarsi sul loro piano e ridurre la politica internazionale ad uno scontro tra potenti contrario ai nostri principi. Proprio Bush, del resto, ha ucciso migliaia di iracheni poichè Saddam Hussein era "cattivo". Inoltre, per quanto il nostro partito sia lontano dalla politica di Blair, giudichiamo sbagliato ed insaggio accumunare il leader inglese al presidente statunitense.
Infine con riferimento alle posizioni assunte sulla stampa circa la guerra in Kossovo da una nostra concittadina ci preme sottolineare quanto segue:
1) condividiamo il giudizio di questa concittadina ed inoltre, in quel caso, si tratto di una violazione del diritto internazionale ancor più grave di quella perpretata ocntro l'iraq;
2) condividiamo lo stato d'animo di questa nostra concittadina ed in parte ci è proprio ma allora la macchina propagandistica contro la yugoslavia fu assai efficace e riusci a descrivere nell'immaginario collettivo milosevic ed il suo governo per quel che non era;
3) teniamo a ricordare che il presidente del nostro Partito andò in visita del Presidente jugoslavo Milosevic durante i bombardamenti e fu il primo leader ricevuto in yugoslavia dall'inizio della guerra, fu un incontro franco in cui emersero anche profonde differenze politiche ma che testimoniava chiaramente il lavoro dei comunisti italiani contro quella inguista guerra
4) nonostante l'apparente propaganda chiaramente a sostegno del conflitto il governo D'Alema operò per mitigare l'indervento militare ed impedire che esso si estendesse oltre il Kossovo e, in precedenza, l'Italia governata dal centrosinistra considerava la repubblica yugoslava (serbia e montenegro) come un partner commerciale affdidabile al punto che oggi la maggioranza di centrodestra cerca di strumentalizzare quelle scelte politiche attravero una commissione d'inchiesta sull'acquisto di quote di Telecom Serbia.
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