Spett. GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

LETTERE AL DIRETTORE

Viale SCIPIONE L'AFRICANO,264

70124 - BARI

Caro Direttore,

Sono un suo assiduo lettore. Mi chiamo Vito Foschi, sono uno studente di Ingegneria Informatica a Lecce. Ho 24 anni e abito a San Vito dei Normanni. Domenica 27/6/99 ho letto l'articolo di Mirabella e non mi è piaciuto affatto. Ancora una volta devo costatare che in Italia non esiste una cultura scientifica diffusa. Di recente ho scoperto che è vero anche per altri paesi. La cultura è una sola. Ci sono le specializzazioni, ma non si può completamente ignorarne una parte e per giunta così importante. La matematica, la fisica, la chimica, la biologia sono cultura. Dante non era bravo perché semplice letterato, ma perché semplicemente sapeva tutto. Per fortuna c'era l'articolo del bravo Vittorio Catani che affrontava l'argomento delle biotecnologie in maniera più scientifica. Adesso mi rivolgerò a Mirabella.

Caro Mirabella, ma lei lo sa, che mangia manipolato geneticamente? I suoi cari pomodori della nonna, da dove crede che provengano? Quelli che portò in Europa il grande Cristoforo Colombo, erano gialli, di sapore diverso, e solo dopo un'accurata serie di incroci e selezioni si è giunto al moderno pomodoro che a lei tanto piace. Le ricordo che la selezione e gli incroci non sono altro che manipolazioni genetiche allo stato artigianale. Per esempio le varie qualità di pomodori esistenti sono state ottenuti grazie al lavoro dei nostri contadini. Le racconto un aneddoto riguardante Manzoni. Nelle sue terre scoprì una nuova qualità di un frutto, probabilmente incrociato da qualche insetto, credo si trattasse di una pesca, non ricordo esattamente, se ne prese cura e ottenne una nuova qualità che ha il suo nome. Per dirle come tante volte la natura ha bisogno d'aiuto. Lei inoltre fa confusione fra un problema che potremmo dire igienico, i polli alla diossina, e quelle delle biotecnologie. L'episodio della diossina può essere semplicemente ascritto ad una banale frode alimentare, regolarmente perseguita dalla legge. Mentre, quello delle manipolazioni genetiche è tutt'altra cosa. Lei fa l'esempio dei pomodori che non marciscono. Ma, lei cosa crede che i famosi pomodorini appesi che durano da un anno all'altro, provengano dal cielo? Ebbene, no. Sono frutto delle selezioni dei nostri contadini, che andavano alla ricerca di pomodori che non marcivano. Lei ironizzava sulle dimensioni. Ma cosa crede che le mele o le pesche o altri frutti che lei mangia fossero così grossi in natura? O, gli agrumi fossero così dolci? Questo per farle un paio di esempi. Tutti i frutti, gli animali di allevamento e quelli di compagnia sono stati ottenuti da accurati incroci e selezioni. La verità è, che da quando l'uomo è contadino e allevatore manipola la natura per ottenere rese maggiori e gusti migliori. Non dimentichiamolo, che si manipola anche per ottenere gusti migliori. I prodotti che a lei piacciano tanto sono il frutto di tutto queto. Ieri si chiamavano incroci, oggi manipolazioni genetiche, tutto qui. Certo ci sono alcuni rischi, come in tutte le cose che non si conoscono. Lei forse si stupirà del mio punto di vista, ma io credo che le biotecnolgie in futuro risolveranno molti problemi. Le vorrei dire un'altra cosa. Il confine fra naturale e artificiale non è così netto. La natura è il più grande laboratorio chimico. Le faccio un esempio. Un medicinale è in fondo una molecola e come tale composta da atomi legati in un certo modo. Se questa molecola è sintetizzata in laboratorio è artificiale. Se esiste in natura una molecola uguale, è ancora artificiale?

Ad una visita oculistica, mi hanno dato delle pillole consigliandomi di prenderle a mesi alterni, e di non preoccuparmi tanto erano di origine vegetale. Ma anche la cicuta, è in fondo un'erba, ma non credo sia così salutare, questo per ricordarle che la natura è si madre, ma anche matrigna. Quindi quando parliamo di manipolazioni genetiche siamo più cauti, in fondo l'uomo le utilizza da millenni.

La vita media attuale è intorno ai 75 anni, in passato era minore. Il nostro bistrattato mondo inquinato, manipolato e quant'altro alla fine ci permette di vivere più a lungo.

Credo che lei non abbia in simpatia gli imprenditori. A me piace la teoria di Schumpeter, che vede nell'imprenditore l'innovatore, colui che ha un'idea per migliorare un prodotto o un modo di produzione e cerca di realizzarlo. Forse in Italia ne abbiamo pochi così, ma negli Stati Uniti, terra dell'innovazione, questo è all'ordine del giorno. Basti pensare alle migliaia di imprese informatiche, nate nei garage di casa e poi cresciute a livello di multinazionali. L'esempio Microsoft è il più famoso. Negli USA, si trovano i capitali per finanziare tale tipo di impresa, al contrario dell'Italia. Non so dove nasca la sua antipatia, in fondo è un mestiere come un altro. Certo, forse io ho una visione ottimistica, ma a me piace pensarla alla Erasmo di Rotterdam: sono i folli che fanno progredire il mondo. Se lei teme i pericoli di qualche imprenditore disonesto io le rispondo: lo Stato deve pur far qualcosa. Se non controlla, che Stato è? Molte volte allo Stato si fanno fare tante cose e male, e poi quelle più importanti, il controllo e la lotta alla illegalità si dimenticano. E' vero, che lo Stato come ogni altra organizzazione più o meno complessa ha un unico scopo: perpetuarsi. Perpetuarsi contro tutto e contro tutti.

Nell'articolo fa una battuta su Berlusconi. Mi meraviglia il fatto della barzelletta. Non mi risulta che il Presidente Berlusconi vada in giro a raccontarle. Da altri articoli mi pare che voi giornalisti avete come sport denigrare Berlusconi. Va bene, sarà una cosa normale. Ciò che meraviglia è il continuo successo elettorale di Forza Italia. Forse che i mezzi di comunicazione di massa funzionino al contrario? Più si infanga uno e più successo ottiene? Sarà vero lo slogan di Guareschi coniato per la Dc nel 1948 che fa all'incirca così: nel segreto dell'urna Dio ti guarda, Stalin no?

Caro Mirabella, non si preoccupi, continuerà a mangiare genuino anche nei prossimi anni.

Un'ultima cosa, riguardante l'articolo della scorsa domenica, il 4/7/99. Il macellaio non è un semplice lavoratore bensì un'artista. Non posso pensarla diversamente di fronte al pollo disossato e ripieno mangiato domenica. Questa sinistra classista, antidemocratica e senza vergogna. Ha avuto il coraggio di fare ministro Di Pietro, e poi di farlo senatore. Se Di Pietro può fare il senatore, Guazzaloca può fare benissimo il Presidente della Repubblica.

Dell'articolo di Vittorio Catani una cosa mi sfugge. Perché i prodotti ingegnerizzati, potrebbero rappresentare un pericolo una volta mangiati. In fondo i pomodori li mangiamo, i pesci anche, perché dovrebbe essere pericoloso un pomodoro con un gene di un pesce artico per resistere alle gelate?

Carissimo Direttore, un altro articolo recente, fine giugno, mi ha colpito: quello di Domenico De Masi. Mi pare un po' esagerato affermare che la sociologia sia una scienza esatta. Mi sembra che Popper abbia dimostrato che la psicologia non è scientifica. Non conosco la sociologia, ma qualche legame con la psicologia credo li abbia. Inoltre, il mitico Zichici nelle sue lezioncine domenicali, ha affermato che la teoria dell'evoluzione non è scientifica. Quindi, affermare che la sociologia sia scienza esatta, mi sembra una forzatura. Inoltre, il signore De Masi se ne serve per prevedere il futuro, cosa incerta per antonomasia. In Informatica, per risparmiare tempo si cerca di prevedere le prossime istruzioni da eseguire. Per farlo, spesso si utilizza il principio di prevedere il futuro mediante il passato. Le istruzioni più usate in passato lo saranno anche in futuro. Se estendiamo questo principio alla storia economica si può dedurre che la meccanizzazione non distruggerà posti di lavoro, ma li creerà. Perché, questo è successo in passato. Se fosse stato vero il contrario, oggi non lavorerebbe nessuno.

Nell'articolo si parla di distruzione di posti di lavori "veri" a causa del processo di fusioni e acquisizione delle imprese. Einaudi, insegna che i posti di lavoro "veri" sono quelli che hanno una ragione economica per esistere. Se una cosa si può realizzare con risorse pari a 10, non so perché si dovrebbe fare con 12. Anche il semplice buon senso dovrebbe essere sufficiente a capire questo. Se poi si parla delle fusioni delle banche, è evidente che non si parla di posti di lavori "veri". Gli organici delle banche in passato sono stati sovradimensionati per vari motivi, a partire dal fatto che si trattava di un mercato protetto con concorrenza ridotta o addirittura nulla, per finire ai motivi clientelari, visto la forte presenza dello Stato e della politica nelle banche. Infine, ci si scorda il lato macroeconomico di questo processo. Se le imprese producono con costi minori, i consumatori per ottenere lo stesso risultato spendono di meno, liberando risorse da poter impiegare diversamente. Una parte sarà risparmiata, cioè si trasformerà in investimenti e quindi posti di lavoro, che saranno sostenuti dall'altra parte delle risorse liberate che sarà spesa per avere ulteriori prodotti e servizi in aggiunta a quelli che si avevano prima. Mi sembra un processo elementare. Per lo meno è così che la penso io, in base alle mie conoscenze economiche. Nell'articolo si accenna alla situazione inglese e statunitense affermando che la disoccupazione in quei paesi si è ridotta mediante posti di lavoro falsi. Questa distinzione non mi è chiara. Per me è valida la definizione einaudiana: sono veri quelli che hanno una ragione economica per esistere e falsi o artificiali tutti gli altri. Se nel Regno Unito o negli USA c'è richiesta di posti di lavoro part time, non capisco perché li si dovrebbe chiamare falsi. Il signor De Masi, vada a chiedere alle donne che lavorano, specialmente a quelle che hanno figli piccoli, se preferiscono un lavoro a tempo pieno o uno part time. In massa le risponderebbero per il part time. Eccetto, naturalmente, chi ha gravi problemi economici. È questa scelta ha anche una forte motivazione economica. Le donne rinuncerebbero ad una parte dello stipendio, non solo per liberare tempo, ma anche per risparmiare i soldi della baby-sitter, e altri costi occulti, tipo la corsa in auto per portare i bambini all'asilo o da qualche parente. Poi in fin dei conti è meglio un lavoro arrangiato che il nulla, la fame e la disperazione.

Caro Direttore, mi sono dilungato un po'. Lo so, che è troppo lunga perché sia pubblicata. Che posso dirle, se per caso la vuole proprio pubblicare la faccia a puntata, o la riassume, non mi offendo. Volevo chiederle una cosa. Tempo fa la Gazzetta pubblicava delle strisce di fumetti, perché non riprendete l'iniziativa? I miei personaggi preferiti erano quelli di Nilus e Calvin e Hobbes. La faccenda di Clinton mi ha ricordato il faraone di Nilus, che inseguiva le ragazze e che finiva puntualmente mazzuolato dalla consorte. Sarebbe stata un'occasione per riprenderne la pubblicazione. Adesso la saluto, e la ringrazio della pazienza che ha avuto nel giungere al fondo della lettera.

San Vito dei Normanni, 6/7/1999