Spett. IL PUNTO

S. VITO dei N.



Gentile Direttore,

Mi chiamo Vito Foschi e sono uno studente di Ingegneria Informatica all'Università di Lecce. Vorrei dire due parole sul comportamento, a dir poco inqualificabile, della locale sezione dei DS in occasione del Santo Natale. Come molti sanvitesi sono andato in piazza per incotrare amici e conoscenti per scambiare i tradizionali auguri. Giunto sulla piazzetta della Chiesa Matrice mi ritrovo un paio di tizi dei DS a distribuire volantini contro l'attività del sindaco. Preso da un moto di sdegno sono rientrato frettolosamente a casa. Ora mi chiedo, ma era proprio il Natale il giorno adatto per simili iniziative politiche? Evidentemente no.

Sorvoliamo sul significato del Natale, e quindi sull'inopportunità di iniziare conflitti in tale giorno, ma dal punto di vista del mero marketing politico è una azione che lascia molto a desiderare.

Credo che gran parte delle persone voglia passare il Natale con una certa tranquillità, cercando di dimenticare per almeno un giorno i problemi e le tensioni, poi arrivano questi a rompere le scatole, mandando all'aria tante promesse di essere più buoni. Se non bastasse ciò, si piazziano a distibuire volantini all'uscita della messa di Natale, proprio per far vedere cosa sono veramente: i soliti vecchi comunisti.

Cosa avranno pensato le famiglie uscendo da messa quando si sono viste importunate da questi distributori di volantini? La risposta è semplice, ma la scrivo lo stesso, perché se i diessini l'avessero saputa non avrebbero intrapreso tale iniziativa: "Questi qua, pure a Natale, vengono a rompere!".

Presumo che abbiano scelto il giorno di Natale affinché la loro iniziativa avesse maggior efficacia. Ma risultati migliori l'avrebbero ottenuti scegliendo il giorno succesivo o il Capodanno, festa più laica che religiosa. E non avrebbero rotto le scatole alle persone, che almeno un giorno all'anno hanno diritto di stare tranquilli e in pace.

All'Università ho studiato un libro dal titolo Marketing Management scritto da P. Kotler e da J. Scott. È un libro divulgativo, forse è il caso di leggerlo. O meglio ancora, ripassare "Il Principe" di Machiavelli, o studiarlo se non lo si è fatto a scuola. Un ultima nota per quei comunisti che hanno letto il "libretto rosso" di Mao Tse Tung. Consiglio vivamente di leggere un librino di un pi&ugrane gran cinese, Sun Tzu, il bellissimo "L'arte della guerra", così la prossima volta, faranno una figura migliore.

Caro Direttore ora la saluto e Le porgo i miei più sinceri auguri per un Santo Natale.

S. Vito, 25/12/1999




Ed ora la parte pubblicata e la "divertente" risposta del direttore. Divertente, perché evidentemente la mia lettera poteva inquietare i diretti interessati, invece si altera il direttore che per giunta è un prete, anche se non è mai stata la sua attività principale, e quindi a rigor di logica mi avrebbe dovuto dar ragione. E invece no. È stato più realista del re.




Carissimo Direttore,

Mi chiamo Vito Foschi e sono uno studente di Ingegneria Informatica all'Università di Lecce. Vorrei dire due parole sul comportamento, a dir poco inqualificabile, della locale sezione dei DS in occasione del Santo Natale. Come molti sanvitesi sono andato in piazza per incotrare amici e conoscenti per scambiare i tradizionali auguri. Giunto sulla piazzetta della Chiesa Matrice mi ritrovo un paio di tizi dei DS a distribuire volantini contro l'attività del sindaco. Preso da un moto di sdegno sono rientrato frettolosamente a casa. Ora mi chiedo, ma era proprio il Natale il giorno adatto per simili iniziative politiche? Evidentemente no.

Sorvoliamo sul significato del Natale, e quindi sull'inopportunità di iniziare conflitti in tale giorno, ma dal punto di vista del mero marketing politico è una azione che lascia molto a desiderare.

Credo che gran parte delle persone voglia passare il Natale con una certa tranquillità, cercando di dimenticare per almeno un giorno i problemi e le tensioni, poi arrivano questi a rompere le scatole, mandando all'aria tante promesse di essere più buoni. Se non bastasse ciò, si piazziano a distibuire volantini all'uscita della messa di Natale, proprio per far vedere cosa sono veramente: i soliti vecchi comunisti.

Presumo che abbiano scelto il giorno di Natale affinché la loro iniziativa avesse maggior efficacia. Ma risultati migliori l'avrebbero ottenuti scegliendo il giorno succesivo o il Capodanno, festa più laica che religiosa. E non avrebbero rotto le scatole alle persone, che almeno un giorno all'anno hanno diritto di stare tranquilli e in pace.

All'Università ho studiato un libro dal titolo Marketing Management scritto da P. Kotler e da J. Scott. È un libro divulgativo, forse è il caso di leggerlo.

La saluto



Ed ora il commento senza senso del direttore. Le frasi in rosso sono mie. Permettetemi un po' di sana ironia.


Le dico, con molta sincerità, che ho fatto fatica a pubblicare la sua lettera. Ho dovuto fare dei tagli perché abbiamo sempre problemi di spazio. L'ho pubblicata, perché questo giornale pubblica tutto quello che viene firmato,(Quando mai?) in quanto l'autore se ne assume così la responsabilità di tutto quello che scrive. Dicevo che ho fatto fatica a pubblicare perché nel suo comportamento ho notato una certa forma di intolleranza.

E vengo al problema posto. L'opportunità di certe iniziative è un conto la libertà di realizzarle è un altro conto.

Ritengo che chi distribuiva volantini era libero di farlo quanto era libero lei di non accettarli. Ognuno cerca di trovare il modo che ritiene più produttivo per trasmettere messaggi. In uno stato democratico bisogna saper essere tolleranti, anche quando, come dice lei, c'è qualcuno che rompe. Auguri per i suoi studi. La presa per i fondelli finale




Ora la mia replica al delirio del direttore a cui ancora attendo una risposta. È tipico di certa gente nascondersi...




Spett. IL PUNTO

S. VITO dei N.



Gentile Direttore,

Sono Vito Foschi. Non vorrei sembrarle polemico ma la lettura del Suo commento alla mia lettera mi ha lasciato esterrefatto. Non pensavo, sinceramente, di dover riscrivere a breve al Suo giornale, ma mi vedo costretto. Lei definisce la mia lettera intollerante, ma io ho solo usato il mio legittimo diritto di critica. Forse ho usato toni duri, però mi era sembrato chiaro che il mio scritto fosse uno sfogo, e non nascesse da meditazione. In fondo se la locale sezione dei DS compie degli errori, è un suo problema, non mio. La mia lettera rappresentava uno stato d'animo, penso, comune anche a molti altri cittadini, tutto qui. Le è costata fatica pubblicare la mia lettera: chi Le impediva di cestinarla? Come Lei ben sa, Gesù ci ha insegnato a porgere l'altra guancia, ma ha anche scacciato i mercanti dal Tempio, quindi non riduciamo la tolleranza alla politica delle brache calate. A costo di sembrare ripetitivo, non riesco ancora a capire dove il mio atteggiamento è potuto risultare intollerante. È proibito anche protestare civilmente con una lettera? Se c'è stato un atteggiamento discutibile è stato proprio il Suo, col quel commento quasi pilatesco. La Sua non mi è parsa una risposta da Direttore di un giornale, con quelle Sue cautele e distinguo. La Sua mi è sembrata un'azione che io chiamo di "sterilizzazione": concedere una mossa all'avversario neutralizzandone gli effetti in modo tale da illuderlo di aver conquistato una posizione, ma in realtà trovandosi allo stesso punto o peggio. Lei ha pubblicato la lettera, ma con le Sue parole ha cercato di minimizzarne gli effetti. È sicuramente un'impressione errata, ma così è parsa, non solo a me. Sta a Lei confutarla.

Mi scuso in anticipo se apparirò polemico, ma non è nelle mie intenzioni. E torno a ripetermi. Il Suo commento mi ha lasciato esterrefatto e profondamente offeso. Sarà stato quel mio invito a tornare a scuola a studiare Machiavelli? È male invitare a leggere in questi tempi di scarsa lettura?

Spero che stavolta potrà pubblicarla integralmente e Le porgo i miei più cordiali saluti.

S. Vito dei Normanni, 4/3/2000