Spett. WWF ITALIA

Via GARIGLIANO, 57

00198 - ROMA



Spett. WWF,

Sono un ex-socio di nome Vito Foschi tessera n. OB 0695076. Quest'anno non ho rinnovato la tessera perché non condivido le ultime battaglie intraprese dal WWF. Mi sono iscritto ormai molti anni fa, perché pensavo che l'associazione combattesse per la salvaguardia dei boschi, la difesa degli animali e contro l'inquinamento. Ora si trova a combattere per idee come lo sviluppo sostenibile, il clima e contro le biotecnologie. Io credo che il WWF negli ultimi anni abbia commesso troppi errori di valutazione. Ora esporrò ciò che ritengo sbagliato.


AUTO ELETTRICA


Vorrei premettere, che la prima auto a muoversi sulla strada è stata una a motore elettrico, poi si è passati al motore a scoppio. Certo, non vuol dire niente, infatti, non sempre le nuove tecnologie sono migliori delle precedenti. Ma è un indizio importante.

Il WWF propugna l'auto elettrica come soluzione dell'inquinamento cittadino. Bene. Ma la corrente elettrica si deve produrre in qualche modo. Attualmente le centrali elettriche vengono alimentate a carbone e a gas. Il risultato è semplicemente uno spostamento degli inquinanti atmosferici. Bisogna considerare le perdite di energia dovute al processo di trasformazione dell'energia chimica immagazzinata nei carburanti fossili in energia elettrica, il suo trasporto dalle centrali alle stazioni di rifornimento, quella dovuta alla ricarica delle batterie e quella persa per trasformarla in energia meccanica. In una puntata di Superquark di un paio d'anni fa si facevano tutti questi calcoli e il risultato era che l'auto elettrica sfruttava in maniera minore l'energia chimica dei combustibili rispetto al motore a scoppio. Siete diventati degli inquinatori. Certo voi potreste ribattere che le centrali devono essere alimentate con energie rinnovabili, ma io vi risponderei che allo stato attuale non è possibile e che di fatto si otterrebbe un aumento dell'inquinamento. Senza considerare un fatto che quasi tutti trascurano: lo smaltimento della mezza dozzina o più di batterie necessarie per il funzionamento dei veicoli elettrici. Le attuali batterie contengono acido solforico, che è una cosa non proprio salutare. Adesso voi tirerete fuori il progresso tecnologico che aumenterà il rendimento delle batterie, che troverà modo di smaltirle ecc., trascurando il lato economico. Alla faccia dello sviluppo sostenibile. Ma io controbatto dicendovi che l'aumento delle complessità delle batterie, non farà altro che rendere più complicato o addirittura impossibile il processo di smaltimento. Voi direte che una tecnologia del presente in attesa del veicolo a zero emissioni. E qui vi sbagliate. Esiste un modo per ridurre sensibilmente le emissioni veicolari: l'auto alimentata a gas. Non ho mai capito perchè il WWF non abbia mai cercato di diffondere l'auto a gas. Di recente ho apprezzato la posizione di Pratesi contro gli incentivi alla rottamazione. Chiusa la parentesi. Certo l'auto a gas ha più emissioni di un auto elettrica ma non ha inquinamento né a monte, le centrali elettriche, né a valle lo smaltimento di una moltitudine di batterie. È una tecnologia attuale, economica, subito applicabile. Un impianto a gas costerà un paio di milioni. E qui dovrebbero intervenire le associazioni ambientaliste, convincendo i governi a dare degli incentivi sia per l'acquisto di auto a gas, sia per la trasformazione delle auto a benzina in auto alimentate a gas. Inoltre il bollo sulle auto a gas dovrebbe essere inferiore a quelle dei veicoli a benzina di pari cilindrata. Tutto questo potrebbe essere utile all'economia molto di più degli incentivi "FIAT".

L'auto elettrica per il futuro è inammissibile, vista la presenza di tecnologie alternative a zero emissioni: il motore a idrogeno. Attualmente questi motori vengono prodotti a costi proibitivi, e con dimensioni tali da poter essere utilizzate solo dai pullman. Questo è un altro punto che il WWF dovrebbe sviluppare. Dovrebbe convincere i governi e i privati a fare ricerca e le aziende di trasporto locali ad adottare questi nuovi autobus.

Torno, qui a ripetere, che non ha mai capito perché il WWF non abbia preso simili posizioni, che mi sembrano così ragionevoli.

Un'ultima cosa. Le marmitte catalitiche sono in genere considerate una grande conquista, ma quante funzionano correttamente? Visto il costo, non credo che gli italiani le sostituiscano quando necessario. Considerando che il benzene delle benzine verdi è piuttosto dannoso, non so se sono servite veramente a qualcosa.


CLIMA


Nel caso del clima, che è un argomento piuttosto complesso, il WWF dice alcune cose giuste e molte altre sbagliate. La cosa più sbagliata di tutte, che inficia tutte le teorie degli ambientalisti sul clima è la presunzione di averne capito il funzionamento. L'associazione si preoccupa dell'aumento di temperatura del pianeta, e può darsi che ci troviamo alla vigilia di un'era glaciale. Premesso questo, non capisco la politica di allarmismo di ambientalisti e pseduoscienzati. È giusto preoccuparsi di cose che non si comprendono, ma pronosticare l'Apocalisse come i Testimoni di Geova, non mi sembra corretto. Inoltre, in passato si sono avuti dei cambiamenti climatici di cui ignoriamo l'origine. Un esempio è la famosa piccola glaciazione di alcuni secoli fa (600), quando l'industria era ben lungi dal nascere. I pareri degli scienziati sono piuttosto discordi, c'è addirittura chi pronostica che quest'aumento di temperatura favorirà le precipitazioni ai poli con conseguente aumento dei ghiacci e possibile inizio di una nuova era glaciale. Un altro dato discorde rispetto alle Vostre tesi è che i ghiacciai in Norvegia e sulle Montagne Rocciose stanno aumentando. Da tutto questo non credo si possa dedurre alcunché. Due dati sono sicuri l'aumento delle temperature e l'innalzamento degli oceani. Il colpevole di questo l'avete individuato nell'effetto serra e principalmente nell'anidride carbonica come avete scritto nel Panda n. 10 di ottobre 1998. Ma di recente uno scienziato come Zichichi, ha affermato in televisione che secondo un modello matematico se si togliesse integralmente l'anidride carbonica dall'atmosfera, l'effetto serra rimarebbe al 90% circa. Mentre nell'articolo di Aldo Iacomelli si afferma che l'anidride carbonica è responsabile del 50% dell'effetto serra. Quali dati sono esatti? Io propendo per quelli di Zichichi, che qualcosa ha studiato. Un appunto. Nella trasmissione su Raidue il prof. Zichichi ha pesantemente criticato la conferenza sul clima tenutasi a Kyoto, definendo i partecipanti dei burocrati che parlano per sentito dire. Il professore ha affermato che c'è un aumento dell'anidride carbonica, ma non se conosce la causa e le responsabilità umane sono pressoché nulle. Quindi non capisco, perché il WWF si preoccupi delle emissioni di anidride carbonica, e non di altri pericolosi inquinanti responsabili del buco dell'ozono e delle piogge acide. La Terra, in passato, ha subito molti cambiamenti climatici, e alcuni sono stati improvvisi. Una prova sono le cosiddette "brecce ossee", cumuli di ossa di varie specie animali accumulate lungo i fianchi di colline. La loro origine risale alla fine di periodi glaciali con un rapidissimo scioglimento delle calotte glaciali che provocò inondazioni e maremoti. Gli animali cercarono scampo sulle alture, ma alcune di esse erano troppo basse per salvarli e morirono tutti ammassati, erbivori e carnivori insieme. Questo ci dovrebbe insegnare un po' di umiltà e non azzardarci in fantasiose ipotesi senza fondamento alcuno.

Il WWF dovrebbe indirizzare le sue attenzioni su inquinanti come i CFC responsabili del buco dell'ozono e su quelli causanti le piogge acide che danneggiano i boschi e le coltivazioni.

Un'ultima cosa. Vi sembrerà folle, ma l'aumento dell'anidride carbonica potrebbe avere un effetto positivo sulla crescita delle piante, e conseguentemente una crescita delle foreste e una maggior capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta, note le capacità depurative delle piante.

Vorrei aggiungere un'ultima cosa. Gli effetti naturali li trascurate? Un'esplosione vulcanica di grande proporzioni può causare gli effetti di una serie di esplosioni nucleari lanciando in atmosfera una quantità tali di polveri da causare un inverno "innaturale".

Qui mi servo delle parole di Enrico Annoscia, scienziato e giornalista tratte da un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno:

"Da geologo, mi sorprende che non sia stato preso in considerazione il riscaldamento naturale del clima per cause geologiche: oltre alle eruzioni vulcaniche (negli ultimi 200 anni si sono risvegliati quasi tutti i vulcani della Terra), bisogna considerare che il nostro pianeta sta uscendo dall'ultima fase glaciale quaternaria (Wurm, per l'arco alpino) terminata circa diecimila anni fa, e si sta inoltrando verso il massimo della fase interglaciale. Siamo nel periodo piUgrave caldo degli ultimi 150mila anni. Tutto lascerebbe pensare (ad un geologo) che ci troviamo piuttosto alle soglie (tra parecchie decine migliaia d'anni) di una nuova glaciazione. Soltanto P. Angela e L. Pinna ("Atmosfera: istruzione per l'uso") ne parlano esplicitamente, ritenendo però che l'effetto-serra indotto dalle attività umane potrebbe bloccare sul nascere la fase glaciale per ripristinare la fase interglaciale calda. Si pensa che si potrebbe raggiungere un aumento di 1,5 - 4,5 gradi in pochi decenni, che porterebbe ad un innalzamento del livello marino di parecchie decine di centimetri.

Intanto l'ultima sorpresa è che i dati degli ultimi dieci anni rivelano che l'anidride carbonica è diminuita. Tra le probabili cause si invoca il crollo dell'impero sovietico (minor consumo di combustibili fossili). Che l'effetto serra non sia per caso un effetto politico?"

Cosa aggiungere di più?


INCENERITORE


Leggendo la rivista Panda, si nota che il WWF è contro gli inceneritori, perché causa di inquinamento. Ma io mi domando qual è l'alternativa, la discarica? Non c'&grave dubbio che l'inceneritore produca dei fumi inquinanti, ma è anche vero che esistono sistemi in grado di abbattere la maggior parte dei fumi. Rimane il problema dello smaltimento delle ceneri. Il metodo più semplice è la discarica. I volumi delle ceneri sono notevolmente inferiori a quelli dei rifiuti iniziali, che comunque sarebbero finiti in discarica. Il vantaggio è evidente. Inoltre si ottiene una sterilizzazione dei rifiuti pressoché totale, al contrario del semplice seppellimento in cava teoricamente impermeabile. Certo, Voi, pensate di risolvere tutto con la raccolta differenziata, ma esiste una parte di rifiuti irrecuperabile. Ho qui, un librino stampato dalla provincia di Brindisi per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata.

Apro alla pagina della plastica: "Vanno nei cassonetti tradizionali: oggetti in plastica diversi dalle bottiglie (giocattoli, barattoli, piatti, bicchieri, posate, ecc.), sacchetti di plastica, pellicole plastiche e cellophane, confezioni per alimenti (vasetti di yougurt, vaschette per formaggi, salumi buste per patatine e caramelle), polistirolo, altri materiali e rifiuti generici."

Pagina del vetro: "Vanno nei cassonetti tradizionali: oggetti in ceramica e porcellana, lampadine e tubi al neon."

Pagina della carta: "Vanno nei cassonetti tradizionali: carta oleata, carta plastificata, carta o cartone insieme ad altri materiali (tetrapak, cartone per il latte o altre bevande), carta sporca di grasso o alimenti e ogni altro genere di imballaggio o rifiuto (polistirolo, cellophane ecc.)."

Come si nota l'elenco dei materiali irrecuperabili è piuttosto lungo, e sono tutti rifiuti destinati alla discarica. Quindi io mi chiedo se non è meglio smaltire un piccolo volume di ceneri o un grosso volume di spazzatura? Con questo non voglio dire che il riciclaggio è sbagliato, sia chiaro, ma voglio semplicemente affermare che accanto ad una accorta politica di riciclaggio è utile e necessario l'uso degli inceneritori. Questa convivenza è possibile, anche se può sembrare il contrario. Con il riciclaggio si sottraggono rifiuti come la carta e la plastica ricchi di calorie, però, rimane sempre una grossa quantità di plastica e una parte della carta, inoltre la presenza dei rifiuti organici garantisce un buon contenuto di calorie. Nelle peggiori delle ipotesi ci saranno solo un piccolo numero di inceneritori.

Questo sono i vantaggi considerando solo la gestione dei rifiuti urbani. Ma, ci sono da considerare i vantaggi in termini energetici. Gli inceneritori possono produrre energia elettrica e acqua calda da distribuire in teleriscaldamento. Provate, a calcolare i risparmi in combustibili fossili se si costruissero un certo numero di inceneritori. Credo che alla fine se si mettono su un piatto della bilancia i benefici e sull'altro i costi, la bilancia penderebbe sicuramente dalla parte dei benefici. Certo, Voi, come al solito tirerete fuori la storia del metano che non inquina. È vero, non inquina, ma l'Italia non può basare il suo futuro su un unico combustile. Se un domani dovesse venire a mancare, per un qualsiasi motivo, una crisi internazionale, una guerra, un incidente, che faremmo, torneremmo ad accendere le candele e a mangiare radici? E, sì, perché l'energia ci fa vivere nel benessere, se mancasse le industrie si fermerebbero, i mezzi di trasporto pure, in una parola sola torneremmo alla preistoria. Nell'articolo di Aldo Iacomelli su Panda n. 10 del 98 si parla del metano come fonte di energia in attesa di quelle rinnovabili. E se le riserve mondiali di metano finissero, prima che queste nuove energie rappresentino un'alternativa valida, cosa succederebbe? Sono queste le domande che dovete porvi, quando parlate di sviluppo sostenibile e non pronosticare un ritorno al medioevo.

Con gli inceneritori l'Italia può diversificare le fonti energetiche, ridurre le importazioni sia di combustibili, sia di energia elettrica, per giunta prodotta da centrali nucleari in Francia, dando una mano alla bilancia commerciale.

Una precisazione, la rete del metano non può raggiungere tutte le località, sia per motivi economici, sia per semplici motivi tecnici. La pressione del gas nelle tubature non può superare tutti dislivelli, questo significa che alcuni comuni non potranno metanizzarsi. Ed essendo su alture, saranno località più fredde, con necessità maggiori di riscaldamento. Dovranno usare combustibili diversi dal metano. Può darsi che in alcune di queste località sarà possibile costruire inceneritori con notevole decremento dell'inquinamento. Come al solito voi direte che il gas si può trasportare su camion, ma dimenticate un problema pratico, l'esistenza di impianti a gasolio già funzionanti. Una persona deve avere una convenienza a spendere una grossa cifra di denaro per convertirsi ad un altro combustibile. Inoltre, sistemare dei bomboloni di gas richiede una sistemazione particolare con relativi costi. E, rappresenta sempre un pericolo maggiore del gasolio. Per fortuna ora esiste quello di origine vegetale, poco inquinante. Il problema non è semplice, ma credo che la politica del WWF sugli inceneritori debba cambiare, se vuole continuare ad essere un'associazione ambientalista. A proposito di energia...


FONTI RINNOVABILI


VENTO


Una fonte rinnovabile certamente, ma veramente non inquinante?

Il vento è un'energia rinnovabile e quindi inesauribile. Non produce fumi né scorie inquinanti. Tutto bene a prima vista. Se si esamina il problema più approfonditamente si scoprono due problemi: il consumo del terreno e l'inquinamento visivo. Trascuriamo quest'ultimo, che è un problema estetico, ed esaminiamo il primo. Il terreno si sottrae alla natura o all'agricoltura. Considerando la crescita della popolazione, che richiederà più risorse, questo problema che può sembrare oggi irrilevante, domani non sarà più tale. I prezzi dei terreni cresceranno e il problema dei costi e da tenere in debito conto. Inoltre visto il basso rendimento di simili tecnologie bisognerà costruire una moltitudine di "mulini" occupando molto più spazio di una più semplice centrale termoelettrica. Questo depone a sfavore di questa tecnologia. Senza considerare che non si possono affidare i destini di una nazione ai capricci del vento. Infine c'è da notare che le pale dei "mulini" possono ammazzare parecchi uccelli a secondo della loro posizione. Anche questo è un costo ambientale. Tale energia avrà un suo ruolo in futuro, ma non sarà rilevante.


ENERGIA SOLARE


Per questo tipo di energia valgono le considerazione di prima, eccetto il particolare degli uccelli. Non è applicabile ovunque, ma solo nelle località con elevata esposizione solare. Non credo che riuscirà a sostituire totalmente le fonti tradizionali. Credo che in futuro le case dei paesi caldi avranno in terrazzo i loro pannelli che forniranno mediamente una metà del consumo totale. In questo modo si potranno risolvere i problemi di spazio e di inquinamento visivo.


BIOTECNOLOGIE


La goccia che ha fatto traboccare il vaso. In aggiunta ci si affida per pubblicizzarsi a personaggi dalle dubbie qualità come Dario Fo. Avrà avuto il premio Nobel per la letteratura per non so cosa abbia scritto, (a proposito, se lo sapete voi ditemelo, ho provato a chiedere in giro ma nessuno è stato in grado di indicarmi un singolo rigo scritto da questo personaggio), ma questo non lo autorizza a parlare di argomenti che ignora completamente. Una volta ho provato ad ascoltarlo sull'argomento delle biotecnologie, a parte il fatto che ci voleva un traduttore per riuscire a capire cosa diceva, ha detto solo delle banalità. Chiusa la polemica e affrontiamo il problema con occhi nuovi.

Non capisco perchè il WWF ha paura di queste nuove tecnologie, quando "indirettamente" potrebbe esserne il principale beneficiario. I batteri che mangiano petrolio, che attaccano i metalli pesanti più inquinanti, sono il frutto delle ricerche in questo "nuovo" campo. Le virgolette le spiegherò fra pochissimo, ma l'utilità di questi microbi nella lotta all'inquinamento è innegabile.

Inoltre mi stupisco che voi vi stupiate. Scusate il voluto gioco di parole, ma le manipolazioni genetiche non sono una cosa nuova. Sono vecchie di millenni. Vi stupite? Ma scusate ma i contadini e gli allevatori che cosa fanno da millenni? Incroci e selezioni per ottenere rese e gusti migliori. E gli incroci e le selezioni non sono altro che manipolazioni genetiche allo stato artigianale. Ora capite le virgolette. Da dove credete che arrivino le centinaie di specie di cani, le varie specie di animali di cortile, di allevamento, le mucche da latte e quelle da carne, i cavalli da corsa e quelli da traino, i muli che una volta avevano gli alpini, i maiali grandi e magri che arrivano sulle nostre tavole? Questo per fare alcuni esempi nel mondo animale. E il mondo vegetale? Un altro baillame. I pomodori che piacciono tanto, cosa credete, che fossero così in origine? Ebbene no! Quelli che port&ogrande il nostro pi&ugrande grande connazionale, Cristoforo Colombo, erano gialli e di sapore diverso. Solo dopo secoli di selezioni e incroci si è arrivati al moderno pomodoro che finisce sui nostri piatti di pasta. E le varie qualità, da salsa, da pelati, da insalate da dove credete che arrivino? Gli hanno portati gli UFO? Sono il frutto della secolare fatica dei nostri contadini, della loro pazienza e perseveranza nella ricerca delle specie migliori. Ora l'ingegneria genetica ha creato i pomodori che non marciscono. Finalmente è stato realizzato il sogno che i contadini perseguitano da secoli. Qui in Puglia ci sono i cosiddetti pomodorini appesi che durano da un anno all'altro senza marcire. Non sono certo venuti dal nulla, sono invece il risultato di anni di selezioni. Il pomodoro che non marcisce è un semplice evoluzione di questo. Un altro esempio: gli agrumi. Non erano certamente così dolci 2000 anni fa. La verit&agraqve è, che da quando l'uomo è contadino e allevatore manipola la natura per ottenere rese maggiori e gusti migliori. Andate a prendervela con i contadini. Vi scandalizzate con 10000 anni di ritardo.

Nell'articolo di G. Salari su Panda del marzo 1999, parlate di xenotrapianti. Dovrebbe significare trapiantare parti di una specie in un'altra. Scusate, ma che cosa fanno da millenni i contadini? Che cosa gli innesti? Xenotrapianti. Si innesta una specie della stessa famiglia su una pianta di altra specie. Per fare un esempio che conosco, le albicocche si innestano su alberi di mandorle che sono più resistenti. E non c'è nessuna confusione genetica. Il tronco è un mandorlo fino all'innesto da lì in poi è una albicocca. Andato a spiegarlo ai contadini che fanno un xenotrapianto. Certo nel mondo animale le cose sono più complesse, ma questo non significa che c'è un pericolo maggiore. Ci sono studi da fare ed esperimenti da compiere prima di poter dire se ci sono pericoli. Il Vostro Jeremy Rifkin ha forse visto qualche puntata di troppo di X-File. Gli consiglio di andare in campagna a guardare cosa fanno i contadini o gli allevatori. È chiaro che quando parlate di xenotrapianti vi riferite al cosiddetto uomo-maiale portato all'attenzione dei media da Dario Fo. Se per sbaglio leggeste qualche rivista di divulgazione scientifica vi accorgereste che è una tecnologia già vecchia, che potrà essere utile al più per un paio di decenni. Il futuro &grave la costruzione di singoli organi adattati sulle esigenze del ricevente. Tipo Blade Runner, per fare un esempio. Quindi pericoli o meno, sarà qualcosa che non verrà utilizzata più di tanto.

Si parla poi del pericolo rappresentato dalle biotecnologie per la biodiversità.

In Informatica, per risparmiare tempo si cerca di prevedere le prossime istruzioni da eseguire. Per farlo, spesso si utilizza il principio di prevedere il futuro mediante il passato. Le istruzioni più usate in passato lo saranno anche in futuro. Se estendiamo questo principio al nostro caso, la biodiversità aumenterà, perché alle specie esistenti si aggiungeranno quelle create in laboratorio. Il caso dei cani è particolarmente evidente. Allo stato attuale esistono centinaie di razze canine, tutte frutto del lavoro dell'uomo. Visto che le biotecnologie sono l'evoluzione di vecchie tecniche si prospetta un mondo pullulante di biodiversità. Paventate i pericoli delle monoculture, ma non credo che sia minimamente pensabile una monocultura mondiale. Troppo diversi i climi e i tipi di terreno. Nei peggiori dei casi si potranno avere delle monoculture regionali. Ma si può avere il caso inverso. Per ogni grande azienda o gruppi di aziende con rilevanti estensioni di terreno, potrà avere la sua specie di coltura specializzata al suo tipo di terreno, al suo clima, al suo tipo di acqua, ai suoi tipi di insetti prevalenti ecc. Un'esplosione di biodiversità.

Avremo il grano coltivabile nel deserto, quello adatto alla Siberia, quello per terreni salati, quello per terreni rocciosi, quello per acque salate ecc.

Un altro problema paventato dal WWF riguarda il fatto che i semi ingegnerizzati non sono in grado di riprodursi costringendo i contadini, ad acquistarli ogni anno causando problemi soprattutto a quelli poveri dei paesi in via di sviluppo. Ma in realtà i contadini già acquistano ogni anno le loro sementi. Utilizzano degli ibridi che perdono le loro caratteristiche dopo una o due generazioni. Questa non è un obiezione valida.

Un'altra scusa non valida mi sembra quella dei diserbanti. La storia delle zanzare e del DDT la sanno anche i bambini dell'asilo e gli agricoltori non sono scemi. Inoltre non vedo la convenienza economica a creare piante resistenti agli insetticidi, quando è più semplice creare delle colture più resistenti che non abbisognano di cura. In ogni caso esistono delle leggi che indicano le quantità di diserbanti che si possono tollerare su prodotti agricoli, quindi automaticamente decade tale obiezione.

Il pericolo della migrazione dei geni è forse l'unica obiezione valida. La possibilità che geni di una coltura passino a delle piante naturali esiste. Ma c'è da considerare un fatto: questo era vero anche 1000 anni fa. Le piante addomesticate hanno sempre avuto un codice genetico modificato e finora non ci sono stati problemi. Lo stesso pericolo lo si paventa per l'uomo, che mangiando prodotti modificati geneticamente possa assimilare geni diversi. Non sono un esperto ma mi pare strano. L'uomo mangia i pomodori e mangia il pesce, perché dovrebbe essere pericoloso un pomodoro con geni di pesce artico per resistere alle gelate?

Il cibo che mangia l'uomo da un punto di vista scientifico è un insieme di molecole di vario tipo.

Se una modifica genetica non introduce molecole dannose per l'essere umano, dov'è il pericolo?

Non se so se avrete il coraggio di pubblicare la mia lettera, ma da questo si vedrà la serietà e l'apertura mentale di un'associazione come il WWF. È necessario aprire un dibattito su questi temi, parlando con franchezza su dati scientifici validi e non con stantii pregiudizi ideologici, facendosi suggestionare da personaggi che forse conoscono la letteratura, ma che non sanno nulla di scienza.

Sulle biotecnolgie bisogna fare una precisazione, che forse avrei dovuto fare prima. Una cosa sono le manipolazione sull'essere umano tipo clonazioni, trapianti, embrioni surgelati et similia e altra cosa sono le manipolazioni di piante ed animali che al più possono considerarsi una naturale evoluzione di tecniche vecchie di millenni. Il WWF come associazione ambientalista dovrebbe occuparsi principalmente di quest'ultime lasciando perdere altri argomenti che riguardano aspetti dell'essere umano non riconducibili all'ecologia. In Italia purtroppo esiste una cultura ascientifica o addirittura antiscientifica dove personaggi del calibro di Umberto Eco commettono degli errori madornali su argomenti scientifici e guarda caso si schierano su posizioni contrarie alle biotecnologie.

La mia lettera è lunga e forse questo non vi faciliterà il compito di pubblicarla, ma era necessario approfondire alcuni temi. La suddivisione in paragrafi vi dovrebbe aiutare. Potreste pubblicarla a rate facendo sorgere un dibattito sul tema trattato. Il WWF se vorrà continuare a svolgere un compito positivo dovrà per forza di cose trattare questi temi, soprattutto quello delle biotecnologie che giocheranno un ruolo sempre più importante nel prossimo futuro. In America si stanno preparando, l'Europa che fa? Non vorrei che accadesse ciò che successe in Italia nel dopoguerra dove si proibì la brevettabilità dei medicinali col risultato di non aver più un'industria farmaceutica ed ora si è costretti ad importare costosi medicinali dall'estero.

In fondo concedete spazio a Dario Fo, potreste dare spazio a me che un paio di righe sulle biotecnologie per sbaglio le ho lette.

Distinti saluti.

San Vito dei Normanni, il 13/9/1999



Bibliografia:

Per il clima

Per l'inceneritore

Per le biotecnologie





La risposte del Presidente Fulco Pratesi, scritta di suo pugno.



Roma 24/9/1999



Caro Signor Foschi

abbiamo ricevuto la Sua lunga lettera e la stiamo studiando. Naturalmente pubblicarla per intero non sarà possibile ma cercheremo di estrarre il succo per tentare di darle delle risposte credibili.

Grazie comunque per l'attenzione con cui legge il nostro Panda.

Molti cordiali saluti, Suo Fulco Pratesi