La scoperta

Come in genere molti dei ritrovamenti archeologici, anche questo dell'accampamento di Isernia è del tutto casuale. Nel 1978 i lavori stradali per la costruzione della variante esterna della superstrada Napoli-Vasto, intaccarono una spessa coltre di sedimenti in località "La Pineta" nei pressi del rilevato ferroviario Isernia-Roma. Gli operai del cantiere stradale non notarono, o forse non erano in grado di valutare correttamente, i resti ossei ed i reperti in pietra che gli sbancamenti portavano in luce. E' molto probabile che non si sarebbe saputo nulla dell'accampamento di Isernia La Pineta e che, una volta costruiti i muri laterali di sostegno della superstrada, esso si sarebbe per sempre celato all'indagine degli studiosi, se non fosse stato per la curiosità di un appassionato di archeologia. Fu così, infatti, che il signor Alberto Solinas, incuriosito dagli sbancamenti, potè osservare, nel settembre 1978, tra la terra rimossa e lungo le sezioni, la presenza di frammenti ossei e di manufatti in pietra lavorati dall'uomo preistorico. Alberto Solinas, ritornato poi a Verona dove abita, informò tempestivamente del rinvenimento i ricercatori dell'Università di Ferrara. Il dr. B.Sala e Carlo Peretto informarono immediatamente il prof. B. D'Agostino, allora Soprintendente dell'Archeologia del Molise, chiedendo l'autorizzazione per eseguire un saggio di scavo. Fu così possibile intraprendere la prima campagna di scavo che, iniziata nel maggio del 1979, terminò nel luglio dello stesso anno.