RUANDA

SITUAZIONE CHE HA PORTATO AL CONFLITTO


1973: un colpo di stato porta al potere l'ufficiale hutu Juvènal Habyarimana.

1990: il Fronte patriottico ruandese (FPR), una formazione militare composta essenzialmente da tutsi della diaspora, attacca il Ruanda dall'Uganda.

1993: le parti in conflitto concordano un "cessate il fuoco" e firmano un accordo di pace ad Arusha in Tanzania. I francesi si ritirano, dopo la decisione dell'Onu di inviare i Caschi Blu della missione Minuar.

1994: il 6 aprile il presidente Habyarimana viene ucciso in un attentato. Subito dopo comincia il genocidio. Le milizie estremiste hutu e l'esercito uccidono più di 800.000 tutsi e hutu moderati. In giugno la Francia lancia l'operazione Turquoise con il compito di creare una zona sicura nel sud-ovest del paese. Oltre due milioni di hutu fuggono in Zaire e in Tanzania. In luglio l'FPR conquista il potere a Kigali.

1995: in settembre, mentre l'esodo continua, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Ruanda e lo Zaire si accordano sul rimpatrio dei profughi ruandesi.

1996: in estate, nell'est dello Zaire, si intensifica la persecuzione degli abitanti di origine tutsi, provocando un movimento di autodifesa. I campi profughi degli hutu ruandesi sono attaccati ripetutamente. A fine settembre comincia la rivolta nello Zaire. il 18 ottobre nasce l'Alleanza delle forze democratiche per la liberazione del Congo-Zaire (AFDL), guidata da Laurent-Dèsirè Kabila. Da novembre comincia il rientro dei profughi ruandesi.

1997: Il 17 maggio l'AFDL entra nella capitale zairese Kinshasa. È la fine del regime Mobutu. Il paese è ribattezzato Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il 30 giugno l'Onu denuncia i "Crimini contro l'umanità" commessi dall'AFDL contro i profughi ruandesi. In novembre la missione d'inchiesta dell'Onu sui massacri comincia i suoi lavori.

1998: il 16 aprile, dopo essere stata costantemente ostacolata dal governo, la missione d'inchiesta dell'Onu si ritira dall'Republica Democratica del Congo.