SUDAFRICA

STORIA CONTEMPORANEA


In Sudafrica fino a pochi anni fa la situazione era questa: chi decideva erano gli AFRIKAANERS. Tre milioni e ottocento mila Bianchi (afrikaaners) tenevano schiavi diciotto milioni tra negri, meticci e asiatici. Nelle numerose miniere del Sudafrica lavoravano bianchi e negri, solo che i negri scavavano ed i bianchi dirigevano senza sporcarsi un dito. In un mese un minatore bianco prendeva sedici volte il salario che nello stesso mese prendeva un minatore negro, ed i salari erano squilibrati per tutti i lavori, ammesso che i negri potessero farli. Il principio su cui si fondavano i bianchi sudafricani è che chi non è bianco non è un uomo, è un animale inferiore ad esso. Nel 1950 venne approvata una legge in base alla quale i bianchi si arrogavano il diritto di fissare i territori dove abitano i negri. due rubinetti per bere: uno per i bianchi, uno per i negri Così essi vennero spostati in quartieri distanti anche più di venti chilometri da dove lavoravano, e questo avveniva ogni volta che il governo lo voleva. Erano costretti a vivere in luoghi che ricordavano i campi di concentramento. Andavano nelle scuole per negri, dove imparavano l'APARTHEID (separazione): un insieme di leggi imposte dai bianchi che negavano ai negri delle libertà che da noi non sono nemmeno considerate tali, come votare, possedere, bere alcolici, scegliere un lavoro, migliorare la propria posizione sociale, entrare in locali pubblici per bianchi (come scuole, spiagge, cinema...), sposare una donna bianca, vivere nella città dei bianchi. Un negro non poteva essere uomo politico, circolare senza PASSAPORTO e LIBRETTO DI BUONA CONDOTTA (pena carcere, multa o lavori forzati), protestare se veniva arrestato senza mandato di cattura. Tutto ciò, naturalmente, ai bianchi era permesso.
I negri avevano tre possibilità per sopravvivvere:
1- vivere ai margini delle grandi città per lavorare in miniere o fabbriche bianche ed avere miseri salari;
2- vivere come semischiavi nelle fattorie dei baroni boeri (che hanno dagli 8.000 ai 16.000 ettari di terra ciascuno), lavorando sotto le fruste e ottenendo il permesso di allevare una mucca ed un fazzoletto di terra per sopravvivere, senza salario;
3- vivere nelle riserve, le zone meno fertili dello stato, lontane chilometri dai centri industriali.
L'ONU è intervenuto ordinando alle nazioni che lo sostengono di non avere contatti commerciali con il Sudafrica, ma alcune nazioni continuano ad importare oro, uranio, diamanti, ecc., di cui il Sudafrica è un "POZZO SENZA FONDO". E naturalmente chiede poco. Questo regime, dopo il primo passo della costituzione provvisoria del 1993, ha cessato formalmente di esistere con le prime elezioni multirazziali che si sono celebrate nell'aprile 1994, e nelle quali ha vinto il partito dei neri sudafricani, l'African National Congress (ANC). Attualmente il paese sta vivendo una fase di transizione e molto lavoro resta da compiere prima di arrivare a garantire a tutti i cittadini eguali diritti e pari opportunità. La maggioranza nera della popolazione (65%), non più discriminata sul piano politico, lo è ancora su quello socio-economico: tra i neri sono più diffusi analfabetismo, bassi livelli di istruzione, mortalità infantile, breve durata media della vita, disoccupazione e redditi bassi. I rischi maggiori per la riuscita di questo processo provengono dai tentativi secessionisti delle minoranze ultraconservatrici boere e degli zulu. Il leader nero Nelson Mandela, liberato dal nuovo corso dopo 25 anni di carcere, ha guidato il Sudafrica verso la difficile strada della riunificazione sociale.