MEGANOIDI
ZETA RETICOLI
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Forse è il video più popolare girato da Lorenzo e prodotto da Matteo Zingirian. Dopo la trilogia "Meganoidi", "Supereroi" e "King of ska?" e il notevole successo mediatico e live della band, i Meganoidi modificano parte della band e cambiano genere musicale. Il cambio di rotta li porta ad un suono più duro, meno commerciale. Il primo singolo è "For those who lie awake (Let's go)", il video se lo autodirigono, ma non trova il consenso sperato; catalogato come video alternative, viene relegato alla programmazione notturna. Serviva quindi un buon video per dare più visibilità all'album "Outside the loop, stupendo sensation", i ragazzi decidono di rivolgersi nuovamente a Lorenzo. Dopo aver seguito per giorni un'idea da girare tra le macerie di un hotel, Mattia Cominotto, chitarrista e mente "cinematografica" della band, esce con l'idea definitiva: un uomo alla ricerca di una persona entra in una terra sconosciuta e mostrando una foto. Trova tre uomini, il terzo lo porterà a scoprire una sorprendente realtà. La rinascita e la catarsi avviene nel momento del ritrovamento della propria identità. Era necessario ambientare il video in un "luogo-altro", metafora del lungo viaggio vissuto-subito dalla band, travolta dal successo, ma identificata principalmente con gli allegri singoli che appartenevano da tempo al loro passato. Non avendo il budget per girare in Spagna, Matteo trova un'ottima location in Sardegna, in provincia di Oristano. Protagonista del video è Alessandro Bianchi, ex Cavalli Marci, attore abituale di Lorenzo e utilizzato, per una volta, in un ruolo drammatico. La stupenda fotografia è di Paolo Bellan e il montaggio di Larry Wine. Due giorni di ripresa, il primo caratterizzato da una pioggia battente. Lorenzo decide di "rovinare" (in senso buono) le immagini durante la riprese, inserendo la luce di una torcia nel tubo del teleobiettivo. "Zeta reticoli" è un gran pezzo, ma non è mai stato trasmesso in radio. in compenso il video, dopo una partenza a rilento, diventa uno dei più trasmessi da Mtv con una grandissima longevità in playlist. Per certi versi è un clip che ha fatto tendenza.

Anno:    2003
Giorno di ripresa:    22,23-10-2003
Artista:    MEGANOIDI
Formato:    16mm
Budget:    15.5 MILA EURO
Durata:    3'29"
Regia:    LORENZO VIGNOLO
Fotografia:    PAOLO BELLAN
Montaggio:    LARRY WINE
Interpreti:    ALESSANDRO BIANCHI
Ex. producer:    MATTEO ZINGIRIAN
Produzione:    DOLLY BELL per MEGANOIDI/COLORSOUND
Location:    PISCINAS, S.SALVATORE (ORISTANO) - SARDEGNA
Visibilità:    MTV - ALL MUSIC - ROCK TV

IL TRATTAMENTO ORIGINALE
"Ci troviamo in un luogo lontano, la macchina da presa avanza al rallenty attraverso una strada sterrata e viene superata da un macchinone americano anni ’70. Seguiamo la macchina attraverso diverse inquadrature e ci accorgiamo di trovarci in un ambiente desertico, quasi western. L’uomo dentro all’automobile è un ragazzo dall’aria distrutta, la barba è incolta gli occhi stanchi e fissi come di chi ha viaggiato molto. Incrociamo diversi ruderi, la macchina avanza. La fotografia è attraversata da una luce irreale che crea frequenti riflessi all’obbiettivo, talvolta le immagini sono bruciate. Nonostante l’atmosfera desertica i colori dominanti sono freddi e l’azzurro, il grigio e il nero spiccano sugli altri colori. Per tutto il corso della storia, vediamo i Meganoidi suonare il playback. Inizdialmente le immagini su di loro sono molto strette, il teleobiettivo rende gli sfondi sfuocati e ci impedisce di riconoscere l’ambiente in cui i ragazzi suonano. Torniamo alla storia, il ragazzo passa con la macchina e decide di fermarsi in un luogo. Troviamo seduto un uomo dall’aspetto particolare, il protagonista esce dalla macchina e si avvicina a lui. Tira fuori da una tasca una foto e la mostra alla persona seduta. L’inquadratura frontale ci mostra la foto in primo piano, ma un effetto sfuocato-censura ci impedisce di vedere cosa c’è nell’immagine. L’uomo seduto guarda la foto e il protagonista e fa un cenno col capo per dire che non ne sa nulla... La macchina del protagonista riparte, continua il viaggio. Ad un altro bivio si ripete la scena, un altro uomo vedendo la foto (sempre oscurata ai nostri occhi) fa una smorfia ironica e va via. Il nostro protagonista, sempre più stanco e frastornato rientra in macchina e prova un’altro disperato tentativo...Siamo al terzo incontro, il ragazzo prova a chedere ad un altra persona, un uomo è seduto in un ambiente che sembra uscito da un film di Sergio Leone. Il nostro protagonista sempre più malconcio tira fuori l’immagine che ha in tasca... alla visione della foto l’uomo incontrato fissa negli occhi il ragazzo, si guarda intorno e fa cenno di seguirlo. Vediamo il terzo uomo e il protagonista avanzare, davanti a loro un vecchio cimitero dismesso, in piedi pochissime personetra le lapidi di marmo, ci sono anche i due incontrati lungo alla strada. Il protagonista corre verso una tomba e si inginocchia disperato facendo cadere la foto. Finalmente possiamo vederla, ci accorgiamo che l’immagine raffigura proprio il suo volto, la camera si alza da terra e... in questo momento le inquadrature si fanno più larghe, le immagini al rallentatore mostrano nel luogo il playback violento e straziante dei Meganoidi che quasi piegati sui loro strumenti concludono il pezzo in un grido liberatorio."


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