Donne tra realtà e leggenda

Le arpie

Le arpie sono divinità maligne pre-olimpiche rappresentate come donne alate o uccelli con il viso di donna e sono dette anche Cani di Zeus.
I loro nomi sono: Aello, Celeno e Ocipete.
In origine le Arpie agivano durante le tempeste marine rapendo i naufraghi. Poi i Boreadi (figli del vento Borea) le costrinsero a ritirarsi nelle isole Strofadi dove le trovò poi Enea come narra l'Eneide.
La leggenda dice che erano rapititrici di bambini e che si divertivano un mondo ad infastidire il re di Tracia, Fineo, rubandogli il cibo.
Le arpie sono la rappresentazione della morte violenta e prematura, esecutrici del volere degli dei.

"Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e 'nvolti;
non pomi v'eran, ma stecchi con tòsco:
non han sì aspri sterpi né sì folti
quelle fiere selvagge che 'n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.
Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno,
che cacciar de le Strofade i Troiani
con tristo annunzio di futuro danno.
Ali hanno late, e colli e visi umani,
piè con artigli, e pennúto 'l gran ventre;
fanno lamenti in su li alberi strani."
- Inferno, XIII canto, Dante