Che cos'è il Cosplay?

 

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STORIA DEL COSPLAY

Quale cosplayer non si è mai sentito rivolgere quest'annosa domanda? Annosa perché dopo un po' non sai più come spiegare un fenomeno "di nicchia" di questa portata, e perché non sai mai da dove iniziare. "Storicamente", il termine deriva dalla contrazione dell'inglese costume e play, dall'ambiguo significato gioco in costume o recita in costume. In realtà la parola è stata coniata in Giappone, dove suona più o meno KOSUPURE (Pron. Kòsplé, ricordatevi che in Giapponese le U sono in genere mute o appena accennate, e le R e le L si confondono!). Circa dagli anni ottanta in poi, infatti, gruppi sempre più folti di Otaku (appassionati di animazione e manga), hanno iniziato a radunarsi alle fiere del fumetto indossando i costumi dei loro personaggi preferiti. L'usanza, complici i Giochi di Ruolo dal vivo, si è poi diffusa un po' in tutto il mondo, in particolare in USA, Canada, Francia, Italia, Messico, Korea e, con successo più moderato, in Spagna, Portogallo, Germania e Regno Unito. In realtà a tutte le convention del mondo è possibile ormai incontrare almeno un cosplayer, ma il numero di essi varia decisamente da Paese a Paese. Di pari passo con l'indossare il costume (in genere fatto in casa... alcuni cosplayers, soprattutto neofiti o fanatici delle gare se li fanno fabbricare da sarti e fabbri di vario genere, ma che gusto c'è?) vi è l'esibizione, che è però una pratica soprattutto occidentale. In Giappone (e spesso anche in America) la gara (o Cosplay Contest) è rappresentata dalla sfilata o dal tradizionale karaoke della sigla dell'anime in questione; invece nella vecchia Europa soprattutto l'esibizione prende caratteristiche teatrali, spesso con ripresa di scene della serie, parodie, esibizioni di lotta o coreografie.
Ma da cosa si veste un cosplayer? Beh, le "incarnazioni" che può assumere sono spesso tratte da prodotti nipponici, quindi anime, manga, videogiochi o J-Rock, ma il campo non è ristretto al solo Oriente: cosplayers di film stranieri, fumetti nazionali o americani e altri gruppi musicali sono ormai diffusissimi.

Il risultato è che adesso il cosplay è uscito dalla nicchia in cui si era creato, e non può fare a meno di instaurare pubbliche relazioni col mondo babbano (:P scusate la citazione Potteriana), come testimoniano non solo i 2.830.000 risultati che si trovano digitando "cosplay" su Google, ma soprattutto le sempre più frequenti apparizioni di Cosplayers su giornali, televisioni e periodici. Spesso lasciano un po' a desiderare, sono solo articoli frettolosi e che di certo non rispecchiano la mentalità di tutti i cosplayers (non tutti sono felici di essere definiti fenomeni da baraccone), ma che bisogna farci, il freak fa notizia...

COME NOI VEDIAMO IL COSPLAY

Premessa: ogni cosplayer ha un punto di vista differente sul suo hobby. C'è chi lo considera un semplice passatempo, chi ci lavora giorno e notte, chi ne fa una cosa serissima e chi invece lo pratica ogni tanto. Noi cerchiamo di avere una visione obbiettivamente "equilibrata": il cosplay per noi è un modo per divertirsi e soprattutto passare del tempo insieme. Spesso ci hanno etichettati come supponenti e un po' sulle nostre... in realtà è perché, proveniendo da diverse parti d'Italia, le fiere sono quasi le uniche occasioni (a parte le vacanze) che abbiamo per vederci. Il nostro gruppo è molto unito, forse perché, parliamoci chiaro, nel mondo delle polpette (=gente "normale"), come tutti gli otaku siamo sempre stati un po' degli outsiders. Lo spirito di aggregazione che ci ha cementificati insieme nel cosplay è ovviamente scaturito dalla scoperta di persone simpatiche con gli stessi nostri sogni, magari gusti diversi, ma soprattutto con gli stessi timori. E quindi fa bene ogni tanto discuterne, e soprattutto affrontare quei lati della propria personalità che normalmente si nascondono, o non ci piacciono, cosa che viene facile col cosplay. Travestendoci da personaggi in cui ci riconosciamo (o, al contrario, troviamo affascinanti ma non ci identifichiamo in loro) non facciamo che ironizzare su noi stessi, senza mai prenderci troppo sul serio, oppure esaltare quelle qualità che troviamo o proprio non riusciamo a trovare in noi stessi. Se poi nel fare questo si è anche apprezzati... beh, diciamo che l'autostima ci guadagna^_^! Insomma, il cosplay è una cosa seria solo se... non preso sul serio :P Cavolo, siamo così contorti.......