WHEN ANGELS SINGS

WHEN ANGELS SINGS - CAPITOLO 10

 

WHERE IS THE LOVE?
 


<<Non è giusto>> Anya teneva lo sguardo basso <<non è giusto che tanta gente soffra quando tutto questo si potrebbe evitare>>
<<Non si può evitare tutto questo...>>
Sheila fu interrotta dal canto di Anya:
<<People killin', people dyin', children hurt and you hear them cryin', can you practice what you preach, and would you turn the other cheek, father, father, father help us, send us some guidance from above, 'cause people got me, got me questionin' "Where is the love".....Where is the love, the love, the love>>
Anya fissava la ragazza.
<<Sheila, prima eri così dolce, contro ogni tipo di conflitto, ed ora invece...chiarisci le cose con Ethan e poni fine a questa guerra>>
Lei si passò la mano fra i capelli. Evidentemente aveva ceduto.
<<Va bene, Anya, vedrò cosa posso fare>>
<<Grazie, Sheila>> Anya uscì e si chiuse la porta alle spalle <<finalmente tutto ricomincerà>>

<<E così, Lupa, hai avuto il coraggio di varcare la Porta dell'Alto>>
<<Smettila di prendermi in giro, Lucia>>
<<Beh>> Liv stava svuotando l'armadietto <<speriamo almeno che sia servito a qualcosa>>
<<Attenzione a tutto il corpo della Paradise Company. Attenzione. Sono lieta di annunciare che la guerra contro la Red Flag Association è terminata. Ripeto, la guerra contro la red Flag Association è terminata...>>
Mentre tutte le persone presenti nell'edificio facevano commenti più che entusiasti, Lucia e Liv si complimentavano con una certa persona.
<<E brava la nostra Anya. vedi che ce l'hai fatta?>>
<<...Attenzione, Liv è desiderata dall'alto, ripeto, Liv è desiderata dall'alto...>>
<<Dall'alto?>> Lucia guardò il soffitto.
<<Ma cosa vorranno ancora?>> Liv si avviò.
<<Che sarà successo?>> chiese Anya allarmata.
Lucia si limitò a scuotere il capo.

<<Eccomi; anche quando sono fuori mi rompete le scatole?>>
<<Non lamentarti, mi servi>>
<<Sheila, a te servono sempre tutti>>
<<In questo momento, Liv, mi servi tu. Devo riuscire ad incontrare Ethan. Sei l'unica che può farcela >>
<<Oh santo cielo! Adesso lo devi incontrare?>>
<<Smettila! Devi andare RFA e dirgli di venire lunedì prossimo a Roma, la mattina alle 10 al colosseo>>
<<Non dimentichi? Il Maggiordomo, o meglio Mister Tutore del Capo, mi ha buttato fuori. Non posso fare più niente con lui in giro, anche volendo>>
<<E' per questo che te lo chiedo quando lui è a New York. Ti prego, Liv, potresti anche rivedere Kei>>
Liv spalancò gli occhi, poi chinò il capo.
<<Incontrare Kei è l'ultima cosa che vorrei in questo momento>> alzò lo sguardo <<ma lo farò lo stesso. Sai quanto desidero la fine di questa guerra>>
<<Grazie, Liv>>
<<Grazie a te Sheila>>

<<Ma che gentile Sheila a darci una settimana di ferie...>>
<<...peccato che dobbiamo sprecare due giorni qua!>>
Lucia e Anya riuscirono finalmente a salire sul tetto.
<<Basta parlare. Non mi servono le vostre chiacchere per entrare nell'ufficio di Ethan. Forza fatemi scendere>>
Liv si circondò la vita una corda e arrivò fino alla finestra della stanza-obiettivo.
<<Potete lasciarmi>>
Ed infatti la lasciarono.
Liv si affacciò.
<<Accidenti, i gorilla>> disse scorgendo dietro una grossa poltrona due bestioni vestiti da pinguini <<uhf, mi toccherà aspettare>>

<<Capito? Andate subito a chiamarlo!>>
<<Sì signore!>>
<<Ah, che branco di incapaci>>
Si girò ed andò ad aprire la finestra.
"Ah, troppo facile" pensando questo, entrò senza non troppi problemi.
Ethan si voltò di scatto.
<<Chi sei tu?>>
Liv rimase a bocca aperta, ma lui non poteva vederla perché indossava una sciarpa nera che le arivava fino a sopra il naso.
<<Accidenti, ecco perché Sheila ti va dietro: non sei per niente male!>>
<<Oh, grazie...ma tu chi sei?>> ripeté.
<<Sono una sua amica>> Liv si sedette sulla scrivania.
<<Sei una della PC!>>
<<No, non faccio parte di quella organizzazione. Io lavoro per conto mio>>
La porta si aprì. Liv spalancò gli occhi verdi, coperti dagli occhiali da sole.
<<Kei...>> Ethan si avvicinò al nuovo arrivato.
<<Ti sei preso la scorta, eh? Ci credo che ti ha lasciato, ripete sempre che sei uno senza spina dorsale...>> Liv fece finta di non udire il grigno del ragazzo <<ma a quanto pare ha cambiato idea, visto che ti vuole incontrare>>
<<Vuole incontrare me? E dove? Quando?>>
<<Ehi, calma, calma...Ti vuole vedere lunedì prossimo, a Roma, al colosseo alle 10 di mattina. Te lo ricordi, o te lo devi scrivere?>>
<<No, no me lo ricordo>> disse Ethan con il viso illuminato.
<<Mhm, quanto a te, Kei Hiwatari...>> guardò il ragazzo negli occhi, facendo uno sforzo enorme <<sei tu quello che cerca Liv delle Crazy Angels, vero?>>
<<E allora?>>
<<L'hanno buttata fuori dalla Paradise>>
<<Che cosa? E perché?>>
<<Io non lo so, ma puoi sempre chiederlo a lei. hai intenzione di trovarla?>>
<<Questi non sono affari tuoi>>
<<Ma guarda te, rispondiamo persino allo stesso modo!>>
Kei spalancò gli occhi.
<<Ciao>> Liv saltò dalla finestra, tirò una cordicelle e due ali di plastica uscirono dallo zaino che portava sulla schiena.
Kei si affacciò.
<<Non può essere...>>

Liv stava tagliando un pezzo di torta, ma la sua mente era altrove.
Kei...aveva rivisto Kei. Quanto era cresciuto. Era...era...
<<..così bello>> sussurò.
<<Liv, che stai facendo? Stai tagliando tutta la torta!>>
La ragazza guardò il dolce. Doveva tagliarne due di fette... ne aveva fatte dieci!
<<Oh scusa, ero sovrappensiero>>
<<Ho visto>> disse Lucia, prendendo due fette e posandole sul vassoio <<pensavi di nuovo a Kei?>>
<<Sì>> rispose con tono rassegnato.
<<Oh, avanti, non fare così, vedrai...>>
<<Ehi ragazze!>> Anya le raggiunse con una busta in mano <<guardate! E' della Paradise>>
Lucia aprì con foga la busta.
<<Si comunica alle Crazy Angels e alla Lupa...>>
Liv continuò: << ...che tra due anni esse dovranno essere presenti alla festa parigina per la controfirma del trattato di pace con la RFA!>>
Saltarono dalla gioia.
<<Ce l'abbiamo fatta!>>
<<Finalmete tutto finirà>>
<<E qualcosa di nuovo e migliore comincerà!>>
 

CAPITOLO 11