WHEN ANGELS SINGS

WHEN ANGELS SINGS - CAPITOLO 8

 

WELCOME TO MY TRUTH

 

Il sole splendeva in cielo. Il fresco vento d'aprile scuoteva le foglie degli alberi. Nel bel mezzo di un parco, un edificio dal colore dorato con le finestre aperte, ed un bancone.

Vari tavolini rotondi a tre gambe circondati da sedie erano occupati da ragazzi e ragazze che chiaccheravano allegramente.

<<Guarda, è la nuova pasticceria, "Nuvole di Panna">> disse una ragazza con la divisa scolastica all'amica.

<<Sì è vero! Dai, andiamo, ho sentito che la loro torta di mele è squisita>>

<<Idem per la loro mousse di cioccolato!>>

Corsero ad occupare un tavolino.

<<Salve e benvenute, desiderate qualcosa da bere?>>

Una ragazza con gli occhi chiari, i capelli castani lisci fino alle spalle raccolti in due trecce basse e un vassoio in mano sorrideva alle nuove arrivate.

<<Dunque, per me una spremuta d'arancia...>>

<<...e per me una limonata>>

<<Arrivano subito!>> la cameriera si allontanò.

<<Com'è carino qui!>>

<<Sì, hai ragione. Sai che cosa mi ha detto Ishiko?>>

<<No, cosa?>>

<<Il venerdì sera qui è la serata riservata ai single: il giro dei tavolini. Ogni 5 minuti puoi conoscre un ragazzo diverso, e se magari trovi quello giusto, puoi farti lasciare il numero di telefono. E se riescono a formarsi tre coppie in una sola serata, il sabato sera, il turno delle coppie, potranno mangiare gratis!>>

<<Wow>>

Dopo varie soste davanti altri tavolini, la cameriera ritornò con due bicchieri colmi.

<<Ecco a voi, scusatemi per l'attesa>>

<<Oh, figurtati. Senti, vorremmo avere qualche informazione sul giro dei tavolini del venerdì sera>>

<<Ah, certo. Beh, dalle 6 del pomeriggio fino alle 10 si fanno questi scambi. Di solito si forma una coppia sola...>>

<<Ma perché si devono formare proprio tre coppie per ricevere il premio?>>

<<Oh, quello...beh, diciamo che è una lunga storia. Comunque siete interessate alla cosa?>>

<<Oh, sì>> risposero entusiaste le due.

<<Ok, provvederemo. Intanto, cosa volete mangiare?>>

<<Io una fetta di torta di mele e lei una mousse al cioccolato>>

La cameriera raggiunse il bancone. Si rivolse ad una ragazza della sua stessa età, con i capelli rossi fin sopra le spalle e gli occhi verdi e vivaci.

<<Una AP e una Cioccomuosse>>

<<Agli ordini>>

<<Senti, quelle due sono interessate al giro>> la cameriera indicò le nuove clienti.

<<Oh, ho capito, non ti preoccupare: le servo io>>

Le due ragazze videro la barista venire con due delizie sul vassoio.

<<Eccovi servite!>>

<<Oh, che spettacolo!>> le due ragazze guardarono con l'acquolina in bocca i due dolci.

<<Mi è stato detto che vi interessa il giro dei tavolini del venerdì sera>>

<<Sì>>

<<Se vi interessa ci sono dei ragazzi che vi piacciono, no?>>

Le ragazze arrossirono.

<<Ma dai, non fate le timide: immaginate che io sia Cupido>>

Le ragazze esitarono ma poi, dopo aver ingoiato un pezzo di torta di mele, una di loro rispose:

<<Sono quei due al tavolo 13>>

La barista si voltò alla ricerca dei due ragazzi.

<<Oh quelli. Ascoltate, ora non dovete più preoccuparvi fino a venerdì. Ci penso io a combinare tutto. Ecco gli inviti>>

Diede loro due biglietti.

<<Grazie tante>>

<<Di niente>> la barista si avvicinò al tavolo n. 13.

<<Ehi ragazzi, che si dice?>>

<<Eh, che vuoi che si dica: le ragazze ci danno continuamente il tormento!>>

<<Oh, non per molto>> posò sul loro tavolo gli inviti.

I ragazzi parvero perplessi.

<<Non ci hai mai invitato al giro!>>

<<Solo perché prima non c'erano le ragazze giuste per voi, ma adesso...>> si voltò verso le due ragazze, e poi ritornò a guardare il due davati a sé <<...penso proprio di avervele trovate!>>

<<E come mai sei così sicura che ci piaceranno?>>

<<Oh, semplicemente perché hanno ordinato...>>

<<...una mousse al cioccolato e una fetta di torta di mele per i ragazzi>> era arrivata la cameriera.

<<...questi due dolci>> terminò la barista.

<<Oh, beh, a questo punto, credo proprio che ci piaceranno!>> disse uno rivolto all'altro.

<<Beh, se qua siete a posto, noi andiamo>> le due ragazze si allontanarono.

<<Grazie Anya, grazie Lucia, se non ci foste voi!>> ringraziò un ragazzo.

Le due si voltarono indietro sorridendo, per poi dirigersi al bancone.

 

<<Ah, finalmente l'ora di chiusura!>> Anya era seduta a uno dei tavolini, la testa appoggiata alle braccia incrociate.

<<Sì, meno male che oggi si chiude al tramonto, non ne potevo più. Non riesco a capire perché sempre di martedì abbiamo il pienone>>

Lucia si era praticamente scolata una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo.

<<Non sarebbe ora di andare a cercare Liv?>>

<<Ma sì, va. Andiamo a cercare la nostra Liv>>

Si avviarono verso la parte più "remota" del parco, e videro una ragazza dai boccoli neri, gli occhi verdi e profondi, la pelle pallida, che fissava il sole calar per l'ennesima volta.

E cantò lo stesso motivo che cantava ogni sera davanti a quello spettacolo:

<<Sentimental days in a misty, cluoded haze of a memory that now feels untrue,I used to feel disguised,now I leave the mask behind, paintig pictures that aren't so blue..the pages I've turned are the lessons I learned...Somebody bring up the lights, I want you to see, my life turned around, but I still living my dreams, and through it all, I hit about a million walls, welcome to my truth, I still love, welcome to my truth, I still love...Tangled in a web, with a pain hard to forget, that was a time that I've now put to rest......So, somebody bring up the lights, I want you to see, ohohoh, you turned around, but I still living my dreams, and through it all, I hit about a million walls, so welcome to my truth, I still love, ehiehh, oh, somebody bring up the lights, I want you to see, ohh, my life turned around, but I still living my dreams...ohoh, I still, I still love...Oh, I still, I still love>> 

Anya e Lucia si avvicinarono all'amica.

<<Ehi, tutto bene?>> chiese una delle due.

<<Si, grazie. Mi dispiace di avervi mollato gli ultimi cinque minuti>>

<<Oh, tanto ormai ci siamo abituate al pienone>> Lucia si stirò.

<<Ma adesso devi venire con noi>> Anya le afferrò la mano <<abbiamo una sorpresa per te>>

Liv si fece condurre all'interno di quella che da tempo era la loro casa.

Entrò in una stanza e vide di fronte a lei una stupenda torta di compleanno, su cui vi era disegnato con il cioccolato un angelo. Diciotto candeline accese illuminavano la stanza.

<<Tanti auguri di buon compleanno, Liv>>

Liv rimase commossa da quel gesto. La torta e le candeline...era la prima volta che festeggiava il proprio compleanno così da quando suo fratello era morto.

Si voltò verso le sue amiche con le lacrime agli occhi, ma sorridente.

<<Grazie, ragazze>>

Tutte e tre si abbracciarono.

<<Scherzi, è il tuo diciottesimo compleanno, ci mancherebbe>> Lucia la guardò con gratitudine.

Quando i loro fratelli erano morti, tra le due lei era quella più fragile. E Liv l'aveva aiutata tantissimo, consolandola e aiutandola a diventare un agente della Paradise Company.

Ma le sorprese non terminavano lì.

Anya, da dietro la schiena, pose davanti all'amica un pacchetto.

Liv lo scartò lentamente, lo aprì e vide: un album di fotografie...pieno.

Dentro vi erano un sacco di foto con solo tre protagoniste: lei, Lucia e Anya.

Strinse il raccoglitore al petto.

<<Grazie tante>>

Le due sorrisero. Da quando erano sfuggite all'Uomo, a Dionigi e Esteban, il loro angelo era cambiato.

Sorrideva, era disponibilissima, apprezzava tutto ciò che le offriva il mondo e la gente...Era una nuova Liv, quella vera, che era riuscita ad uscire dal guscio e a mostrarsi in tutto il suo splendore di angelo. Perché lei adesso era veramente un angelo, in tutto e per tutto.

L'ingresso principale venne sfondato, e un uomo, con al seguito degli agenti, si parò davanti a Liv, che aveva poggiato il suo regalo sul tavolo vicino alla torta.

<<Liv, per ordine ricevuto dall'alto, ti dichiariamo in arresto>>

La ragazza nominata si fece mettere le manette senza fiatare: invece Lucia stette tutt'altro che zitta:

<<Ma, che vuol dire, Kisley, perché la dovete portare via?>>

<<Non sono affari tuoi, Lucia>>

Liv si rivolse a quest'ultima.

<<Troverai tutte le risposte nel primo cassetto del comò>> sorrise <<Anya, Lucia, fidatevi di me, andrà tutto bene>>

In un attimo, la stanza fu svuotata, e Anya e Lucia rimasero impalate per qualche secondo.

Poi la rossa cominciò a cercare nel posto indicato e trovò una busta. L'aprì e ne tirò fuori una lettera.

Anya si avvicinò, e allora cominciò a leggere:

<<Care Anya e Lucia,

se state leggendo questo messaggio, mi hanno preso. Il motivo per cui questo è successo é:

Ho sabotato il computer della Paradise e ho cancellato tutti i dati e gli ordini di sorveglianza riguardo Kei, Takao e Yuri. Non daranno loro più alcun fastidio. Ma forse a voi sì, perciò contattate Ludovica, affinché dal processo esca fuori solo la mia espulsione. Se vi state chiedendo perché l'ho fatto ( e ve lo state chiedendo, perché ormai vi conosco troppo bene), beh, l'ho fatto per voi, e anche per me, poiché sono più che sicura che nessuno di noi tre vuole che accada loro qualcosa di male.

Ricordatevi sempre che vi ho voluto, vi voglio ancora e vi vorrò sempre un bene dell'anima. Siete state le migliori amiche che io abbia mai avuto. Sò che state piangendo, ma vi assicuro che farò di tutto per tornare da voi. Con affetto

                                                                                                                                 la vostra Liv>>  

 

 

CAPITOLO 9