atta

I segreti delle formiche tagliafoglie

Atta major

Soldato ed operaie minori di ATTA cephalotes- (Foto © A. Giovenco, per gentile concessione dell'autore)

INTRODUZIONE: L'orto di Von Hagen

Il celebre archeologo tedesco Wolfgang Von Hagen, mentre cercava di svelare i segreti delle civiltà precolombiane nelle foreste dell'America Centrale, ci racconta che stanco di cibi conservati aveva tentato di crearsi un piccolo orto.....

......I miei servitori, bruni uomini Miskito dai capelli attorcigliati,si lamentavono per tutto questo lavoro. Era inutile, disse un anziano sdentato, piantare alcunché ad eccezione di banane e manioca, perché sicuramente le Wiwis avrebbero tagliato via tutte le foglie. Gli indiani Miskito si lancerebbero senza il minimo incoraggiamento in racconti sulle devastazioni delle Wiwi laka, ma , non influenzato dalle illustrazioni come Pangloss, io potei soltanto rilevare che tutto questo stava bene ma che desideravo coltivare il mio giardino. in due settimane le carote , i cavoli, le rape stavano crescendo rigogliose; le carote avevano spiegato le loro punte felciformi, i cavoli crescevano come per magia. Dalla nostra piccola abitazione coperta di palme mia moglie e io gettevamo occhiate ammirate al nostro giardino- giungla. La nostra fantasia evocava piatti di verdure fumanti per sostituire quelle disidratate e le inevitabili fave e jucca. Anche l'anziano sdentato Miskito ci passò vicino e ammise che l'energia dell'uomo bianco aveva avuto ragione della letargia dell'indiano. Poi la catastrofe ci cadde addosso . Ci svegliammo una mattina e trovammo il nostro orto spogliato: ogni foglia di cavolo era smantellata e l'unica cosa sopra il terreno era lo stelo nudo. Delle carote nessuna traccia . Al centro del giardino, sollevato di circa 30cm. , vi era un picco conico di terra e intorno ad esso si trovavano pezzetti di terra da poco scavata. In un foro del monticello alcune formiche , a passetti affrettati , stavano trasportando frammenti dei nostri cavoli, cime di carote, le fave.... In effetti l'intero nostro giardino stava precipitando in quel buco. Potei scorgere la faccia sogghignante dello sdentato indiano miskito.... LE WIWIS ERANO VENUTE...

(Tratto da "Le società degli insetti" di E. O. Wilson - EINAUDI -)

L'aneddoto sopra riportato rende perfettamente l'effetto che hanno le formiche tagliafoglie del genere Atta, soprattutto Atta sexdens e Atta cephalotes sugli agricoltori centro- sudamericani. Un nido di Atta consuma oggigiorno una massa di foglie pari a quella consumata da un bovino adulto. I loro nidi che possono raggiungere 8 metri di profondità rovinano i terreni e possono trasformarsi in trappole per le mucche che rischiano di sprofondarci dentro. I danni alle coltivazioni sono ingenti ed i mezzi di lotta non sempre riescono ad eliminare le formiche. I nidi sono enormi e profondissimi anche 8 metri e contengono al centro una stanza vuota in cui un uomo potrebbe stare in piedi, possono contenere 2000 camere ed avere più di 1000 uscite. Si stima che in 3 anni possano consumare 5892 chili di foglie(Autouri, 1941). Un nido di Atta sexdens può contenere più di 8 milioni di formiche! Ma cosa se ne fanno le formiche di tutte quelle foglie ? Le mangiano?, ne tappezzano il nido ? Niente di tutto questo! Il mondo scientifico rimase meravigliato quando alla fine del secolo XIX si scoprì la verità: Le Atta raccolgono le foglie per costruire delle lettiere in cui coltivano dei funghi!

ATTA

(Foto © Aurèlien Giovenco, per gentile concessione dell'autore)

Le formiche coltivatrici di funghi

Le foglie raccolte vengono masticate e con esse le formiche costruiscono dei veri e propri giardini sotterranei dove poi seminano, mediante secrezioni di materiale fecale, le spore di particolari funghi di cui esse sono ghiotte. Le ife del fungo si sviluppano rapidamente e formano delle parti rigonfie dette "gongilidi" sono queste che le formiche ATTA mangiano e danno da mangiare alle larve. Se nascono funghi di specie diverse le ATTA, da buone contadine, li strappano come fossereo erbacce.

ACROMYRMEX

Acromyrmex è un altro genere di formiche tagliafoglie, però un po' più primitivo rispetto alle Atta

Acromyrmex

Acromyrmex © Ezio Sgrò

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Ma page sur les fourmis Le più belle foto delle formiche Atta sul Web!


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