Gai Saber
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REVIEWS (from press and radio):

"The occitan group Gai Saber is the best new group in Occitània". Jacme - OCCITANIA.ORG (France)

"A solid sense of electronic wizardy and most importantly, a lot of attitude." CDRoots (USA)

"An Italian band called Gai Saber plays modern music in Occitan to draw more young people to the language." Daniel Gordon - Radio BBC Europe (UK)

"Gai Saber's CD is a great album. What a discovery. An almost perfect blend of raw occitan trad, sophisticated electro and some shameless pop ingredients. Surely one of my favourites this year". Christian Rath - RADIO DREYECKLAND (Germany)

"There, under the autumn sky and with fall leaves blowing across the road, Gai Saber's music merged with a landscape in motion. If you are fond of pagan music for non-purists, Electroch'oc is as restless and challenging a release as you are likely to come across this year". Lee Blackstone - ROOTSWORLD (USA)

"Gai Saber mixes this heritage with exceptionally contrasting contemporary styles such as trip hop, drum'n'bass and jungle. A hotchpotch of different feels: an interesting attempt". Michael Hingston - FOLKROOTS (UK)

"Gai Saber makes a peculiar musical and cultural operation that finds its departure point in the Occitan dances and the troubadours' words and combines these elements with today's influences like hip-hop, dub, drum 'n' bass, jungle. The result is an intriguing mix of modern and ancient; sampled electronic rhythms and synthetic sounds mix with the nostalgic timbre of the hurdy gurdy, the melodeon, harp ad Provencal flutes...". waysidemusic.com (USA)

"...l'ensemble intrigue dans sette recherche très personelle qui mérite assurément que vous la découvriez" Le Canard Folk

"Une énergie incomparable sur scène preuve de la ferveur musicale italienne et résultat d'un univers musical proche du ska et parsemé de rythmes jungle et trip-hop." LE JOURNAL ESTIVADA (France)

"Les trublions de Gai Saber gardent les oreilles grandes ouvertes et jettent un regard sans frontières sur l'Occitanie". OC-TV.net (France)

"Le groupe fête cette année ses dix ans avec un album résolument moderne et innovant. A Rodez, Maurice et ses amis italiens, ont trouvé à qui parler...en occitan. Environ 3000 spectateurs...." Catherine Rocher - MIDI LIBRE (France)

Partiendo de los ritmos tradicionales de la música de Occitania, en aquellos valles piamonteses donde aún subsiste la antigua lengua de Oc, la que usaban los trovadores del siglo XIV para contar sus historias, este septeto recupera buena parte de ese legado y lo combina con los ritmos de hoy. Zanfonas, gaitas, acordeones y arpas contra ritmos sampleados y sonidos sintéticos. El resultado es llamativo, nostálgico y aleccionador, y dotado de una profunda sensibilidad a la búsqueda de nuevos timbres sin que ello signifique desvirtuar lo antiguo sino simplemente adaptarlo al pensamiento actual. Suma a esto fluidez expresiva y energía en la ejecución y tendrás uno de los mejores discos de nuevo folk de este año.
Rafa DORADO - MARGEN Audio Magazine #26 (España)
 
"Sempre intriganti e talvolta straordinari gli esiti. Non mi vengono in mente altri in Italia (e pure cercando altrove pochissimi sono i nomi citabili) che abbiano con altrettanto ardire e successo tentato una così profonda compenetrazione tra folk ed elettronica". Eddy Cilia - MUCCHIO SELVAGGIO (Italy)

"Su questo canto suggestivo in lingua d'òc, in sostanza su tutto ciò che è memoria, che è passato, s'inseriscono atmosfere jungle, ritmi campionati, in sintesi tutto ciò che è strada di oggi, sguardo sul futuro, vita del presente". Massimo Cotto - Radio RAI 1 (Italy)

"Un progetto di ricerca che mantiene ben saldo il legame con la lingua e la musica dell'Occitania d'Italia, ma vede anche lontano e guarda avanti." Arturo Stalteri - Radio RAI 2 (Italy)

"Electroch'òc, un disco necessario da approfondire e gustare in ogni sfumatura". Guido Festinese - WORLD MUSIC MAGAZINE (Italy)

"Ogni sfumatura, ogni passaggio, ogni ritmo è meditato e non casuale... un lavoro di alta classe ed è subito stella". Loris Bohm - TRADITIONAL ARRANGED (Italy)

"I Gai Saber non nascondono l'ambizione di far diventare la lingua d'Oc l'idioma ideale della Contaminazione post-world music". Andrea Dani - ROCKERILLA (Italy)

"Gai Saber, gruppo di prima grandezza della cultura occitana". Guido Festinese - WORLD MUSIC MAGAZINE (Italy)

"Un disco che, appena terminato, ti impone di premere il tasto "repeat" del lettore. Continuo ad ascoltarlo e devo ammettere che ogni sfumatura, ogni passaggio, ogni ritmo è meditato e non casuale". Loris Böhm - TRADITIONAL ARRANGED (Italy)

"Riuscito innesto ricco di freschi sapori, abili intuizioni, armoniche soluzioni tra caratteristiche tanto lontane lo vantano i Gai Saber, titolari di un interessante disco dal giocoso titolo "Electroch´òc". Alessandro Rosa - LA STAMPA (Italy)

"Strumenti acustici, elettrici ed elettronici si intrecciano con le voci e costituiscono un tappeto sonoro che non è un semplice recupero della tradizione occitanica, e nemmeno qualcosa di moderno: è altro, è un impasto irripetibile". Gian Luca Barbieri - LA CRONACA DI CREMONA (italy)

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Eddy Cilia - MUCCHIO SELVAGGIO

Una brutta, brutta copertina, con l'unico pregio di fare chiarezza: è questo un cd in cui l'elettronica ha un peso determinante. E così ho detto quanto avevo da dire di negativo sul terzo album, a tre anni da "Esprit de frontiera" (buon segno quando la gente si prende il suo tempo per fare i dischi) dei piemontesi - meglio: occitani - Gai Saber. Posso per il resto solo lodare un lavoro che segna enormi passi in avanti rispetto ai predecessori e a cui questo inserto (n.b "Fuori dal Mucchio") va stretto. Quanto l'album prima faceva intravvedere, un aggiornamento della secolare tradizione dei "trobadors", in "Electroch'òc" si compie e più che di contaminazione è di autentica fusione che si può parlare. Sempre intriganti e talvolta straordinari gli esiti. Ad esempio in "Quan lo rossinhols escria", testo di anonimo del XII secolo su una base quale avrebbero potuto realizzare dei Moving Hearts intrigati dal trip-hop. Ad esempio in "Sentiment embrolhat", che sistema una ritmica drum'n'bass sotto una melodia altamente evocativa. Ad esempio nel solenne, marziale girotondo di "Quora sarei já luenh". Ove "Joinessa mai que mai" azzarda persino slarghi dub che lo rendono l'episodio, se non più riuscito, certo più coraggioso. Non mi vengono in mente altri in Italia (e pure cercando altrove pochissimi sono i nomi citabili) che abbiano con altrettanto ardire e successo tentato una così profonda compenetrazione tra folk ed elettronica.

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Alessandro Rosa - LA STAMPA

DAL SENEGAL A CUNEO È SEMPRE MUSICA ETNO
(Youssoun N'Dour, Sally Nyolo [Zap Mama], Cesaria Evora, Gai Saber)
[...] Dopo tanti sentieri d´Africa prendiamo la rotta di casa e sulle montagne del cuneese s´incontrano le originalità della musica occitana, l´eredità di antichi "trobadors" di lingua d´oc. Una cultura che è rifiorita negli ultimi anni e oggi c´è chi ha pensato di sposarla con le atmosfere jungle, vestirla di ritmi campionati da discoteca. Riuscito innesto ricco di freschi sapori, abili intuizioni, armoniche soluzioni tra caratteristiche tanto lontane lo vantano i Gai Saber, titolari di un interessante disco dal giocoso titolo "Electroch´òc" (Bagarre Records, 1 Cd). Dieci episodi in cui personaggi del passato e le loro gesta si prestano a popolare quadretti sonori dove strumenti acustici ed elettronica si mimetizzano nelle assonanze dando nuova, interessante linfa alla ricerca musicale popolare.

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Loris Böhm - Traditional Arranged

[...] a tutti gli effetti risultano il gruppo più rappresentativo a livello europeo per la musica occitana italiana. Numerose le composizioni e le musiche a loro firma, e sono proprio queste ad essere le più convincenti del disco, segno che la strada da loro intrapresa è quella giusta. Non saprei citare un brano che si evidenzia rispetto ad altri; come al solito ogni pezzo ha un suo messaggio e qualcosa che lo contraddistingue, ma anche i classici "La dançarem pus" e "Diga, Joaneta" sono talmente stravolti che si fatica a riconoscere la matrice originaria. Un disco che, appena terminato, ti impone di premere il tasto "repeat" del lettore... tanta è la voglia di assaporare ogni sfumatura sfuggita al precedente ascolto, quale giudizio finale potrebbe mai ricevere?? Onestamente, di tutte le produzioni discografiche che mi arrivano settimanalmente, devo confessare che ben poche mi inducono a schiacciare quel fatidico tasto. Un lavoro fatto con amore e con tanto sudore, un rispetto, oltre che per la tradizione occitana d'origine, anche dell'ascoltatore: continuo ad ascoltarlo e devo ammettere che ogni sfumatura, ogni passaggio, ogni ritmo è meditato e non casuale... un lavoro di alta classe ed è subito stella.

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Massimo Pasquini - MUSICA! (recensione pre-realised cd)

GAI SABER, BRIVIDI DI AUTENTICO PIACERE
I trovatori occitani, in procinto di licenziare il loro prossimo cd, ci hanno inviato in assaggio un paio di pezzi. Rispetto ai brani pubblicati in precedenza, i musicisti piemontesi accentuano la svolta stilistica a favore dell'elettronica. Il risultato sembra entusiasmante; l'innesto della ricchissima tradizione orale, delle sonorità strumentali e del canto in lingua d'Oc sui ritmi campionati e le atmosfere jungle produce all'ascolto brividi di autentico piacere.

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Andrea Dani - ROCKERILLA

[...] "Elettroch'Oc" è il racconto di un suono che abbandona l'ispirazione popolare di base, che pure permane nell'appartenenza di ogni ritmo ai canoni ritmici della tradizione, per intraprendere le strade della contemporaneità dell'espressione elettronica, osando accostamenti insoliti tra strumenti millenari e dancefloor figli di campionamenti della generazione britannica di fine secolo XX. [..] i Gai Saber non nascondono l'ambizione di far diventare la lingua d'Oc l'idioma ideale della Contaminazione post-world music.

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Massimo Cotto - Hobo - Radio RAI 1

"...su questo canto suggestivo in lingua d'òc, in sostanza su tutto ciò che è memoria, che è passato, s'inseriscono atmosfere jungle, ritmi campionati, in sintesi tutto ciò che è strada di oggi, sguardo sul futuro, vita del presente".

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Arturo Stalteri - Fuorigiri - Radio RAI 2

"...un progetto di ricerca che mantiene ben saldo il legame con la lingua e la musica dell'Occitania d'Italia, ma vede anche lontano e guarda avanti.

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Daniel Gordon - Radio BBC Europe ("World Today")

An Italian band called Gai Saber plays modern music in Occitan to draw more young people to the language.

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Benedetto Delle Piane - ROCKIT.IT - (Disco segnalato "PRIMA SCELTA")

Sempre, o quasi, le intersezioni tra generi differenti mi lasciano perplesso in prima battuta, in particolar modo se sembrano studiate a tavolino. E sulle prime ammetto che l'idea di un'intersezione di elettronica con la tradizione occitana mi era sembrata cosa creata ad hoc per attirare l'attenzione del pubblico su di un'ennesima ricerca sonora fine a se stessa. Eppure, sin dal primo ascolto l' impressione si è rivelata decisamente sbagliata. Il doppio piano su cui si intrecciano elementi a prima vista totalmente discordanti - ossia una strumentazione rigorosamente tradizionale (ghironda, darabuka, cornamusa) che si fonde con suoni digitali, così come una rielaborazione di testi e musiche tradizionali (andando a ripescare fino al XII secolo!) che si amalgama alla perfezione con i brani originali - conferisce forza ed intuitività al disco. L'alternanza di diversi cantanti (voci sia femminili che maschili) da un'ulteriore tocco di varietà ad un disco che davvero riesce a stupire pressoché ad ogni traccia, senza mai indulgere in cliché di autocompiacimento, siano essi di genere elettronico o di genere popolare. Infatti l'ascoltatore si trova proiettato in un mondo a metà tra le feste popolari ("Onze passa dotze") ed i dancefloor ("Sentiment embrolhat"), in cui i Gai Saber incrociano tessiture di strumenti tradizionali con campionamenti e loop, creando una sospensione sonora fluida di strutture armoniche e melodiche che a volte suonano come vagamente già sentite, facendo parte di un bagaglio tradizionale, che è all'interno di ognuno di noi, e che però stupiscono per il nuovo sfavillante vestito che i Gai Saber hanno saputo cucir loro addosso. Il risultato è un eccellente quanto omogeneo meltin' pot di modernità e tradizione, una tradizione in un linguaggio moderno delle parole della antica tradizione della lingua d'òc.

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Lee Blackstone - ROOTSWORLD

Gai Saber return to the world music stage with their latest document from the Piedmont valleys, Electro Ch'oc. This is Gai Saber's boldest recording yet. Once again, they unabashedly celebrate the Occitan language and its medieval roots, but this is also a full-fledged dive into electronic experimentation for the band. Prior Gai Saber CDs were a grab-bag of stylistic influences, by turns folk, rock, and dance. Electroch'oc offers a more consistent vision that makes its radical soundscapes downright comforting. The record begins with an electronic sound collage of muted tones and voices, before jumping into a sort of medieval-meets-drum'n'bass-trip-hop. "La dancarem pus" is a good example of the band at full throttle: Occitan rap-chanting, made disarming by both male and female voices, over a hip-hop dance track that shimmers with metallic bells. The chorus is loud folk-punk, with the guitar echoing the strumming of the Electric Light Orchestra's "Fire on High;" terrific, wild music. Likewise, the deep, deep bass in "Sentiment embrolhat" is enough to send shudders through your floorboards; add to that harp, accordion, bagpipes, and hurdy-gurdy, and you've got pure poetry for ancient tongues. It is a testament to Gai Saber's obvious confidence at fusing genres that the group's gorgeous rendering of a twelfth-century medieval text on "No sap chantan qui so non di" rivals the very best moments of Garmarna's ambitious "Hildegard von Bingen" project. To be honest, I had trouble listening to Electro Ch'oc at home. I would play the CD repeatedly, but it mystifyingly failed to connect with me until I put the disc into my car stereo, and hit the road. There, under the autumn sky and with fall leaves blowing across the road, Gai Saber's music merged with a landscape in motion. If you are fond of pagan music for non-purists, Electro Ch'oc is as restless and challenging a release as you are likely to come across this year.

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OC-TV.net - http://www.oc-tv.net/fr

GAI SABER ALL OVER LA PLANÈT

La news generation de musiciens occitans d'Italie débarque à Tolosa. Gai Saber est groupe plein d'énergie qui célèbre la langue d'Oc et ses racines médiévales tout en explorant le monde des musiques électroniques. Dans leur dernier opus " Electroch'óc ", ils n'hésitent pas à combiner texte et musique de Jaufre Rudel de Blaye avec des sonorités et samples trip-hop. Un texte anonyme du XIIe est passé à la moulinette de la jungle. Entre cet héritage, ils glissent leurs compositions, sûres et fermes, qui fleurent bon les vallées du Haut Piémont, chaudron d'influences, terre de passages. Les musiciens de Gai Saber ont décidé de dépoussiérer ce que certains puristes préfèrent enfermer, figer. Par le biais des sonorités électronique combinées aux musiques et chants traditionnels, ils insufflent un courant vital, leur amour d'une culture vivante et vibrante qui perpétue une philosophie de Paratge et de désintégration. Des viennois électro Kruder et Dorfmeister, en passant par le junglist Goldie pour remonter jusqu'à l' universel " Se canta ", les trublions de Gai Saber gardent les oreilles grandes ouvertes et jettent un regard sans frontières sur l'Occitanie.

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OC-TV.net - http://www.oc-tv.net/oc

GAI SABER ALL OVER LA PLANETA

La news generacion de musician occitans d'Italia debarcan a Tolosa. Gai Saber es un grop plèn d'energia que celèbra la lenga d'Oc e sas rasigas medievalas tot en explorent lo monde de las musicas electronicas. Dins lor darrier opus " Electroch'óc ", esita pas a combinar texte e musica de Jaufre Rudel de Blaja ambe las sonoritats e samples trip-hop. Un texte anonim del sècle XII es passat a la moulinèta de la jungla. Entre aqueste eritatge, glissan lors compausicions, seguras e fermas, que floran bon las valadas del Piémont Naut, pairol d'influenças, terra de passatges. Los musicians de Gai Saber an decidit de levar la posca sus ço que certans puristes préfèran embarrar, calhar. Per lo biais de las sonoritats electronicas combinadas a las musicas e als cants tradicionals, fan bufar un corent vital, lor amor d'una cultura viva e que bolèga, que contunha una filosofia de Paratge e de desintegracion. Dels vienés electro Kruder e Dorfmeister, en passent per lo junglist Goldie per torna montar fin a l'universal " Se canta ", los trublions de Gai Saber gardan las aurelhas dubèrtas grandas e lançan un agach sans frontièras sus l'Occitania.

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Catherine Rocher - MIDI LIBRE

ESTIVADA - Plus deux milles spectateurs, hier, au jardin public

Les Piémontais occitans sèment le mouvement

Des troubadours qui jonglent avec un répertoire....rock et jungle

Rideau ! L'Estivada a tiré ses dernières salves, hier soir. Invités de cette ultime soirée et très attendus, les Occitans de Gai Saber (NDLE - joute poétique, en français) venus de leur vallée italienne ont semé un petit grain de folie, au jardin public. Alex Rapa et Maurice Giraudo (ex rockers psychédéliques !) sont, aujourd'hui, les leaders de l'un des groupes phares de la scène occitane. Il y a une vingtaine d'années, Maurice Giraudo, natif de Peveragnon a découvert dans le grenier de la maison familiale l'accordéon diatonique du grand père....Depuis, Maurice est devenu le père spirituel d'un groupe occitan étonnant qui jongle avec les instruments traditionnels (vielle à roue, cornemuse, flûte, accordéon) et associe, aujourd'hui, des rythmes rock ou jungle aux mélodies traditionnelles des troubadours. Le groupe fête cette année ses dix ans avec un album résolument moderne et innovant : Electroch'oc. " C'est notre manière de mettre la culture occitane à la portée des jeunes " affirme Maurice. " En Italie, nous, les Occitans, nous sommes tout petits. Il n'y a que 200 000 personnes qui comprennent la langue occitane. Et seulement 80 000 italiens parlent cette langue " reprend le musicien. A Rodez, en tout cas, Maurice et ses amis italiens, ont trouvé à qui parler...en occitan. Environ 3000 spectateurs, , tous le jours, selon les organisateurs, ont pointé le bout de leur nez à l'Estivada. Et pour les plus matinaux (ou ceux qui n'ont pas eu le temps de dormir) sachez que ce matin, une messe en occitan est célébrée à 11 h en l'église Saint-Amans en présence de chœur d'hommes de l'abbaye de Sylvanès.

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LE JOURNAL ESTIVADA - (live all'Estivada Rodez - Festival des musiques occitanes en Rouergue - Francia - Sabato 20 Luglio)

[..]Puis ce fût au tour de Gai Saber, groupe italien des vallées occitanes de faire bouger les " estivaliers " avec son répertoire " Electroch'Oc ". Une énergie incomparable sur scène preuve de la ferveur musicale italienne et résultat d'un univers musical proche du ska et parsemé de rythmes jungle et trip-hop. Les membres de Gai Saber s'amusent sur scène; ils dansent et sautent sans relâche pour le plus grand bonheur de la foule qui les imita tout le long du concert. C'est un grand merci au public et à l'équipe d'organisation qui clôtura leur prestation sur un final musical endiablé.

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www.radiolengadoc.com

Gai Saber, grop de las Valadas, sortís un disc novel Electroch´òc que contunha dins la dralha de Esprit de Frontièra, de compausicions e de represas de musica tradicionala, a la salsa Gai SaberEs una novèla acceleracion vers la conjugason entre lo son dels instruments tradicionals e la musica electronica. Dins Electroch'òc los ritmes del bal tradicional occitan costejan la atmosferas jungle e trip-hop, e las melodias dels ancians trobadors, intactas son essència, rescontran los "loops" e los sons electronics.....un disc que promet d´estre bon!

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CDRoots - August 2002

The third recording by a remarkable band, ElectroCh'Oc is completely imbued with modern tecnology while still richly rooted in their traditions. Gai Saber take folk instruments like bagpipes, accordion, hurdy gurdy and such, and blow the walls off with contemporary arrangements, a solid sense of electronic wizardy and most importantly, a lot of attitude.

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Salima Ouirni - CENTRE PRESS

Devant un public en dèlire dansant sur les rythmes électrochocs de Gai Saber, Marc Censi, Maire de Rodez déclarait samedi soir qu'il était "en béatitude devant ce qui se passe".

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Gian Luca Barbieri - LA CRONACA DI CREMONA

UN VIAGGIO SONORO DALL'OCCITANIA AL TRIP-HOP
Gai Saber è un nome ben noto tanto agli amanti della musica celtica quanto ai cultori della musica di ricerca e della musica colta in genere. Il loro progetto infatti è estremamente originale e interessante, e rientra in un ambito di contaminazioni e sperimentazioni che potrebbe scontentare tutti, e che, per una serie di alchimie, appaga invece anche gli ascoltatori più esigenti. Alla base del loro lavoro, che si è evoluto attraverso tre cd ("Troubar r'oc" del 1997, "Esprit de Frontiera" del 1999 ed il recente "Electroch'òc"), si trova un esplorazione della poesia e della musica occitanica (sottolineata dai richiami alla lingua d'òc nei titoli delle loro raccolte) filtrata però attraverso influenze timbriche e ritmiche contemporanee, che spaziano dal trip-hop al rock, ai campionamenti, all'elettronica. Il rischio di un'operazione di questo tipo è evidente: le contaminazioni a volte funzionano, altre no. I Gai Saber invece riescono a produrre un tipo di musica talmente raffinata e affascinante che non lasciano alcuno spazio alle perplessità: strumenti acustici, elettrici ed elettronici si intrecciano con le voci e costituiscono un tappeto sonoro che non è un semplice recupero della tradizione occitanica, e nemmeno qualcosa di moderno: è altro, è un impasto irripetibile. Si veda la formazione di "electroch'òc" con gli strumenti usati per rendersi conto almeno in maniera approssimativa di cosa esca dalla fucina Gai Saber: Chiara Bosonetto (voce), Paolo Brizio (organetto, darabuka, mandolino e voce), Elena Giordanengo (arpa, galobet, voce), Maurizia Giordanengo (organetto), Sandro Serra (batteria), Maurizio Giraudo (ghironda, cornamusa, flauti, voce), Alex Rapa (chitarra acustica, arrangiamenti e programmazioni digitali, voce). E ancora i testi : "Quan lo rossinhols escria", tratto da un anonimo del XII secolo, "La Dançarem pus", con musica e testo tradizionale, "No sap chantar qui son no di" su testo e musica di Jaufrè Rudel (XII secolo). Altri brani sono scritti dagli stessi Gai Saber, rigorosamente in lingua d'òc e dotati di quella magia che solo le poesie medioevali di quella terra sanno trasmettere con i riferimenti all'amore, alla vita quotidiana, al lavoro, in un atmosfera sospesa ed unica che ciascuno di noi ha amato almeno sui libri di scuola.

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Roberto Sacchi - FOLK BULLETIN - CONCERTO GAI SABER - Venerdi 5 luglio 2002 TRAVO (PC) - Festa della birra

A Travo, in Emilia, abbiamo fatto la conoscenza con la seconda festa della birra in Italia per consumi (dati Heineken). Il palco è di quelli che si vedono più spesso in televisione per il 1° maggio o per qualche megaconcerto rock di star internazionali. D'altra parte, il programma della Festa della Birra di Travo va in questa direzione, ospitando artisti di tendenza come Negrita o Meganoidi, e le installazioni devono essere in proporzione. Ma parliamo di musica: quando abbiamo ascoltato il disco dei Gai Saber "Electroch'òc" (la cui recensione apparirà sul prossimo numero) ci siamo interrogati su come arrangiamenti così ricchi di basi e suoni di sintesi programmati avrebbero potuto essere proposti da un palco senza incidere troppo sulla spontaneità ed il calore della esibizione dal vivo. Bene, lo spettacolo di Travo ci ha dimostrato che qualora il problema si fosse posto, i ragazzi di Peveragno lo hanno brillantemente risolto. Nel senso che il live funziona e la coraggiosa mescolanza fra tradizione occitana e atmosfere jungle e trip-hop ha trovato la conferma di una coesistenza possibile anche dal vivo. Certo, chi si ricorda dei loro precedenti spettacoli, quelli per intenderci basati sui CD "Troubar r'oc" ed "Esprit de frontiera", e aveva apprezzato un certo loro modo di essere naïve, magari rimane un po' choccato (electroch'occato..) vedendoli così aggressivi e presenti sul palco, sentirli chiamare il pubblico, scoprire i quarantenni del gruppo così ancora pieni di voglia di stupire e i ventenni così a loro agio con arrangiamenti che conciliano la loro passione per gli strumenti della tradizione e quelli che ascoltano in discoteca. Ecco, credo che il trucco dello spettacolo stia proprio qui: sono tutti convinti di quello che fanno, e con questa forza dentro riescono a convincere anche il pubblico, il quale, qui a Travo, non aspettava altro che un gruppo capace di "tiro" e di piacere subito, come sono i Gai Saber oggi, e se forse questa non era la sede giusta per ascoltare i tocchi dell'arpa o i picotages degli organetti, quanto piuttosto i suoni ad effetto delle basi, resta comunque la piacevole sensazione di aver assistito ad uno spettacolo nuovo, che funziona e piace, almeno a chi non ha paura del lupo cattivo. Dei dettagli più meramente musicali si parlerà nella recensione del disco: qui resta soltanto di ritagliare una particolare citazione di merito per il batterista José Dutto, che riesce - anche dal vivo - a incrociarsi con le basi creando particolari effetti non solo ritmici che arricchiscono l'insieme ben al di là della funzione. Davvero bravo.

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Paolo Bogo - Agenda Rock On Line

In questi ultimi tempi i Gai Saber stanno acquistando una notevole fama, grazie alla partecipazione a prestigiose manifestazioni di musica etnica un po' in tutta Europa. Nel frattempo, il loro percorso creativo è andato avanti, come dimostra il loro ultimo compact disc uscito per la Bagarre Records, ovvero "Electroch'Oc", una raccolta di dieci brani dove la tradizione occitana a base di bourrée, scottisch e courente si amalgama in modo a tratti sorprendente con sonorità elettroniche che rinviano senza tante mediazioni a suoni trip hop, dance o addirittura velatamente jungle. L'uso massiccio di programmazioni digitali, campionamenti e suoni elettronici si uniscono ai suoni del galoubet, dell'organetto e della ghironda e ai testi in occitano in modo armonico, senza apparire una sorta di modernizzazione a tutti i costi di suoni "antichi" e/o "popolari". Sono molti i momenti che ci hanno colpito del disco, ma se dovessimo evidenziare quelli che ci vengono in mente per primi, forse segnaleremmo la versione davvero piacevolmente straniante del classico occitano "La dançarem pus", le sonorità quasi un po' Roni Size di certi momenti di "Sentiment embrolhat" e la struttura progressivamente sempre più ipnotica della bellissima "Joinessa mai que mai" (con tanto di voci modificate elettronicamente e di fruscii campionati). Ascoltando e riascoltando questo disco, che ci è piaciuto integralmente, ci siamo trovati di fronte ad una formazione che ancora di più che in passato ci sembra davvero riduttivo considerare semplicemente "occitana".

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Rokko - Cartaigienicaweb

Il nuovo album di un gruppo che reinventa i suoni delle radici spruzzandoli di silicio. [...] la volontà di rapportarsi con identità, tradizione, lingua e territorio allontanando qualsiasi tentazione localista e qualsiasi approccio filologico o passatista. Ciò è evidente in "Elettroch'Oc", il terzo album dei Gai Saber, formazione che con questo lavoro mostra di essersi ormai definitivamente affrancata dalla sola ricerca musicale e dalla mera riproposizione di standard tradizionali da ballo. [...] ricercate escursioni nei territori del trip pop e della jungle e l'uso della lingua nei testi e nella comunicazione [...] nell'opera di fondere la lingua e la cultura occitane con suoni e linguaggi di varia provenienza. [...] Tra ritmiche sincopate, campionamenti e elettronica, i Gai Saber diventano l'avanguardia musicale del loro territorio, gettano un nuovo ponte verso l'Occitania Granda, al di là delle Alpi - dove la contaminazione tra suoni tradizionali e altri linguaggi è già da tempo andata oltre la fusione folk + (punk) rock abbracciando hip hop, raggamuffin e addirittura club-culture - e dimostrano ancora una volta come una cultura sia viva solo se viene continuamente rinnovata.

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Andrea Dani - OUSITANIO VIVO

La contaminazione degli elementi linguistici, lirici e musicali dell'area occitana con i suoni del sincretismo sonoro contemporaneo è sempre stato uno degli obiettivi cardine del percorso artistico dei Gai Saber. "Electroch'Oc" giunge ad affrontare in modo esplicito l'ossessione del campionamento, del groove elettronico e dell'universo jungle, senza rinunciare al recupero di antiche parole trobadoriche (Jaufre Raudel), del respiro lirico di poeti vecchi e nuovi d'Occitania (da Barba Tòni Bodrìer a Bronzat), sempre con un approccio filologicamente il più possibile corretto e rispettoso della materia d'origine. La genesi ritmica dei brani è radicata senza indugi nel mondo della scansione metrica d'oc, ma è il vestito espressivo che si nutre ora della scuola di Bristol di fine anni Novanta, ora della ricerca campionatoria dell'Europa post techno, ancora dei miraggi mobyani d'ispirazione sintetica. La verve del gruppo mantiene i propri punti di forza, e la grande generosità strumentale evita i rischi dell'affollamento grazie ad un uso attento e controllato degli ingredienti sonori. L'operazione di reciproca decontestualizzazione avviene con risultati convincenti e, senza dubbio, offre ai Gai Saber il miglior risultato della propria carriera, soddisfazione accresciuta dall'originalità della propria proposta all'interno della multiforme scena sonora d'Occitania (almeno del versante italiano). "La dancarem pus", "Sentiment embrolhat", "Quora sarej jà luenh" alcuni dei migliori tra i dieci episodi del disco.

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Marco Stolfo - Informagiovani Magazine

Le Valli occitane del Piemonte possono avvalersi di un altro gruppo di valore, in grado di promuovere la lingua e la cultura d'oc in maniera innovativa e vitale. Si tratta dei Gai Saber, formazione attiva da circa un decennio, che con il terzo disco "Electroch'òc", mostra di essersi ormai definitivamente affrancata dalla sola ricerca musicale e dalla mera riproposizione di standard tradizionali da ballo. Già i precedenti "Troubar R'Oc" ed "Esprit de frontiera", fornivano significative indicazioni in questa direzione, anche se il nuovo album rappresenta per i Gai Saber il raggiungimento di una ormai consolidata identità sonora ed ideale. [...] i Gai Saber fondono ghironde ed elettronica e si avventurano con buon successo nei territori del trip hop e della jungle. Il tutto, con testi ora propri, ora tradizionali, ora opera di antichi trovatori o di poeti occitani contemporanei, è gradevole all'ascolto e lancia un messaggio forte e chiaro: il futuro è da scrivere, vivere e cantare, anche in lenga d'oc. Nel web: www.gaisaber.it.

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CUNEO PROVINCIA GRANDA

Un moto dello spirito che caratterizza la musica e la storia degli occitani Gai Saber. La formazione di Peveragno ha sempre precorso i tempi all'interno del vasto bacino della cultura musicale occitana, agevolando l'evoluzione naturale del proprio suono e non incaponendosi nella cervellotica ricerca concettuale. Non solo, quindi, formale proposito di mediazione intellettuale ma anche più semplice concessione al piacere dell'ascolto, coltivare il gusto per il suono puro, la scansione ritmica che nasce nell'ambito urbano contemporaneo (jungle e trip hop, per esempio) per poi essere indotta a sostenere gli splendidi impasti vocali di questo piccolo ensemble ed incontrare le melodie della musica della danza popolare occitana e quella colta delle liriche dei trovatori. Un percorso che li ha oggi condotti a focalizzare meglio la propria cifra stilistica. Più propositiva ed originale che in passato, se non addirittura metro di riferimento per le altrui esperienze artistiche. [...] Una continua e caparbia attenzione, una volontà tenace nella rifinitura dei suoni a limare le increspature là dove necessario, raffinare il matrimonio tra i profondi bassi dei ritmi e l'organetto, tra ghironda ed i campionamenti, rendere meno banale e plastificato il suono. Il risultato è un'opera che li conduce oggi a confrontarsi direttamente con i musicisti ed i gruppi ben più noti della scena occitana marsigliese, con Massilia Sound System e Dupain la più attiva ed effervescente in questo ambito, attestandosi certo su posizioni un po' diverse, maggiormente legate alla forma canzone nello sforzo di non negarsi alla comunicazione più diretta.
 

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