SAVOIA DI LUCANIA
Ex Cappella di S.Rocco
Sabato 25 Aprile 1998 - ore 18,30
a cura del comitato "Pro-Salvia" - con il patrocinio della Regione Basilicata
Presentazione del libro:
"Giovanni Passannante"
di G.Galzerano
PROGRAMMA
Saluti: | Remo Cavallo | (Presidente Comitato) |
Presentazione del libro: | Giuseppe Galzerano | (Storico e autore) |
Interventi: | Silvano Micele | (Senatore) |
Giuseppe Molinari | (Deputato) | |
Angelo Minieri | (Presidente Consiglio Regionale) | |
Pietro Simonetti | (Consigliere regionale) | |
Vito Marchitto | (Sindaco di Calitri) | |
Rocco Vita | (Consigliere regionale) | |
Coordinamento: | Francesco Sernia | (Giornalista RAI) |
Interverrà il cantautore Carlo Ghirardato con "Ode a Passannante".
(Napoli, Galleria Umberto I)
Giovanni Passannante, un cuoco di Salvia, il 17 Novembre 1878 a Napoli, con un coltello da otto soldi, attenta per protesta ed in nome della "Repubblica Universale" al Re d'Italia. Umberto I riporta solo una piccola ferita. L'attentatore viene subito arrestato e sottoposto a torture perchè sveli un'inesistente congiura.
Scatta in tutto il paese la repressione, eppure il grido sovversivo di "viva Passannante" echeggia da un capo all'altro della penisola. Il poeta Giovanni Pascoli scrive una "Ode a Passannante" e patisce quattro mesi di carcere.
Il sindaco del paese nativo di Passannante deve recarsi dal Re a Napoli per scusarsi. La piccola comunità lucana deve espiare la "colpa" di aver dato i natali all'attentatore ed è costretto a cambiare denominazione al paese: così Salvia diventa Savoia di Lucania.
Passannante, repubblicano e liberale con venature anarchiche e religiose, viene condannato a morte e la pena è successivamente commutata in ergastolo. E' rinchiuso nel penitenziario di Porto Ferraio, immobilizzato con una catena di 18 kg., in una cella al disotto del livello del mare, nel buio totale. E' costretto a cibarsi dei propri escrementi. La persecuzione si estende alla famiglia, e i fratelli, definiti pazzi, vengono internati in un manicomio.
(Napoli, Maschio Angioino)
L'ergastolo è peggiore della morte . Dopo dieci anni di patimenti viene trasferito nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, dove muore nel 1910. La crudeltà nei suoi confronti non si attenua con la morte ma, in pieno XX secolo viene decapitato: cranio e cervello sono tuttora esposti nel Museo criminologico di Roma.
(Napoli, Piazza del Palazzo Reale - oggi Piazza del Plebiscito)
per informazioni: tel 0971-711114 / 711118; fax 0971-711107
Comitato Pro-Salvia