I tentativi di golpe

Precedentemente al golpe riuscito, altri andarono a vuoto. Il primo tentativo di eliminare Allende fu messo in atto subito dopo la sua elezione, prima che il congresso venisse chiamato a sanzionare l'esito delle votazioni. Il complotto vide la partecipazione del gruppo di estrema destra "Patria e Libertà" e la complicità di alti gradi dell'esercito e dei carabineiros. Il piano si basava sul rapimento del comandante delle forze armate, il generale Schneider, inteso come una provocazione per far scattare l'intervento delle forze armate, ma il promotore del complotto, il generale Viaux, perì e il tentativo con lui.

Nel marzo del 1972 e nel settembre dello stesso anno vennero organizzati altri due complotti militari organizzati dalla Democrazia Cristiana e capeggiati dal maggiore Marshall e dal generale Canales, che furono, fortunatamente smascherati in tempo.

Oltre a questi tentativi falliti, prima del golpe del 1973 vi erano stati anche altri preavvisi. Nelle elezioni del 4 marzo 1973 si manifestò nelle forze armate un forte atteggiamento anti Allende che il 28 maggio si palesò in una lettera aperta dei generali in pensione, dove si legge: "La violazione della Costituzione si scontrerebbe con il sistema giuridico attuale e sarebbe un pericolo per la sicurezza nazionale... essendo distrutto l'ordine che subordina le forze armate al potere dello Stato queste si trasformano in organizzazioni autonome".

I gruppi della destra (Pn) e della Democrazia Cristiana, capeggiata dall'ex presidente Frei, furono favorevoli al golpe. In questo ambito vennero elaborati i piani e stabiliti i legami tra gli ufficiali ribelli e la destra, soprattutto quella facente capo al gruppo di "Patria e Libertà" finanziato dalla C.I.A..

Le prove generali del golpe si ebbero il 29 giugno quando i carri armati del secondo reggimento blindato, accerchiarono il palazzo della Moneda. Il tentativo di golpe fu scoperto e sventato in tempo, ma il 23 agosto la Democrazia Cristiana si rivolse direttamente con un appello all'esercito: "Le forze armate devono evitare di avallare le decisioni politiche dei partiti di Unidad Popular per assicurare le basi essenziali di convivenza democratica tra i cileni".

 

Falco Accame  

da "Liberazione" Martedì 27 ottobre 1998

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