Scelte dall’ESA le sei missioni prioritarie per lo studio dei NEO

I progetti dell'Europa

di Claudio Elidoro

Nonostante le apparenze e, soprattutto, i luoghi comuni, lo studio degli oggetti vicini alla Terra (NEO) e potenzialmente pericolosi non è esclusivo appannaggio del made in USA.
Anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è da molti anni in prima fila nel sostenere le attività di ricerca e di studio dei NEO. Non a caso, infatti, all’ESRIN (ESA Space Research Institute) di Roma è ospitato lo Spaceguard Central Node, un’organizzazione scientifica internazionale no-profit finalizzata a sostenere e coordinare la ricerca mondiale sui NEO.

E’ fondamentale che la ricerca su queste potenziali minacce per il genere umano abbia una dimensione globale, superando ogni confine nazionale e ponendosi al servizio dell’intera comunità mondiale.
Lo studio del rischio-impatto e dei potenziali responsabili non può essere una questione che riguarda il singolo stato, soprattutto perché le conseguenze non sarebbero assolutamente racchiuse neppure dalle linee di confine più sorvegliate…
Questa dimensione internazionale è da sempre ben presente all’ESA, come pure l’importanza dello studio dei NEO. Lo dimostra la presenza sul tavolo dell’Agenzia Europea di numerosi progetti dedicati all’approfondimento di ciò che sappiamo della natura di questi oggetti e della loro pericolosità.
Tra tutti i progetti ne sono stati scelti sei, ritenuti i più urgenti ed i migliori quanto a contenuto scientifico dei loro obiettivi. Eccoli in dettaglio:

     1. Don Quijote - La missione prevede due componenti: una è destinata a schiantarsi su un asteroide-bersaglio mentre l’altra ha il compito di osservare ciò che accade stando a distanza di sicurezza. Lo scopo è raccogliere informazioni sulla struttura interna dei NEO e sulle modifiche che un tale urto può indurre sull’orbita dell’asteroide, verificando in che misura si potrebbe in futuro impiegare come tecnica difensiva. Per maggiori informazioni vedi "Scende in campo don Chisciotte" (New del 10.08.2002).

     2. Earthguard 1 – L’obiettivo è quello di mettere un satellite in orbita eliocentrica e sfruttare questa favorevole posizione caratterizzata da un migliore punto di vista per una più efficace osservazione dei NEO. La missione prevede inoltre l’impiego di nuovi sistemi di propulsione quali vele solari o un propulsore elettrico.

     3. ISHTAR – Il progetto ha lo scopo di indagare la costituzione interna dei NEO attraverso la tomografia radar. Sfruttando nuove tecniche radar che consentono di ottenere informazioni sulla costituzione interna di un oggetto solido, si potrà individuare come è al suo interno un NEO e determinare, da queste informazioni, la sua potenziale pericolosità.

     4. SIMONE – Una flotta di piccoli satelliti a basso costo si avvicinerà e/o si poserà su alcuni asteroidi caratteristici di ogni popolazione per raccogliere direttamente informazioni altrimenti inaccessibili da Terra.

     5. EUNEOS – La missione ha lo scopo di effettuare una completa indagine osservativa da un’orbita più interna di quella del nostro pianeta. Questa scelta consentirebbe di individuare gli oggetti inaccessibili dalle osservazioni da Terra perché troppo bassi sull’orizzonte o immersi nella luce diurna.

     6. Remote observation of NEO from Space – Il progetto prevede di realizzare un osservatorio spaziale gestibile da Terra espressamente dedicato ai NEO, alla loro ricerca e allo studio delle loro caratteristiche fisiche quali le dimensioni, la composizione e le proprietà superficiali.

Andrés Gàlvez, un esperto dell’ESA, spiega così le ragioni della scelta: "I sei progetti selezionati sono risultati vincenti perché lo scopo che si prefiggono è rispondere alle domande fondamentali del rischio-NEO: quanti sono questi potenziali proiettili? quanto sono grandi? si tratta di oggetti compatti o di rocce debolmente aggregate tra loro? Queste informazioni sono tra quelle che è indispensabile possedere per poter sviluppare una possibile procedura difensiva."
Decisamente favorevole anche il commento di Andrea Carusi, Presidente della Spaceguard Foundation: "Ritengo fondamentale che una tra le più grandi agenzie spaziali quale è l’ESA si stia decisamente muovendo sul campo dello studio dei NEO."
Attualmente i progetti sono all’attento vaglio dell’Agency’s General Studies Programme, che entro il 2003 dovrà comunicare le sue osservazioni all’ESA. In base a questo studio l’Agenzia Spaziale deciderà quali progetti siano fattibili e meritino dunque di essere sviluppati.

Fonte: ESA (Press Release 60/2002 del 24/09/2002)

 

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