Esercizio di perfezione
e di cristiane virtù


composto dal padre
ALFONSO RODRIGUEZ


TRATTATO QUINTO

Della Virtù dell’Umiltà.


Dell’eccellenza della virtù dell’Umiltà,
e della necessità, ch’abbiamo di essa.
CAPO I


Che l’Umiltà è fondamento di tutte le Virtù.
CAPO II


Si dichiara più in particolare, come l’Umiltà è fondamento
di tutte le Virtù, discorrendo per le principali.
CAPO III


Del primo grado d’Umiltà che è non avere stima alcuna,
e sentir bassamente di se stesso.
CAPO IV


Della propria cognizione, che è la radice,
e l’unico, e necessario per l’Umiltà.
CAPO V


D’un mezzo molto principale per conoscer l’uomo se stesso,
e per acquistar l’Umiltà, che è la considerazione de’ suoi peccati.
CAPO VI


Come dobbiamo esercitare nella propria Cognizione,
per non isgomentarci, né sconfidare.
CAPO VII


De’ beni, e utilità grandi, che sono
nell’esercizio della propria Cognizione.
CAPO VIII


Che la propria Cognizione non cagiona pusillanimità,
ma più tosto animo, e fortezza.
CAPO IX


D’altri beni, e utilità grandi, che sono
nell’esercizio della propria Cognizione.
CAPO X


Quanto sia spediente esercitarci
nella nostra propria Cognizione.
CAPO XI


Del secondo grado d’Umiltà: e si dichiara
in che consiste questo grado.
CAPO XII


D’alcuni gradi, o scalini, per gli quali abbiamo da salir
nella perfezione di questo secondo grado d’Umiltà.
CAPO XIII


Del quarto Scalino, che è il desiderare d’essere dispregiati,
e che non si faccia conto di noi, e aver in ciò gusto.
CAPO XIV


Che la perfezione dell’Umiltà, e dell’altre Virtù,
sta nel far gli atti di esse con gusto, e diletto:
e quanto importi questo per perseverare nella Virtù.
CAPO XV


Si dichiara meglio la perfezione, alla quale dobbiamo
procurar di salire in questo secondo grado d’Umiltà.
CAPO XVI


D’alcuni mezzi per acquistare questo secondo grado d’Umiltà;
e particolarmente dell’esempio di Cristo nostro Signor.
CAPO XVII


D’alcune ragioni, e considerazioni umane,
delle quali dobbiamo valerci per poter esser umili.
CAPO XVIII


D’altre ragioni umane, che ci aiuteranno ad esser umili.
CAPO XIX


Che la vera strada per arrivare uno ad essere riputato,
e stimato dagli uomini, è il darsi alla virtù, e all’umiltà.
CAPO XX


Che l’Umiltà è mezzo per acquistar la pace interiore
dell’anima, e che senza essa non l’avremo mai.
CAPO XXI


D’un’altra sorta di mezzi più efficace per acquistare
la virtù dell’Umiltà, che à l’esercizio di essa.
CAPO XXII


Che ci dobbiamo guardare dal dir parole,
che possano ridondare in nostra lode.
CAPO XXIII


Come nell’Orazione ci dobbiamo esercitare
in questo secondo grado d’umiltà.
CAPO XXIV


Del terzo grado d’Umiltà.
CAPO XXV


Si dichiara meglio in che cosa consista
il terzo grado d’umiltà.
CAPO XXVI


Si dichiara anche meglio quel, che s’è detto di sopra.
CAPO XXVII


Si dichiara anche meglio il terzo grado d’Umiltà;
e che da questo procede, ch’il vero umile si stima meno di tutti.
CAPO XXVIII


Come i buoni, e Santi possono con verità tenersi da meno di tutti,
e dire, che sono i maggiori peccatori del Mondo.
CAPO XXIX


Che questo terzo grado d’umiltà è mezzo per vincere
tutte le tentazioni, e per acquistare la perfezione i tutte le virtù.
CAPO XXX


Che l’Umiltà non è contraria alla Magnanimità,
anzi è fondamento, e cagione di essa.
CAPO XXXI


D’altri beni, e utilità grandi,
che sono in questo terzo grado d’umiltà.
CAPO XXXII


De’ favori, e grazie grandi, che Die fa agli umili
e qual sia la cagione dell’esaltargli tanto.
CAPO XXXIII


Quanto importi l’aver ricorso all’Umiltà,
per supplire con essa a quel, che ci manca di virtù,
e di perfezione, e acciochè Dio non ci umili egli stesso, e gastighi.
CAPO XXXIV


Si conferma quel, che s’è detto, con alcuni esempi.
CAPO XXXV



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