Viaggio verso Francia-Euskadi-Cantabria - 18/29 agosto 2004
20 agosto 2004 - dalla Francia alla Spagna
Ci svegliamo perché c'è qualcuno che armeggia nella cucina - sala da ping-pong - dormitorio (la signora prende le forchette...).
Facciamo colazione lì fuori, con un'ottima marmellata di pruneaux seches (prugne secche?) con la baguette fresca fresca.
Paghiamo per il disturbo 16 euro (comprensivi di 6 euro per la colazione) e ripartiamo, prendendo prima la stradina lungo-fiume della notte precedente, poi la lenta e tortuosa (ma bellissima) strada costiera (L voleva prendere l'autostrada e a un certo punto ha cominciato a rompere le scatole).
Ci fermiamo sulla riva del fiume e il paesaggio è veramente suggestivo: due case, un ristorantino e il lento scorrere del fiume. Pensare che - a pochi chilometri - lungo la costa brulica di gente impegnata a surfare o a fare le pinne sulle moto d'acqua!
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Passiamo infatti da Biarritz. Parcheggiamo e cerchiamo lo "scoglio della vergine", segnalato dalla guida.
Passeggiamo per tutta la costa (M vede per la prima volta l'oceano!) e arriviamo al porticciolo dei pescatori.
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Il panorama è eccezionale, dalla punta dello scoglio della vergine. Si vedono a sinistra l'immensa spiaggia, a destra gli scogli e alla fine il faro.
Dopo Saint Jean de Luz prendiamo la strada più larga e non ci fermiamo più, fino a San Sebastián (Donostia).
Il confine lo varchiamo a Irún, che non sembra essere un paese interessante: pieno di gente e dei fantasmi dell'antica dogana.
A San Sebastián parcheggiamo su una traversa del corso principale, dimenticando di pagare il parcometro. In ogni caso non stiamo molto. Andiamo infatti al vicino ufficio turistico, che ci dice che si può prenotare una camera, ma solo dalle 4 alle 8 del pomeriggio. Sono le 2 e mezza. Decidiamo quindi di riprendere la macchina e andiamo verso Hernani, paesino non lontano dalla città (seguendo il consiglio di Mario, amico di Claudio).
A Hernani è pieno di scritte indipendentiste, ma non sembra un gran bel paesino. Molto moderno.
Eccezionale una scritta sulla BBVA (banca basca) contro il precariato (crediamo):
Chiediamo ad un albergo che si trova (intelligentemente!?!) di fronte a una fabbrica di carta, ma non c'è posto ("completo"). Ma la signora dell'albergo ci dà alcuni numeri di altre sistemazioni.
Dopo aver provato al Zincoenea di Hernani (non risponde nessuno), telefoniamo a Oiartzun (uno dei numeri della signora) e c'è posto. Siamo contenti, considerando che avevamo speso una fortuna in telefonate ai numeri segnalati da Lonely Planet e Routard (con la solita risposta "completo").
Arriviamo quindi a Oiartzun, non senza difficoltà, chiedendo a un signore anziano e ad un ertzaintza (poliziotto basco), che sembra un boro der tufello, da come parla lo spagnolo.
L'albergo (il Gurutze Berri) è discreto, ma ha delle cose assurde. Si trova in una bella posizione (due chilometri dopo Oiartzun), ma all'ingresso ci sono due leoni orrendi e il giardino è popolato da tutti e sette i nanetti della favola.
Ci sistemiamo in camera e poi riprendiamo la macchina, alla volta di San Sebastián (Donostia in basco).
Abbiamo problemi con il parcheggio. L prende un marciapiedi facendo una curva, scheggiando un cerchione e litigando con un tassista stronzo.
Alla fine parcheggiamo al Parking pubblico del Kursaal. Il Kursaal è un enorme edificio dove si tengono concerti. Mentre L parcheggia, M s'informa del programma della "Quindicina dei concerti".
Facciamo quindi una passeggiata sulla spiaggia. E' la spiaggia orientale. Quella occidentale è la "concha" (conchiglia). Fa un po' freddo. Quasi tutti camminano con la tavola da surf sotto il braccio. Noi andiamo verso il centro (casco viejo) e cominciamo a farci trasportare dalla "movida", girando per i "bares".
L beve birra (caña), M vino tinto (rosso) e tutti e due mangiano pinchos (pintxos in basco) ottimi, facendoli assaggiare all'altro.
I pinchos sono piccoli bocconi di qualcosa (tartine, paninetti). Il "sistema" è quello per cui si ordina da bere, si prendono i pinchos desiderati, mentre si beve. Alla fine ognuno dichiara ciò che ha preso e paga. Un sistema che si basa, quindi, sulla fiducia. Potrà funzionare a Roma?
La calle San Juan de Bilbao è quella più "alternativa". All'inizio della strada c'è una bottega del commercio equo e solidale (comercio justo), poi un negozio della Caritas, quindi una decina di bar chiaramente "militanti". Ci sono decine di scritte indipendentiste e di estrema sinistra, le bandiere basche, quelle inneggianti all'amnistia e alla liberazione dei "prigionieri politici".
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Entriamo in uno dei bar della strada ed è pieno di riviste in basco (euskara). Un poster diceva - più o meno: "Ricordati che non sei in Spagna, né in Francia, ma nel Paese Basco. BENVENUTO".
Di fronte al bar un negozio vende oggettistica "militante" (ad esempio mutandine "askatasuna"). Putroppo è chiuso.
Mentre passeggiamo verso il ritorno, dopo aver visto il porticciolo vecchio, si mette a piovere. Ci rifugiamo in una pasteleria e ci ritempriamo grazie ad un ottimo e pesantissimo "pastel vasco" (pieno di mandorle e burro).
Link
Biarritz
Biarritz olimpique
Saint-Jean-de-Luz
Hernani
Hernani - ayuntamiento
Indymedia Euskal Herria
Gurutze Berri
Kursaal Donosti
Bares en Guipuzkoa
Comercio Justo in Spagna
La guida ai pintxos di Donostia
Non credo in una vita ultraterrena; comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio (Woody Allen)
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