|
Nonostante il paese sia piccolissimo e poco popolato, c'è uno spirito politico/indipendentista evidentemente forte. Molte le scritte (addirittura anche contro EA, il partito indipendestista, accusato di essere "spagnolo") e gli striscioni: non solo il classico "EUSKAL PRESOAK, EUSKAL HERRIRA" (prigionieri baschi, tornino al paese basco), ma anche enormi lenzuoli di Batasuna.
|
Qui ha vissuto anche Victor Hugo, per qualche tempo. E nella sua ex casa c'è l'ufficio turistico, nel quale una ragazza (di Oiartzun) ci consiglia di andare a Fuenterrabia e di passeggiare in montagna.
Per il momento camminiamo fino all'oceano, anche se a un certo punto (all'altezza del faro) siamo tornati indietro perché era troppo ripido (e faceva anche parecchio caldo).
Ci siamo fermati in una baietta a fare il bagno, anche se l'acqua era un po' fredda. C'erano tre ragazzetti, di cui uno faceva si tuffava in continuazione (e poi risaliva), mentre gli altri due giocavano con le suonerie dei cellulari. C'era anche un tizio tutto nudo col cosino di fuori e una bionda carina.
|
Tornati al peasino, abbiamo cercato un posto dove mangiare, anche se fuori orario (erano circa le 5 del pomeriggio). Troviamo alla fine un bar parecchio interessante, con 2 videogiochi da bar, puzza di fumo, ma tutto in legno e con un bagno a forma di botte. Offre degli ottimi pintxos di peperoni piccoli verdi (piccanti!).
Dopo un café con hielo (niente male) in piazzetta, abbiamo ripreso la barchetta per l'altra parte del canale. E da lì la macchina, diretti a Fuenterrabia, come suggerito dalla ragazza dell'ufficio turistico ("está preciosa").
Durante il viaggio abbiamo scommesso sulla scritta per i prigionieri baschi. L sosteneva la versione "EUSKAL PRESOAK, EUSKAL HERRIRAK", secondo M era "EUSKAL PRESOAK, EUSKAL HERRIA" (comunque senza la "K"). Ha vinto M, e L ha pagato la cena...
Nel casco viejo di Fuenterrabia, un ridente paesino sulla spiaggia, pieno di gatti, ci sono bancarelle, terrazzine aggettate e una fiera di paese. Lì abbiamo preso una empanadita (con peperoni e cipolla).
Siamo quindi andati al porto vecchio (M ha chiesto informazioni agli anziani del luogo): un paio di strade piene zeppe di ristorantini e bar di pesce. Tutti i ristoranti erano pieni e completi, oppure avevano chiuso la cucina. Ma alla fine abbiamo trovato : M ha preso il merluzzo alla basca (un merluzzo lesso con una salsetta), L il chipiròn en su tinta (calamaro nel suo nero).
I dolci erano molto buoni: una mousse al chocolate e pasteles baschi.
Siamo quindi tornati al parcheggio e a Oiartzun.
Link
Pasaia
Pasaia: manifestazione contro il "superpuerto", 2003
Café con hielo
Hondarribia-Fuenterrabia
Fuenterrabia-Hondarribia, la guida
Victor Hugo, biografia
vai alla giornata precedente
vai alla giornata successiva
| | |