Sara Giordano Classe 2^B - Castelvecchio

Relazione sulla visita al museo della scienza e della tecnica di Milano

 

Martedì 22 Maggio, alle 7: 45 circa siamo partiti per Milano. Arrivati, ci siamo recati direttamente al Museo della scienza e della tecnica; ma abbiamo dovuto aspettare un po’ prima di entrare. La visita è stata fantastica; inizialmente abbiamo visto “L’uomo di Tubiano” che è uno scritto di un architetto: la guida, di nome Valentina, ci ha spiegato che rappresenta un uomo dentro due figure (un quadrato e un cerchio). Il cerchio simboleggia il mondo spirituale, perché non ha né un inizio né una fine, mentre il quadrato è mondo terrestre. E siccome l’uomo si trova dentro le due figure, spiega che l’uomo si trova in tutti e due i mondi, infatti, nel Medioevo, anche se Leonardo da Vinci (l’autore del disegno) era nato nel 1452 cioè nel Rinascimento, l’uomo spiegava i fenomeni con la magia. Sotto questo “disegno” si può notare una frase, e siccome Leonardo era mancino, è scritta da destra verso sinistra, altrimenti le parole scritte si sarebbero cancellate, perché a quei tempi si usava l’inchiostro che non si asciugava velocemente. Dopo abbiamo visto una copia dell’affresco “Il Cenacolo”, fatta nel 1600, e si possono notare molte differenze rispetto all’originale, come la tovaglia e il cibo. Questo quadro mi ha dato la sensazione del movimento, perché ho sempre visto quadri “fermi”. In seguito abbiamo visto delle invenzioni di Leonardo: la barca a propulsione a ruote, il battipalo, l’escavatrice, il galleggiante a fondo apribile, uno strumento per misurare la forza del vapore, la nave veloce spenoratrice, il ponte girevole, il ponte girevole su barche. L’invenzione che mi ha colpito di più è stata il ponte girevole su barche, perché mi sembrava più diversa dalle altre, e poi le altre in parte le conoscevo, questa no. In seguito la guida ci ha portati in un’altra stanza, dove si trovavano le locomotive. Lei ci ha spiegato il funzionamento della locomotiva a vapore: era alimentata dal fuoco prodotto dal carbone, e per frenare bisognava chiudere due porticine, poi tirare una leva che avrebbe fatto cadere della sabbia bagnata che a sua volta avrebbe fatto rallentare le ruote e poi bisognava tirare un’altra leva che ha la stessa funzione dei freni della bicicletta. Dopo ci ha fatto vedere degli aerei e quello che mi ha colpito di più è stato “il caccia tattico g91” perché non avevo mai visto un aereo con una macchina fotografica incorporata. Successivamente ci ha portato a vedere delle navi e finalmente ho capito a cosa serve la polena, una scultura di legno di solito raffigurante una sirena che si poneva come ornamento e segno di riconoscimento sulla prua delle navi, e poi abbiamo visto gli interni della nave. In seguito siamo andati in un luogo dove vendevano suovenirs e io ho acquistato solo 5 cartoline, perché i prezzi erano molto alti.

Da vedere


Relazione di AMORETTI Caterina