Papiliochromis ramirezi

Sicuramente a molti sembrerà banale sentir parlare ancora di Papiliochromis ramirezi, visto che un po' ovunque capita di trovare articoli o note, più o meno approfondite, che riguardano questo pesce.

Io sono stato colpito dalla bellezza di questa specie fin dal primo incontro, avvenuto quasi sei anni fa. Da allora ho cercato di allevarlo nelle mie vasche, cosa che mi è riuscita con alterna fortuna. Il "ramirezi" infatti, non è proprio un "pesce facile", sia per la delicatezza propria della specie sia, forse soprattutto, perché gli esemplari che si vedono nei negozi specializzati non sempre sono in buone condizioni, per questo l'acquisto riserva, a volte, spiacevoli per non dire dolorose, sorprese. Capita così che gli animali giunti nel nostro acquario, dopo pochi giorni smettono di nutrirsi, dimagriscono, si scolorano, si nascondono fino a morire.

Le cause di ciò possono essere molte: le condizioni nelle quali i pesci sono giunti al negozio, le caratteristiche dell'acqua d'allevamento (sia quella del negozio sia quella del nostro acquario) e non ultima l'impiego di ormoni da parte degli allevatori. Soprattutto quest'ultimo sembra essere il motivo principale dei problemi che si incontrano nell'allevamento di Papiliochromis ramirezi.

Non è facile riconoscere pesci trattati con sostanze che ne accellerano la crescita. Animali trattati possono essere individuati, per esempio, dalla colorazione molto intensa degli esemplari molto piccoli, cosa innaturale. Bisognerebbe evitare questi pesci, visto che non riusciranno a raggiungere le dimensioni tipiche della specie e spesso saranno sterili. Sarà bene evitare di acquistare anche animali con il ventre incavato, insolitamente magri, con feci biancastre filamentose e con le pinne raccolte e/o troppo lunghe: questi sono frequentemente sintomi di parassiti intestinali o di carenze alimentari di difficile soluzione, anche da parte dell'allevatore più attento.

Non starò a descrivere le caratteristiche morfologiche tipiche della specie, che gli interessati potranno trovare in qualsiasi buon libro. Cercherò invece di dare qualche informazione che potrà tornare utile a chi vorrà provare ad allevare e magari riprodurre questo splendido Ciclide nano Sud Americano.

Il punto di partenza sono ovviamente degli esemplari sani che ogni buon negoziante saprà indicarci. Le caratteristiche dell'acqua di allevamento devono rispecchiare quelle tipiche delle zone dalle quali il "ramirezi" proviene:

  • il pH deve essere leggermente acido, intorno a 6,2-6,5;
  • la durezza totale non dovrebbe superare i 10°GH, meglio se inferiore;
  • la durezza carbonatica dovrebbe essere mantenuta intorno ai 3, massimo 4°KH;
  • la conducibiltà non dovrebbe essere superiore a 300 µS;
  • la temperatura non deve scendere sotto i 27°C;
  • ammoniaca/ammonio assenti;
  • nitriti assenti;
  • nitrati max 40-50 mg/lt;

Riguardo la durezza carbonatica (KH), capita di trovare indicazioni di valori ancora inferiori: io sconsiglio di adottare valori più bassi di quelli sopra indicati in quanto al diminuire della KH, diminuisce anche la capacità tampone dell'acqua con possibilità di oscillazioni molto pericolose del valore del pH.

E' utile anche la filtrazione attraverso torba che, rilasciando acidi umici ed altri importanti elementi, contribuisce al benessere dei pesci e delle piante. La filtrazione su torba rende anche l'acqua di color ambrato, cosa che è molto gradita dai pesci che si sentono più a loro agio; inoltre la torba abbassa il pH e riduce la durezza

E' importante anche una fitta vegetazione e la presenza di legni di torbiera e sassi lisci, questi ultimi utilizzati spesso come substrato per la deposizione delle uova.

Per quanto riguarda la riproduzione, le condizioni sono simili a quelle di allevamento, anche se sarebbe utile abbassare la durezza totale a 6-7°GH ed alzare leggermente la temperatura a 28-29°C. Importante invece l'alimentazione che, soprattutto durante il periodo riproduttivo deve essere la più varia possibile. Oltre al normale cibo secco, è bene integrare il cibo con mangimi congelati o liofilizzati

Durante la riproduzione, la somministrazione di cibo vivo contribuisce a stimolare la deposizione delle uova e la loro fecondazione. Io ho avuto modo di notare che, con i Papiliochromis ramirezi da me allevati, la somministrazione di lombrichi (tagliati a pezzetti di dimensioni idonee a essere mangiati!) stimola notevolmente la riproduzione, stimolata, tra l'altro, anche da un cambio dell'acqua più abbondante del solito. Tale cambio, se fatto con acqua più tenera di quella normalmente usata nell'allevamento, simula quello che avviene in natura nella stagione delle piogge che corrisponde alla stagione riproduttiva del "ramirezi".

I Papiliochromis provenienti dagli allevamenti hanno purtroppo perso quasi del tutto l'istinto naturale delle cure parentali, perciò capita frequentemente che dopo qualche ora dalla deposizione o poco prima della schiusa delle uova (che avviene circa dopo 40 ore dalla fecondazione), i genitori mangino tutta la covata, cosa che getta nello sconforto l'acquariofilo.....L'unica soluzione del problema è quella di aspirare le uova e metterle a schiudere al riparo dai "predatori". Siccome le uova hanno bisogno di essere continuamente "ventilate", ossia devono avere un flusso di acqua costante che le mantenga pulite dal pulviscolo, ai genitori è possibile sostituire il flusso molto debole generato da una piccola pompa. Prossimamente vi descriverò "l'incubatrice" da me preparata allo scopo.

L'alimentazione degli avannotti, dopo il completo riassorbimento del sacco vitellino, è composta da naupli di Artemia salina appena schiusi. Successivamente, è possibile somministrare mangime secco e congelato di idonee dimensioni. Come al solito l'impiego di cibo vivo, ad esempio Artemie adulte, Daphnie, larve di zanzara, ecc., contribuisce al rapido e corretto accrescimento dei piccoli.

A questo punto vi saluto, invitando chiunque voglia contattarmi per chiarimenti, impressioni o esperienze sul Papiliochromis ramirezi, a scrivere al mio indirizzo e-mail. A presto.....

...se volete scrivermi




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