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regolazione delle sospensioni
LA
REGOLAZIONE DELLE SOSPENSIONI
Prima di procedere alla regolazione delle sospensioni è fondamentale
tener conto dell'importanza di accordare il funzionamento tra la
sospensione anteriore e quella posteriore per limitare al massimo gli
scompensi che le asperità del fondo stradale portano all'equilibrio
della motocicletta. Se non si tiene conto di quanto detto si può
incorrere in reazioni anomale della moto in presenza di
sollecitazioni esterne con conseguente pericolo di perdita di
controllo del mezzo. Oltre ad accordare la sospensione anteriore con
quella posteriore è importante accordare l'ammortizzatore con la
relativa molla evitando, ad esempio, di precaricare troppo poco la
molla e invece frenare troppo l'idraulica ottenendo una sospensione
che affonda eccessivamente per ogni piccola asperità e poi fatica a
ristendersi.
Altro parametro di fondamentale importanza è la pressione dei
pneumatici che deve essere quella prescritta dalla casa. Regolare le
sospensioni con una pressione delle gomme errata è totalmente inutile.
La regolazione delle sospensioni si può suddividere in due fasi
distinte e separate. La prima è una regolazione statica
in cui si
regola l'assetto della moto, cioè l'altezza dell'avantreno e del
retrotreno in condizioni di marcia; la seconda è una
regolazione
dinamica dove si interviene sui registri per migliorare il
comportamento della motocicletta per esempio durante la percorrenza
di una curva o in frenata.
1.
LA REGOLAZIONE STATICA
La regolazione statica serve principalmente a regolare l'altezza
della moto in condizioni statiche importante per avere il giusto
assetto in condizioni di marcia in rettilineo e una buona base di
partenza sulla quale intervenire per migliorare il comportamento
della moto in condizioni dinamiche.
Per una corretta regolazione è consigliabile seguire la seguente
procedura:
· Regolazione del precarico
1. Aprire completamente l'idraulica del freno in compressione ed
estensione sia della forcella che del mono.
2. Sollevare completamente le ruote da terra afferrando la moto dal
telaio e non dagli organi delle sospensioni.
3. A moto sollevata, misurare la distanza tra il perno ruota e un
punto fisso del telaio (una vite per esempio). La retta ideale che
congiunge il perno ruota e il punto fisso deve essere il più
perpendicolare possibile alla superficie stradale.
4. Appoggiare la ruota a terra e ripetere la misurazione illustrata
nel punto 3. La differenza tra le due misure viene definito
abbassamento statico della motocicletta. Per le moto medie e maxi
sportive e per un uso su strada, l'abbassamento statico deve essere
del 20-30% sull'anteriore e del 6-10% sul posteriore. Per un uso in
pista i valori diventano di 15-18% sull'anteriore e 6-8% sul
posteriore.
5. Ripetere la misurazione del punto 4 limitata al solo retrotreno
con pilota a bordo, benzina ed eventuale passeggero e bagagli. In
queste condizioni l'abbassamento del posteriore deve essere del 18-
27% per un uso su strada e del 18-23% per un uso in pista del mezzo
(ovviamente in pista passeggero e bagagli si lasciano a casa). Anche
in questo caso la misura deve essere effettuata prendendo come
riferimento quella determinata al punto 3.
· Regolazione dell'idraulica
1. Per regolare l'idraulica della forcella, tirare la leva del freno
anteriore.
2. Comprimere ed estendere la forcella ripetutamente caricandola dal
manubrio.
3. Lasciare estendere la forcella togliendo il carico ma tenendo
sempre la leva del freno tirata. La forcella deve estendersi
completamente e successivamente deve comprimersi leggermente. Se
invece la forcella non affonda dopo l'estensione allora il freno in
compressione è eccessivo. Se invece la forcella oscilla per qualche
istante allora è troppo poco frenata in estensione.
4. Per regolare il freno in estensione del monoammortizzatore è
necessario comprimerlo bruscamente e lasciarlo estendere.
L'estensione completa deve avvenire in 1-1,5 sec.
5. Regolare il freno in compressione secondo quanto indicato nel
libretto di uso e manutenzione.
Terminate queste operazioni è necessario controllare il bilanciamento
generale del mezzo tirando il freno anteriore e comprimendo le
sospensioni agendo per esempio con il piede su un pedalino. In queste
condizioni la moto non deve beccheggiare. Se affonda più l'anteriore
allora vuol dire che il freno in compressione della forcella è
insufficiente o le molle sono poco precaricate e viceversa. Stesso
discorso se ritorna più velocemente l'anteriore: il freno in
estensione è scarso e viceversa.
2.
LA REGOLAZIONE DINAMICA
La regolazione dinamica è molto più complessa di quella statica
perché in questa fase subentra anche lo stile di guida e le
impressioni del pilota e quindi le disquisizioni puramente
scientifiche e teoriche devono cedere in parte il posto alle
sensazioni che il pilota avverte alla guida della motocicletta. E'
importante effettuare una regolazione per volta procedendo per
piccoli passi in modo tale da sapere sempre in che direzione si sta
andando. In base a questo consiglio, quindi, è sempre opportuno
provare un registro per volta girandolo di uno o al massimo due
scatti per ogni tentativo.
Per rendere più facilmente utilizzabile il presente lavoro si
riportano di seguito varie situazioni che possono verificarsi quando
le sospensioni non sono regolate nel migliore dei modi. Sarà facile
individuare la situazione che più si avvicina al comportamento della
propria motocicletta e seguire, quindi, le relative indicazioni.
1. La moto è rigida in rettilineo e tende a saltellare sulle
asperità. Il precarico e il freno in compressione sono troppo elevati.
2. Le ruote non copiano le asperità. Il precarico delle molle è
troppo elevato.
3. La moto tende ad ondeggiare nei curvoni veloci. E' necessario
aumentare sia il precarico che il freno in compressione.
4. In frenata la moto si scompone abbassandosi eccessivamente davanti
e sbandando con la ruota posteriore. Le molle della forcella sono
poco precaricate e il freno in compressione è insufficiente.
5. L'avantreno è imprevedibile e insicuro al centro curva. La
frenatura in estensione è eccessiva o insufficiente. Il freno in
compressione è eccessivo.
6. La moto tende ad allargare la traiettoria. Il precarico delle
molle della forcella è eccessivo oppure il precarico della molla del
mono è insufficiente così come potrebbe essere eccessivo il freno in
estensione del monoammortizzatore.
7. La moto tende a chiudere la traiettoria ed il pneumatico
posteriore tende a derapare. Il retrotreno è troppo precaricato o c'è
un eccessivo freno in compressione dell'ammortizzatore. La forcella è
poco precaricata.
Riassumendo per una buona regolazione dinamica bisogna tenere conto
che:
1. Il precarico serve a regolare l'altezza della moto oltre a
conferire un funzionamento più o meno secco delle sospensioni sulle
asperità. Pertanto agendo su questo parametro si modifica il
comportamento della moto in curva che può passare da sotto a
sovrasterzante a seconda che si aumenta il precarico della forcella o
del monoammortizzatore.
2. I freni in compressione e in estensione servono a regolare la
velocità con cui le sospensioni si comprimono o si estendono.
3. La regolazione delle sospensioni è sempre un compromesso tra le
diverse situazioni che si possono incontrare durante la guida.
Infatti una taratura ottimale per la frenata non lo sarà per una
guida su un tratto di strada sconnessa così come un set up per
percorsi tortuosi sarà deleterio per quelli veloci. Almeno nel caso
in cui si usa la moto su strada e non in pista la verità è nel giusto
mezzo.
Spero vi possa essere utile
Good Luck
L'Ustionato
Stefano Matacchione
VFR 800
Rossa
Bologna
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