Foto
dall'interno del
regolatore
Damiano
Vandi "Sclero" (Bologna)
Ciao Hermann!
Come ti avevo precedentemente scritto ti invio le immagini del regolatore
che mi cucinò due belle batterie...

Una spiegazione per capire meglio le immagini però si rende necessaria...
come avevo precedentemente scritto in ML ho dovuto usare una macchina che
"spara" a 10 bar di pressione un getto composto da un miscuglio di
polvere
di corindone e altri abrasivi che generalmente viene usato per togliere lo
strato superficiale dei metalli per prepararli alla ricopertura al nitruro
di titanio e quindi deve essere di notevole potenza.

Il getto è regolabile solo fino ad un certo punto (min. 10 mm.) e quindi
giocoforza non si può ottenere un getto indirizzato e preciso
chirurgicamente parlando, inoltre il tutto è manovrabile solo con enormi
guanti di gomma stando dietro il vetro blindato della macchina chiusa
ermeticamente, quindi capirai che non è il massimo della agilità manuale.
Perciò... i particolari più minuti possono essere andati persi così come il
colore verde isolante che a tratti si intravede e ovviamente anche qualsiasi
cosa scritta come i codici dei componenti elettronici, la ricopertura color
stagno veramente esigua come spessore è stata spazzata via, e noterai che ci
sono delle zone vuote con i bordi frastagliati tra il basamento di rame che
hanno il colore dell'alluminio, anche in quel caso il rame è stato
spazzato
via, nonostante abbia fatto attenzione per fare un lavoro il più possibile
delicato e fermandomi non appena vedevo comparire un qualcosa al di sotto di
questa resina che pareva roccia sia come colore che come consistenza.
Nonostante ciò mi pare che sia venuta una cosina notevole.
Mentre procedevo con il lavoro da "minatore" mi rendevo conto sempre
più che
per l'abbondanza del materiale isolante in gomma combinato con la resina che
imprigiona in maniera totale la scheda e la sua posizione rispetto a questi
materiali, il raffreddarlo con un soffio di aria o anche appoggiandoci sopra
del ghiaccio non servirebbe a nulla, ne ho la convinzione proprio perché ho
avuto la possibilità di esaminare attentamente il tutto in
"mano" e credimi
non serve una grande preparazione tecnica per capire che il freddo non
giungerà MAI alla scheda. Diverso è il discorso se invece di raffreddare
si
tenta di dissipare il calore "estraendolo" dalla parte posteriore di
alluminio dove è materialmente appoggiata la scheda elettronica e lo
spessore che la separa dal mondo esterno è solo quello della piastra di
alluminio.
Spero in qualche modo di avere dato un piccolo contributo alla comprensione
dell'oggetto che tanto ci preoccupa...
Ciao !!!
Damiano Vandi "SCLERO"
VFR750F '92
Metallic Black
Bologna
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