Puntata 11
La statuetta
guest stars: Michael D. Conway [ Ray ], Nurit Koppel [Rava]
Jerry apre uno scatolone di roba vecchia che suo nonno gli ha lasciato, e ci trova una statuetta di ceramica uguale ad una che una volta i genitori di George avevano e amavano, e che George ruppe. George e’ al settimo cielo perche’ dopo anni puo’ far felici i suoi genitori. Elaine lavora con una scrittrice, Rava, alquanto antipatica ma altrettanto promettente, il cui fidanzato Ray viene assunto da Jerry per pulirgli l’appartamento.
Ma quando Jerry il giorno dopo si reca da Ray e Rava vede la sua statuetta a casa loro, e capisce che Ray gliel’ha rubata.
Lo convoca al bar per parlargli, e alla conversazione assiste anche George, furibondo perche’ Ray racconta di avere preso la statuetta ad un banco dei pegni, e non vuole restituirla.
Elaine litiga con Rava e manda a monte il lavoro. Ray sembra farla franca, ma Kramer travestito da poliziotto perquisisce il suo appartamento e si riprende la statua. George e’ di nuovo al settimo cielo, ma si lascia sfuggire anche questa statua, che si frantuma in mille pezzi!
Dialogo n 1
Jerry vuole incontrare Ray per mettere in chiaro la faccenda della statuetta, ed ha appuntamento con lui al bar per l'una del pomeriggio. George va con lui, ma si mette al tavolo dietro Jerry, per poter sentire cosa si dicono senza farsi vedere.
George- Non avra’ detto all’una di notte?
Jerry- Rilassati, lui e’ sempre in ritardo, e’ nel suo codice genetico!
George- Ricorda: non farti impietosire!
Jerry- Certo, certo: saro’ un vero terminator!
George- Puoi contare su di me!
Jerry- Questo mi conforta... Shhhh! Sta arrivando!... Ray!
Ray- Ah, Jerry! Non riesco a credere che tu mi abbia chiesto di quella statua. Non immagini in che razza di problemi rischiavi di ficcarmi...
Jerry- Beh, io...
Ray- Rava in quel momento era seduta di fronte a me: non le ho mai detto di aver preso la statua!
George- Chissa’ perche’!
Jerry- Ora restituiscimela e non ne parliamo piu’, d’accordo?
Ray- Restituirla?
Jerry- Si!
Ray- Di cosa stai parlando?
Jerry- Tu di cosa stai parlando!
George- Di che stanno parlando?
Ray- Sto parlando della statua
Jerry- Beh, pure io!
Ray- Restituirla a chi, scusa?
Jerry- A me!
George- La statua e’ mia!
Ray- A te?
Jerry- Certo,a me!
Ray Scusa ma non afferro!
George- L’hai gia’ afferrata!
Jerry- Ray, io avevo quella statua nella MIA casa, poi tu sei venuto da me, ed ora l’ho rivista nella TUA casa...
Ray- Che cosa vuoi dire?
Jerry- Che cosa voglio dire?
George- Non mi sembra cosi’ difficile!
Ray- Stai dicendo che ho rubato la tua statua?
George- Che perspicacia!
JJerry- Beh...
Ray- Non riesco a credere alle mie orecchie!
Jerry- Non credo io alle mie orecchie
George- non credo IO alle mie orecchie
Ray- Allora, perche’ tu lo sappia, ho comprato quella statua al monte dei pegni.
George- Al monte dei pegni!
Jerry- Al monte dei pegni?
Ray- Certo, a Chinatown, con i soldi guadagnati pulendo il tuo appartamento!
George- (borbottando) Che figlio di...
Jerry- (da’ una gomitata a George) Oh, scusi signore!
George- Di niente!
Jerry- Vedi, Ray, tu eri l’unico quel giorno ad essere entrato a casa mia!
Ray- Cosa c’e’ dietro, dimmi, e’ stata Rava vero? Tu sei innamorato di lei?!?
George- Ma che angoscia, questa poi...
Jerry- No, lei e’ un po’ troppo brillante per me
Ray- Lei e’ fredda solo perche’ e’ finlandese: Finlandia, ti dice niente?
Jerry- So dov’e’ la Finlandia, e’ vicino alla Svezia!
Ray- Allora tu ce l’hai con me: ho forse pulito male la tua casa?
Jerry- No, al contrario , hai fatto un lavoro formidabile! Certo alle volte sei un po’ verboso...
George- "un lavoro formidabile" Che leccapiedi!
Jerry- Mi hai chiamato leccapiedi?
Ray- Che cosa hai detto?
Jerry- Ho...detto... treppiedi: mi serve un bel treppiedi!
Ray- Vieni con me al monte dei pegni: li’ e’ pieno di treppiedi!
Jerry- Ah, grazie, preferisco di no, Ray...
(George furioso inizia a sbattere il menu sul suo tavolo!)
Jerry- ... in fondo forse non e’ un’idea cosi’ malvagia!
Ray- Ne sarei onorato, mi renderebbe felice, ma il proprietario e’ andato in pensione ora vive a Singapore.
George- Singapore!
Ray -Ma se proprio vuoi cerchero’ di contattarlo li’, a Singapore, devo avere la fattura del negozio, forse c’e’ il suo numero...
George- (esplode: si alza in piedi!) No! E’ stato lui, e’ stato lui, Non lo sopporto, non sopportero’ piu’ questo sopruso: Tu hai rubato la mia statua, tu sei un ladro e un bugiardo!
Jerry- George!
Ray- E questo chi e’?
George- Sono il giudice e la giuria, amico mio, e il verdetto e’: COLPEVOLE!
Ray- Ma che succede in questo posto?
George- COLPEVOLE!
Ray- Deve essere pazzo!
George- Ah, sono io il pazzo? Sono io il pazzo?
Jerry- George!
Ray- Scusami devo andare: ho una lezione!
George- Oh, oH, OH, ma guarda un po’, una lezione? Alla Columbia ? Lascia che ti dica una cosa, amico, ho chiamato la segreteria dell’universita’: ho chiesto informazioni, e non c’e’ traccia di alcun Ray Thomas alla Columbia, bugiardo!
Ray- Certo, perche’ alla Columbia sono stato immatricolato col mio nome intero, Raymond Thomas Bocinsky, Ray Thomas e’ il mio nome d’arte, se non le discpiace!
George- Vuoi dire il tuo alias!
Ray- Ora mi sta facendo perdere la pazienza! (si alza in piedi minaccioso: e’ alto venti centimetri piu’ di George)
George- Beh...(con la coda fra le gambe) sono cose che capitano!
Ray- Spero che ti renda conto di cio’ che mi e’ successo a causa tua. Quando vorrai rivolgermi le tue scuse, sai dove trovarmi!
Jerry- Ah... Ray?
Ray- Si?
Jerry- Ancora non capisco come hai fatto a svitare il tappo dell’idraulico liquido, ma sappi che ti ammiro davvero molto per questo!
Dialogo n 2
Elaine e Rava sono davanti all’ascensore con un gruppetto di una decina di persone.
Elaine- Sei nervosa?
Rava- E perche’ dovrei?
Elaine- Gia’, perche’?
Rava- Le tue correzioni erano illeggibili!
Elaine- Questo libro e’ grande! Sei uscita poi ieri sera?
Rava- No, abbiamo fatto l’amore sul pavimento come due animali...
(Tutti la guardano...entrano in ascensore)
Rava- Ray e’ una specie di maniaco!
Elaine- Sono tutti maniaci!
Rava- Anche Jerry?
Elaine- Non me lo ricordo!
(si chiude la porta, salgono di un piano, si riapre)
Rava- A proposito... Ray e’ molto arrabbiato per quelle accuse di furto!
Elaine- Oh... beh, io cono tutto questo non c’entro, questa e’ una cosa fra loro, io non voglio affatto essere coinvolta!
(si chiude la porta, si riapre dopo un altro piano)
Rava- Allora pensi che e’ un ladro!
Elaine- Beh, dovrai almeno ammettere che le circostanze gli sono avverse!
Rava- Io non ammetto un bel niente!
(ora sono tutti dentro l’ascensore, e Rava sta fumando una sigaretta)
Passeggero- Potrebbe spegnere quella sigaretta per favore?
(Rava fa spallucce scocciata e l’uomo si sposta)
Elaine- Voglio dire: prima era nell’apartamento, poi e’ scomparsa ed ora e’ nel tuo appartamento!
Rava- Allora secondo te siamo ricettatori!
Elaine- No, no, ammetterai la coincidenza!
Rava- E va bene: e’ una coincidenza!
(silenzio)
Elaine- Una bella coincidenza!
Rava- Non “Una bella coincidenza”: una coincidenza!
Elaine- Eh, no: e’ una BELLA coincidenza!
Rava- E’ una semplice coincidenza: non esistono belle coincidenze e brutte coincidenze!
Elaine- Va bene, non esistono, ma ci sono dei gradi di coincidenza.
Rava- No, ci sono soltanto le coincidenze: chiedi a chiunque: (urlando) Secondo voi ci sono belle coincidenze e brutte coincidenze, o solo coincidenze?
(nessuno risponde)
Rava (isterica)- Allora, ALLORA?
Passeggero- La vuole spegnere quella dannata sigaretta o no?
Rava- Se vuole gliela posso spegnere sulla faccia!
(silenzio)
Rava- Ha proprio ragione Ray, mia cara Elaine, tu e il tuo Jerry siete gelosi del nostro amore: volete solo distruggerci!
Elaine- Perche’ non vai a metterti in bilico sopra un davanzale?



