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  1. Infinitamente

  2. Il sorriso rubato

  3. Ambiente Tre

  4. Prova d'orchestra

  5. Si mis manos pudieran deshojar

  6. Sguardo perso, io

  7. Deserto

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2. Il sorriso rubato 3:49  

Parole e Musica di Fabio           

Manifesti strappati
Manifesti strappati con forza: questa potrebbe essere la metafora di un'azione corrosiva e indelebile. "Il sorriso rubato" racconta un tremendo fatto di cronaca avvenuto nel 1998 a Cattolica, quando un ragazzo di buona famiglia ha rovinato il sorriso di un suo Fratello con un secchio di acido.
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L'oggetto materiale fu messo in discussione
Una notte furtiva scavaldando la siepe
Per trovare quel giocattolo che non ti apparteneva
Per segnare il tuo destino in un gesto disumano
 
Compiuto da un fratello appartato e ben nascosto
Dagli sguardi e dai sorrisi che facevi quella notte
Compiuto da un fratello che non ha mai sbagliato
Nella vita sempre primo, il migliore tra gli amici
 
Del branco conformista, lui non ti conosceva
Eri solo un errore, un ladro nel suo tempio
E quella notte la vendetta in un gesto assoluto
Quella notte la tua colpa espiata con un secchio
 
Ricolmo di odio e di futili rancori
Corrosivi come l'acido che si era procurato
Per infliggere una pena esemplare e duratura
A chi violava di nascosto il suo oggetto materiale
 
E dopo aver compiuto la vendetta corrosiva
Sul tuo volto sorridente, sacrificio del destino
E' tornato in mezzo al branco dei fighetti impomatati
La sua vita continuava come sempre anche oggi
 
Tra sigarette, il bar, la donna, uno spinello
Ristabilito l'ordine, la proprietà privata
Ristabilito l'ordine, costi quel che costi,
"Nessuno potrà togliermi il grande privilegio
 
Di essere il primo, il migliore della classe
Padrona, ricca, bella e gran lavoratrice"
Che può sfregiare a vita un ragazzo sorridente
Rubandogli il sorriso dal volto quella notte.
 
Acido in faccia al destino, acido in faccia