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Fu una esplosione di gioia immensa. Lo stadiò impazzì: LUPI-LUPI-LUPI-LUPI sempre più alto. Ramon Diaz e i compagni se ne andarono ancora sotto la Sud. Questa volta almeno cinquecento persone entrarono in campo a festeggiare con i Lupi. Per la cronaca, il gol è passato alle statistiche come “autogol di Renica”, mah . . . La gioia era tanta, fu molto difficile ristabilire l’ordine. La partita riprese dopo quasi dieci minuti, ma fu di nuovo subito sospesa, perché il grandissimo Grame Souness, incazzato nero per quello che era successo (tra l’altro, non dimentichiamolo, la loro sconfittà segnò l’ ADDIO AI SOGNI SCUDETTO SAMP, o meglio l’arrivederci, come sapete bene), si tolse la maglietta e la gettò in faccia all’arbitro. Il mercoledì successivo si beccò ben otto giornate di squalifica che significarono carriera italiana finita (non tornò più). Fu una giornata indimenticabile, una emozione indescrivibile. Purtroppo anche troppo per 5 tifosi del Lupo, che si beccarono un infarto. Chissà come è andata a finire per loro, non se ne è saputo più niente. Di uno purtroppo, so per certo che non ce l’ha fatta, ma speriamo che gli altri si siano successivamente ripresi. La cosa divertente arrivò sulla via di casa. Ricevetti tre telefonate. Due amici mi esprimevano la loro solidarietà per la probabilissima retrocessione dell’Avellino. Eh, già! A Domenica In avevano dato lo 0-1 come risultato finale in quella giornata di sciopero dei giornalisti, ma il terzo amico che mi chiamò lavorava alla Rotopress e aveva notizie più affidabili. Quello che mi disse fece esplodere di gioia me e tutti i tifosi del Lupo, se possibile ancora di più di quando eravamo allo stadio: non era vero che l’Ascoli aveva vinto, il risultato finale era stato Ascoli-Udinese 0-1. La salvezza dell’Avellino era tornata a portata di mano. A questo punto, sarebbe bastata un po’ di attenzione per non farsela sfuggire. E così fu. Per tutti i tifosi del lupo, giovani e vecchi che siano, immensamente ed eternamente riconoscente IL NAPOLETANO FORZA LUPI
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