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L’Avellino ormai era una squadra senza ruoli e senza idee che paradossalmente non attaccava neanche più. Un uomo però continuava a stazionare nei pressi dell’area di rigore della Samp. Il suo nome è ben noto a tutti voi: Ramon Diaz. Questo fantastico campione al 36’ della ripresa riuscì ad arpionare un pallone al limite della area di rigore. Non era una palla pericolosa né comoda da giocare, perché Ramon era spalle alla porta, la posizione era molto defilata (quasi al vertice dell’area) e – incredibile a dirsi – non c’erano compagni nei paraggi. Il buon Ramon ebbe però una idea delle sue. “Perché non girarmi e tirare – probabilmente pensò – anche se non vedo la porta, non so dove sto, non so dov’è il portiere . . . ”. E così fece. E la palla si infilò nell’angolino. GOOOOOL! Lo stadio appena un istante prima tramortito, ESPLOSE. Ramon se ne andò sotto la curva Sud, molti ragazzi scavalcarono e gli si tuffarono addosso (letteralmente), la partita ricominciò dopo tre minuti di interruzione. E’ vero, non era successo niente di straordinario, all’Avellino sarebbe servito un successo (e solo per poter sperare!), il pareggio era comunque un risultato negativo. Saremmo andati a –1 e un po’ tutte le considerazioni fatte per il –2 valevano ancora. Però il tifoso avellinese è fatto così. Per lui, questo pareggio era il segnale di una squadra viva, di un LUPO che non si arrende, di una speranza che DOVEVA ripartire, ed era anche contento così. Anzi . . . Anzi, cominciò a spingere la squadra per quegli ultimi 6-7 minuti come non mai. Io, in dieci anni di A non ho mai più visto una bolgia così pazzesca come in quella ultima parte di partita. LUPI-LUPI-LUPI-LUPI. Il grido sia alzava in maniera paurosa, della grande Samp non c’era più traccia. Anche del gioco, per dir la verità. Era diventata una corrida più che una partita di pallone. L’azione-tipo era la seguente. Cross nostro dalla tre-quarti in avanti e mucchio selvaggio nell’area di rigore della Samp. E il mucchio era davvero numeroso, gli avellinesi avevano deciso di rischiare il tutto per tutto e spinti dal pubblico si erano rovesciati in avanti incuranti dal terribile contropiede SAMP. LUPI-LUPI-LUPI-LUPI. Il pubblico non smetteva un attimo. Fu così che Zandonà, il nostro libero di allora, unico rimasto a centrocampo, scaraventò l’ennesima palla in mezzo all’area. Il pallone impazzito a mò di flipper gli fu ribattuto dopo pochi istanti e lui senza badare allo stile non ci pensò due volte: lo ributtò dalle parti dell’area loro. Beh, ancora oggi, a distanza di 17 anni io non vi saprei dire cosa successe esattamente (per lo sciopero, non esistono immagini televisive!), fatto sta che dopo vari rimpalli vidi la palla andarsene lentamente nella loro porta accompagnata dallo sguardo impotente di Ivano Bordon, ex Inter, allora portiere Samp e da un boato incredibile: GOOOOOOOL!
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