. A mia madre

Rosa Perrone

A MIA MADRE



Ci saranno ancora stagioni nuove
e spighe turgide al sole biondeggianti.
Fioriranno gli azzurri fiordalisi
nei campi rosseggianti di papaveri.
E ancora voli di rondini gioiose
e abbracci di viticci gelsomini
abbarbicati al muro della casa.
Schiuderanno corolle vellutate
le profumate rose porporine.
Sui rami spunteranno nuove gemme
vogliose di aprirsi al caldo sole.
Ma, tu, non rivedrai altre stagioni,
ne il rinnovarsi perpetuo d'ogni cosa.
E ancora non so, o mamma cara,
se stai vagando nell'infinito spazio,
se in altri Cieli
il tuo spirito aleggia.



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