CAPITOLO 1

 

1.1    Introduzione: passato, presente e futuro nella storia delle telecomunicazioni mobili

 

L’uomo ha sempre desiderato comunicare. L’uomo moderno non riesce a stare fermo, il sogno che stava prendendo forma era la possibilità di comunicare sempre e ovunque, in ogni luogo e in ogni momento della giornata. Questo sogno è stato realizzato liberando lo strumento tecnologico di comunicazione interpersonale più diffuso, il telefono, dal vincolo dei cavi di connessione, dando vita ad uno dei fenomeni industriali e sociali più dirompenti della fine del ventesimo secolo: il telefono cellulare, vero motore del mondo wireless. Vediamo di ripercorrere le principali tappe e vedere cosa ci riserverà il futuro. Le comunicazioni radiomobili nascono in ambito militare per poi diffondersi in quello civile. In Europa il primo importante successo commerciale è stato il TACS (Total Access Communications System), sviluppato nel Regno Unito, che iniziò la sua attività nel 1985 e, nonostante fosse fruibile solo all’interno dei singoli stati, può a buon diritto essere considerato il primo standard importante nella diffusione della PRIMA GENERAZIONE della fonia mobile. Tale standard, tuttora in attività, è di tipo analogico, tipico dei primi sistemi cellulari introdotti: utilizzando la modulazione FM presenta alcune limitazioni: ad ogni utente che effettua una richiesta di connessione viene assegnata una frequenza, che rimane impegnata per tutta la durata della conversazione non potendo così essere utilizzata da altri terminali; la capacità, o numero di utenti, è limitata sia dal numero delle frequenze disponibili sia dal limite imposto alle dimensioni delle celle; la sicurezza dell’accesso alla rete si basa solo sul riconoscimento di un numero di serie che identifica l’apparecchio mobile, per cui risulta relativamente semplice clonare il terminale. Inoltre questi sistemi non sono adatti a trasmissioni dati e sono limitati ad operare entro i confini nazionali. I primi telefonini erano grandi e pesanti, con poche funzioni, e i costi di acquisto e di fruizione del servizio di fonia erano esorbitanti a causa delle ridotte economie di scala che interessavano tanto i produttori dell’hardware quanto i gestori del servizio che operavano sì in regime di monopolio, ma con un bacino d’utenza ancora limitatissimo. Solo un nuovo standard avrebbe permesso la macroscopica diffusione che attualmente conosciamo: il GSM (Global System for Mobile Communication), padre della SECONDA GENERAZIONE. Questo sistema stabilito nel 1989 come standard internazionale per la telefonia digitale, nacque con l’intento di rispettare dei precisi criteri: assicurare una buona qualità audio della conversazione; ottenere bassi costi per i terminali e per la gestione del servizio; supportare il Roaming, ovvero la interoperabilità tra gestori, soprattutto a livello transnazionale; veicolare in modo affidabile la trasmissione dati; offrire un ampio ventaglio di nuovi servizi a valore aggiunto; essere compatibile con il sistema digitale ISDN; garantire un eccellente grado di sicurezza e riservatezza nelle comunicazioni.

La tecnologia avanza, e anche le funzioni che il cellulare permette, noi italiani potremmo diventare i sovrani dell’ “internet in piedi” mobile, ma la strada prevede ancora qualche tappa e qualcuna si è rivelata un flop commerciale: è il caso del protocollo WAP (Wireless Application Protocol), che prometteva di portare l’accesso a internet sui terminali mobili ma si è rivelato complicato e scadente. A questo punto è stato molto più interessante il grande successo giapponese dell’I-MODE, tecnologia sviluppata dalla NTT DoCoMo: concettualmente forse meno sofisticato del WAP a livello tecnologico, l’I-MODE sa comunque garantire un’ottima esperienza on-line agli utenti, e a prezzi modici. E giungiamo quindi alle ultimissime generazioni, quelle appena commercializzate o ancora in via di sperimentazione che per il momento sono soltanto promesse, ma promettono davvero molto. Il GPRS (General Packet Radio Service), la cosiddetta SECONDAGENERAZIONEEMEZZO, è caratterizzato da un’interfaccia di trasmissione a pacchetti che utilizza la già esistente rete GSM. La velocità massima prevista di 171,2 kbps contro gli attuali 9,6 del GSM, oltretutto permette connessioni istantanee grazie al fatto che gli utenti sono “always on”.

Ma il GPRS nasce già vecchio, perché ormai tutta l’attesa è per lo standard della TERZA GENERAZIONE, l’UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), previsto non prima del 2003. Ma su che nuove tecnologie si basa? E che applicazioni ci potrà offrire per convincerci a comprarlo e adoperarlo? Davvero sarà la soluzione a tutti i nostri problemi, la realizzazione di sogni e desideri collettivi? A questa e ad altre domande risponderemo nel corso del nostro lavoro, che riprenderà, approfondendole, le varie tappe del wireless.

 

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