Rosy, una ragazzina di 15 anni, orfana adottata dagli zii, collegiale in vacanza per la consueta festa della befana, zii che ospitano nella loro casa l'anziana nonna.
Nella casa vige il divieto assoluto di salire al 2° piano, dove, in una stanza, la nonnina giace a letto "troppo malata" per poter ricevere qualsiasi visita.
La presenza della nonna si fa in ogni modo sentire attraverso una continua cantilena che sembra esistere solo nella testa della ragazza, ma che gli zii non sembrano sentire - vieni piccina vieni dalla tua nonnina.
Le domande di Rosy sullo stato di salute della nonna rimangono sempre senza risposta, o con risposte lacunose del tipo "non hai ancora l'età per capire".
Una sera gli zii ricevono una visita dei vicini e si ritirano a chiacchierare.
La cantilena nella testa di Rosy si fa sempre più forte e insistente di tutte le altre volte - vieni piccina vieni dalla tua nonnina - Rosy si porta le mani alle orecchie, ma il suono rimane lì, dentro la sua testa.
D'impulso inizia a salire le scale. E' al piano superiore. Allunga una mano verso la porta, ma questa si apre da sola. Rosy rimane sull'uscio, la voce dentro si fa sempre più forte e imperativa - vieni piccina vieni dalla tua nonnina.
Varca la soglia ed entra. Dentro, su un letto, legata con grosse cinghie di cuoio, giace una vecchietta, la mascella continuamente oscillante, può muovere solamente le braccia. Nella stanza nessun altro mobile ad esclusione di un comodino con sopra una piccola bambola nera di pezza trafitta da spilli.
Rosy come ipnotizzata si avvicina alla vecchia, allunga una mano, la vecchia l'afferra e vi si aggrappa, basta un attimo e la nonnina sta trascinando Rosy verso la sua bocca. La porta si chiude alle spalle delle due.
Un silenzio irreale si impossessa della casa. Gli zii capiscono, escono dal salotto e vedono, in cima alle scale Rosy: la mascella oscillante, la bambola nera in mano, senza spilli.
La mandibola della ragazza trema vistosamente, ma ciò non le impedisce di canterellare una nenia - venite piccini venite dalla vostra mammina.
La ragazza rivolge lo sguardo ai due, la mandibola gli si immobilizza e un sorriso crudele le spunta sulle labbra - Sono tornata bambini miei ... cattivi, cattivi.
Soggetto Christian Marchi - M.D. Zilioli
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