Paesino dell'entroterra. Il titolo campeggia in primo piano sulla cronaca locale del quotidiano "Ragazza si suicida davanti ad un'edicola" (Sabrina), più in basso, sulla stessa pagina: "Trovato impiccato nella sua casa un giovane trentenne" (Antonio). Sabrina e Antonio erano due abitanti di ….. (paese).
Due uomini, stanno commentando tra di loro i due articoli in una stanza.
Nello stesso paese, nella sala d'aspetto del dottore, due donne stanno leggendo la stessa pagina, gli stessi articoli, parlando tra loro.
Ambedue i gruppi lasciano cadere mezze frasi nel nulla, parole dalle quali trapela chiaramente che sanno, anche se parzialmente, ma sanno il motivo per il quale i due si sono suicidati.
Il gruppo di uomini sa perché Antonio si è tolto la vita, sanno che violentò una giovane donna poco fuori dal paese una sera mentre lei tornava a casa dalla discoteca, il tutto pochi mesi prima; iniziano a collegare i due articoli. Loro, gli amici di Antonio, sapevano, sanno e solo adesso iniziano a rendersi conto del loro colpevole silenzio, della loro colpevole complicità, anche loro responsabili come e più di Antonio, della sua spavalderia ignorante; anche loro, come lui, scoprono interamente la loro ignoranza il loro pressappochismo, la loro violenza.
Il gruppo delle donne sa perché Sabrina si è tolta la vita, non sanno il perché ha scelto di farlo davanti a un'edicola, anche se iniziano a collegare i due articoli, ma sanno che la ragazza era tormentata dal suo dolore, da quella violenza ingiusta subita dall'uomo e che priva la donna della sua libera scelta d'amare, da quella violenza che aveva subito con sfacciataggine impudica da un uomo che conosceva benissimo, da un uomo cosciente della paura-quasi-impossibilità che Sabrina avrebbe avuto-subito nel paese bigotto e chiuso, perché quell'uomo conosceva i meccanismi che muovono le menti del paese, conosceva i meccanismi che muovevano la mente di Sabrina, o almeno pensava di conoscerli.
Loro, le amiche di Sabrina, sapevano, sanno e solo adesso iniziano a rendersi conto del loro colpevole silenzio, della loro colpevole complicità, anche loro responsabili dei loro timori, dei timori che hanno trasmesso all'amica quando era ancora in vita, la stessa amica che non aveva mai voluto rivelare loro il nome del suo violentatore; anche loro, scoprono interamente la loro ignoranza muta, il loro
tacere-per-non-soffrire-di-più, il loro adesso-orrendo limite, la loro inutile e sbagliata vigliaccheria.
Una finestra si spalanca agitando le pagine del quotidiano che cade improvvisamente a terra nella stanza ormai vuota, cade improvvisamente a terra nella vuota sala d'aspetto del dottore.
massimo d. zilioli
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