Piero Melograni - Lunga marcia verso il capitalismo

Piero Melograni
Lunga marcia verso il capitalismo
"Il Sole 24 ore"
5 dicembre 2004, p. 31

La Cina si trova al centro dell'attenzione mondiale, poiché sta entrando col suo peso gigantesco nella civiltà nuova, che possiamo definire industriale, postindustriale, tecnologica ma in ogni caso nuova. Il traumatico passaggio si accompagna di solito a grandi rivoluzioni politiche: giacobina in Francia, comunista in Russia, fascista in Italia, nazionalsocialista in Germania. L'Inghilterra, prima nazione a industrializzarsi, riuscì invece a mantenere il controllo di se stessa. Se la Cina di oggi non ci riuscisse avremmo un sommovimento di proporzioni immani. Le rivoluzioni europee ebbero luogo in società elitarie e ciò nondimeno produssero consistenti fenomeni migratori. Un crollo della Cina indurrebbe centinaia di milioni di cinesi ad abbandonare la loro patria per rifugiarsi altrove.

Fernando Mezzetti è un giornalista che ha lungamente vissuto a Pechino, oltre che a Mosca e Tokio. Conosce benissimo la realtà cinese e con il suo ultimo libro, Dietro la Grande Muraglia, ci fornisce una documentazione storica di alto livello, che ci aiuta a capire quanto è accaduto e forse quanto potrà accadere. Il libro pone in rilievo la straordinaria personalità di Deng Xiaoping, segretario del Partito comunista dal 1954 al 1966, messo al bando negli anni della Rivoluzione culturale e tornato al potere dopo di essa. Di solito pensiamo che, di fronte all'inesorabile corso degli eventi, i cosiddetti capi possano tentare poco o nulla.

Deng Xiaoping è l'eccezione che conferma la regola poiché senza di lui la Cina non avrebbe raggiunto lo sviluppo di oggi. Lo stesso Mao, di fronte a Deng, risulta uno gnomo. Mao esaurì le sue capacità nella fase rivoluzionaria che precedette la fondazione della Repubblica popolare cinese, dopo di che accumulò errori su errori. Giovandosi delle memorie scritte da Zhisui Li, medico di Mao, Mezzetti analizza la vita privata del grande capo. Era un nevrastenico oppresso da angosce, odi e paranoia. Trascorreva gran parte del suo tempo con ragazze volgari e di facili costumi. Secondo Mezzetti, Mao era un inganno: <Sotto il carisma, niente>.

La rivoluzione "culturale", a dispetto del nome, bloccò lo sviluppo culturale, oltre che economico, politico e sociale della Cina. Non si conosce l'esatto numero delle sue vittime, ma furono milioni. I riabilitati ammontarono poi a cento milioni. Perfino un figlio di Deng Xiaoping finì paralitico, in carrozzella, in seguito alle percosse delle Guardie Rosse. Ai genitori di una ragazza fucilata fu chiesto di rimborsare allo Stato il costo dei proiettili. Un lavoratore, che pulendo una statua di Mao gli aveva messo le mani al collo, venne accusato di strozzarlo. Fu deciso che il rosso rivoluzionario, ai semafori, indicasse il via libera, e il verde lo stop.

La morte di Mao, nel settembre 1976, segnò l'inizio di un'epoca nuova. Deng, diversamente da Mao, affermò che la verità non ha nulla a che fare con le classi sociali. Vide nell'esperienza pratica <il criterio unico di verità> e si pose l'obiettivo di far vivere meglio i cinesi. Ci riuscì e oggi possiamo pensare che Deng sia stato uno dei più grandi uomini politici del secolo XX, forse il più grande in assoluto. In Occidente molti lo ignorano, ma il 27 giugno 1981, quando Deng era ancora in vita, il Partito comunista cinese rese pubblico un documento di severa critica nei confronti di Mao, qualcosa di simile al rapporto Krusciov contro Stalin. L'iniziativa privata fu incoraggiata e il 12 ottobre 1992, il nuovo capo del Partito e dello Stato, Jiang Zemin, è arrivato a dire che <l'eguaglianza nella povertà non è socialismo>. E ha aggiunto che bisogna incoraggiare alcuni individui ad arricchirsi per primi affinché la loro ricchezza possa poi diffondersi.

Attendiamo il giorno in cui le classi politiche di tutto il mondo, incluse le islamiche e perfino quelle europee e italiane, decidano di identificarsi anch'esse con la rivoluzione tecnologica in atto, ponendosi come primo obiettivo la crescita della ricchezza, anziché la sua distribuzione.

Fernando Mezzetti, <Dietro la Grande Muraglia. Segreti e lotte di potere dal furore maoista al capitalismo rosso>, Valentina Edizioni, Milano 2004, pagg. 308, 30,00.