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L’istruzione della casa delle libertà.

Negli anni scorsi siamo stati spettatori e protagonisti di innumerevoli lotte sul tema dell’istruzione, basti pensare alle lotte portate avanti dagli studenti nel ’68, oppure alla storica lotta fra PCI e Dc.

Tutti questi momenti di discussione avevano un minimo comun denominatore : presentavano modelli di istruzione differente che avevano comunque come esito la formazione di donne e uomini che un giorno sarebbero stati membri della nostra società.

Oggi l’ascesa al potere della sedicente casa della libertà ha stravolto ogni civile idea sulla scuola statale. Non esisteranno più ragazze e ragazzi ma prodotti da immettere sul mercato. Fra i 12 e i 14 anni i "novelli prodotti" dovranno scegliere se diventare dei dirigenti, dei manager, dei professori e quindi continuare a studiare; oppure diventare idraulici, operai, manovali e quindi iscriversi alla scuola di avviamento tecnico. Ovviamente la scelta non sarà proprio spontanea visto che la scuola statale va verso la sua fine e quella privata sarà molto selettiva, nel senso che costerà diversi milioni al mese. In una situazione di questo genere è ovvio che chi è ricco potrà accedere ad un’istruzione di buon livello mentre chi non ha una grande disponibilità di denaro avrà un’istruzione di serie b. Questo quadro non farà altro che accentuare la forbice che divide la nostra società fra ricchi e poveri.La vera preoccupazione nasce però leggendo la proposta della riforma Moratti; infatti quest’ultima non tratteggia un quadro preciso ma piuttosto una nebulosa riforma. Leggendo le poche righe che compongono il testo che sancirà la condanna a morte dell’istruzione si ottiene solo un pesante senso di sconforto; ma se lo incrociamo con il discorso programmatico che ha pronunciato il ministro ,durante il suo insediamento, lo sconforto diventa paura. Questo sentimento è dovuto alla comprensione della provenienza di questo modello: gli Stati Uniti d’America. Quest’ultimi hanno inventato la nuova e terrificante idea di studente-prodotto. Il risultato di questa acquisizione è che l’istruzione americana è una delle meno formative del nostro pianeta, il prezzo per frequentare un’università decorosa è di circa duecento cinquanta milioni, la classe operaia è la più ignorante fra quelle dei paesi così detti "ricchi". Ma evidentemente questo stato di ignoranza in cui vogliono far cadere il nostro proletariato non preoccupa affatto i nostri reggenti; in quanto una classe di lavoratori ignorante e abbrutita non conosce affatto i suoi diritti e la sua reale forza, quindi questa classe può essere dominata e sfruttata come accade ai nostri compagni che anno avuto la disgrazia di nascere in America.

Nella riforma Moratti ,in compenso, si legge chiaramente il desiderio di devastare il concetto di cultura laica, libera e unica. L’importanza della cultura ci è ricordata dalle parole di un compagno, il quale giunto al tramonto della sua vita scrisse hai suoi figli di studiare, poichè solo attraverso lo studio si sarebbe potuto apprendere la tecnica che permette di capire e cambiare il mondo,e solo attraverso quest’assunto si sarebbe potuti diventare dei buoni "rivoluzionari".Al contrario il modello di cultura che ci viene offerto oggi è un modello settario che tiene conto da un lato dei biechi desideri di arricchimento dell’industriali; i quali per il loro benessere non esiteranno ,come la storia ci ha dato prova, a trasformarci in "bestie da soma"; e dall’altro tiene conto dell’etica del peggiore clero che vede nell’assoggettamento del popolo la vera realizzazione della fede.

Tutto questo ci tocca da vicino poiché il diritto alla formazione e il diritto che questa formazione sia di un buon livello non è soltando un qualcosa che riguarda un piccolo momento nella nostra vita; ma l’istruzione è lo strumento che ci permette di capire e interagire con il mondo che ci circonda; è quel mezzo che ci trasforma da semplici esseri umani a cittadine e cittadini; l’istruzione è l’unico vero baluardo della libertà.

Nel 1928 un tribunale Fascista degno membro di un governo Fascista decretò la condanna al più grande dei comunisti che vissero in Italia; questa condanna suonava così "per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di pensare". Il nostro governo pur non essendo sulla carta Fascista è andato molto oltre; infatti la condanna non è rivolta a una sola persona e non è per un così breve periodo.

In un quadro di questo genere non dobbiamo farci sovrastare da quello che ci sembra l’inesorabile andare delle cose; anche se da solo un uomo non può contrastare tutta questa distruzione, insieme ancora una volta come hanno fatto i compagni vissuti prima di noi possiamo vincere questa battaglia. Non voglio essere retorico ma compagni unitevi.

Guido Mori

Comunisti Italiani

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