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INTERVENTO CONSIGLIO 1999
Sindaco, Assessori, Consiglieri,
nel 1988, dopo quasi venti anni che la comunità scientifica internazionale si era occupata delle eventuali conseguenze della presenza dei campi elettromagnetici, il grande fisico sovietico Andrei Sakharov, dichiarando di volersi interessare nella restante parte della propria vita anche e soprattutto dei problemi riguardanti le conseguenze a lungo termine dell’inquinamento, pose l’attenzione proprio sull’inutilità di procurare allarmi alla popolazione e di avvalersi del cosiddetto principio di prudenza. Nelle sue memorie possiamo, infatti leggere:
è mia intenzione occuparmi dei molti aspetti ecologici legati all’inquinamento che è il nostro problema di lungo termine più importante. Poiché io penso che per questi problemi che hanno un assestamento a lungo termine è un problema riuscire a capire le principali cause di inquinamento ed evitare che la politica importante segua falsi problemi. In particolare io credo che hanno iniziato ad usare il concetto quasi legalistico del "principio di prudenza" che insegue il fantomatico rischio di cancro causato dai campi elettromagnetici a bassa frequenza prodotti dalle linee elettriche. Questo bisogno di dar la caccia costa qualcosa come tre miliardi di dollari in due, tre anni e sconvenientemente impaurisce il popolo con l’elettrofobia. L’onere di questi costi fiscali ed emotivi che pesano sulla popolazione americana è incommensurato alla diminuzione del rischio, qualora ci fosse. Questo modo di fare non è un uso della scienza per il pubblico bene.
L’importanza della salvaguardia dell’ambiente, del misurato consumo delle risorse, della preservazione delle condizioni indispensabili per la vita è oggi ampiamente riconosciuta dall’intera popolazione della Terra e, sempre più spesso, è in forte contrasto con l’attuale organizzazione economica e sociale. Tra le risposte a questa contraddizione raramente troviamo la necessaria proposta di modificare le leggi dell’economia bandendo l’obiettivo del profitto immediato ed affiancando al prodotto interno lordo, la durata della vita media, la qualità della vita stessa e la distribuzione del reddito tra la popolazione quali criteri che definiscono il valore di una nazione. Più spesso vediamo l’insorgere di irrazionalistiche preoccupazioni che coscientemente avvantaggiano proprio questo regime economico ed anzi affermano la sua conservazione od ancor più una decisa reazione. Proprio mentre cresceva l’organizzazione dei lavoratori, proprio mentre finalmente i proletari di tutto il mondo si univano Pio IX si preoccupò di uguagliare il treno al demonio, per fortuna i comunisti organizzarono i ferrovieri.
La neutralità della scienza, principio fondante non tanto del dominio della tecnologia sulla società quanto piuttosto dell’ineluttabilità di questa organizzazione, è ormai bandita dal pensiero ragionevole e riproporla in termini inversi non è certo di alcun vantaggio per le classi popolari.
Giammai sarà possibile provare che le onde elettromagnetiche a bassa frequenza non siano dannose alla salute. Oltre ad un problema molto specifico dell’impossibilità di vedere un fenomeno che è coperto da altri più intensi su cui torneremo oltre è la richiesta di provare che qualcosa sia innocuo che non ha alcun significato. Applicare poi, come chiede il testo della mozione, il principio di prudenza come conseguenza della domanda è soltanto pericoloso e controproducente. In Italia abbiamo già una precedente applicazione del principio di prudenza il cui unico obiettivo è stato lo sviluppo della criminalità camorristica e dei traffici illeciti internazionali: la chiusura degli inceneritori. Vista la pericolosità reale, e non supposta ma fino ad oggi mai provata come nel caso delle onde elettromagnetiche, degli inceneritori in Italia, e specialmente nella nostra Provincia, furono chiusi quasi tutti gli impianti di termodistruzione dei rifiuti. Il risultato è stato il conferimento in discarica dei rifiuti, lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi nel meridione e in Africa, la disponibilità di ingenti capitali per la camorra (tradizionalmente impegnata nella gestione delle cave – in genere altro vero e proprio crimine contro l’ambiente) e, soprattutto lo sviluppo di una criminalità internazionale di alto livello i cui terminali appena sono stati intravisti nell’inchiesta condotta a seguito della morte di Ilaria Alpi. Ma il danno maggiore è stato proprio nei confronti dell’ambiente che a parole coloro che hanno imposto la chiusura degli inceneritori volevano tutelare. Quella battaglia è stata condotta proprio in nome del principio di cautela per cui anche se il rischio fosse modesto era comunque meglio chiudere gli inceneritori (procurando oltre allo sviluppo di interessi economici criminali un danno ambientale certo e maggiore). Anche in quella battaglia fu l’irrazionalismo il fattore dominante ed ancor oggi proponendo impianti intrinsecamente sicuri, come nel caso del compostaggio, si incontrano irrazionali avversità.
Ma quale è il rischio dei campi elettromagnetici prodotti dalle linee di distribuzione dell’energia elettrica e dai trasmettitori per la telefonia cellulare e per la radiotelevisione? Esistono due lavori in cui sono raccolti tutti gli studi esistenti su questi temi. Il primo di questi lavori (agosto 1998) è generale ma presta maggiore attenzione al problema delle linee elettriche, l’altro (marzo 1999) invece ha per oggetto la trasmissione di segnale attraverso le onde elettromagnetiche. Esiste inoltre un libro assai divulgativo della Avverbi Edizioni finito di stampare nell’aprile 1999. Tutte e tre queste referenze sono costruite non proponendosi di provare la dannosità o l’innocuità dei campi elettromagnetici ma piuttosto per confrontare tutti i lavori che in oltre trenta anni di ricerca sono stati realizzati su questo problema.
Senza troppa cattiveria, né volendo analizzare i lavori specifici su alcuni dei quali potrebbero esser fatte interessanti considerazioni politiche, sorgono spontanee due domande. Quali danni alla salute provocherebbero le onde elettromagnetiche? Quale meccanismo di azione è ipotizzato? Alla prima domanda quei pochi articoli che concludono con la pericolosità delle onde elettromagnetiche rispondono in modo contraddittorio. Nell’ordine gli stessi campi per un articolo aumentano la probabilità delle leucemie infantili (tra 0-3 mesi per l’esattezza) ma diminuiscono quella del tumore al cervello, ossia farebbero bene , un articolo invece sostiene il viceversa, altri ancora mostrano dei danni per la fertilità e così via. Non ci sono però articoli che convergono verso lo stesso risultato. Il perché non è difficile da individuare e lo discuteremo tra poco. Alla seconda domanda, quella che chiede come fanno male i campi elettromagnetici, non è possibile dare risposta, ossia tutti escludono un’azione diretta e pochissimi ipotizzano un’azione indiretta: diminuirebbero le difese immunitarie dell’organismo rispetto ad alcuni agenti cancerogeni. Perché nessuno reclama l’applicazione del principio di prudenza a questi agenti cancerogeni? E’ provato che gli inquinanti prodotti dalla combustione, sicuramente quella dei motori a scoppio, sono altamente cancerogeni: perché non investire qui le risorse dato che vi sarebbe la tecnologia sufficiente per produrre motori assai meno inquinanti? Perché non chiediamo un censimento dell’amianto, sicuramente cancerogeno, ed imponiamo di toglierlo, non solo le grandi quantità ma anche e soprattutto quelle piccole diffuse e spesso incontrollate? In queste circostanze sarebbero investimenti su rischi certi e quantificati.
Numerosi studiosi concludono invece con una domanda molto sensata: ha senso sprecare tempo ed energie intellettuali nel controllare la pericolosità dei campi elettromagnetici? La domanda è molto significativa poiché la conclusione politica a cui conducono gli studi scientifici è quella per cui i danni delle onde elettromagnetiche, se esistenti, sono così di poca importanza che non possono essere rilevati senza prima risolvere gli altri problemi conseguenti all’inquinamento. E’ un po’ come voler cogliere la bontà della registrazione di un concerto di musica sinfonica riprodotto a basso volume su un trattore al massimo regime. Senza spegnere il motore e magari andare in una sala di ascolto e magari scegliere un impianto di riproduzione migliore e magari alzare il volume non è possibile sapere se quel disco è stato registrato bene o male. Quindi senza ridurre, ma non basterebbe neanche ciò, tutte le altre forme di inquinamento che causano danni alla salute non può esser provata alcuna dannosità delle onde elettromagnetiche ed il principio di massima prudenza nell’interesse della collettività deve lasciare il posto agli interventi prioritari su cui devono essere concentrati gli investimenti.
L’irrazionalismo non fa certo bene alla società e, in particolar modo, alla classi popolari. Che sia il caso Di Bella, l’affermazione del sindacalismo anarchico di Sorel da cui tanto spunto trasse in concreto Mussolini o come già detto la chiusura degli inceneritori i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti. La scienza non può provare che qualcosa è innocuo sia perché non si illude di dare risposte certe sia perché non si pone domande metafisiche, gli studi statistici possono solo dire che sotto un quarto dei limiti di legge fino ad oggi non è mai stato possibile osservare alcun danno. Già poiché come abbiamo detto non teorie scientifiche ma studi statistici sono stati fatti sugli effetti dei campi elettromagnetici ed affinché uno studio statistico provi molto probabilmente qualcosa occorrono degli standard molto alti e proprio poiché questi non sono verificati gli studi non sono in grado di dire neanche quale sia il danno causato dalle onde elettromagnetiche. Quando gli studi statistici sono invece univoci le risposte sono sicure e rapide: è certo che il fumo provoca il cancro al polmone ed anzi è uno delle maggiori cause di morte in Italia. Guardando le statistiche di vita e di morte per fasce di reddito si scopre, per esempio che i ricchi vivono in media più a lungo da questo non si può certo concludere che la povertà fa male, piuttosto che le condizioni di vita dei poveri (minor quantità e qualità del cibo, minor disponibilità di precetti medici, lavori a più alto rischio e così via) sono pericolose. Nessuno però si sognerebbe di proporre la sospensione della povertà, quel risultato è conseguibile solo organizzando diversamente la società ed in particolare l’economia.
Oltre al cosiddetto principio di prudenza un altro concetto s’insinua sovente nel dibattito sulla dannosità delle onde elettromagnetiche: la prevalenza dell’interesse economico e la volontaria disinformazione della popolazione. Sono argomenti che sempre sono presenti quando si tratta di promuovere il regresso della società e le peggiori tendenze irrazionalistiche, per esempio sono gli argomenti utilizzati dalla destra in occasione del metodo Di Bella: in questo caso oltre ad un cospicuo spreco di risorse dovuto al principio di prudenza che era meglio sperimentare, non si sa mai fosse risultato valido, molti ammalati hanno abbandonato le cure efficaci ed in taluni casi l’esito è stato la morte. Per esempio esiste una parte della società, che si autodefinisce ufologi radicali, che crede che gli UFO siano in diretto contatto con i terrestri e che la NASA in quanto espressione del potere capitalista americano tiene il tutto nascosto. Anche queste persone richiamano spesso studi scientifici e prove varie sulla cui ridicolezza non è certo opportuno disquisire. Gli effetti dell’organizzazione economica statunitense sono in vero più facilmente visibili nei ghetti neri delle grandi città. E’ vero che rispetto all’ENEL ed alle imprese di telefonia vi sono interessi economici grandissimi. L’ENEL è per esempio la seconda industria europea per la produzione di energia elettrica, ma altrettanti interessi vi sono contro l’ENEL e certamente sarebbe assai svantaggioso per tutti noi vedere concentrare le risorse della stessa al risanamento da un danno non provato e non provabile. Similmente impedire o sospendere l’installazione dei ripetitori per la telefonia sarebbe assai gradito Colaninno che ha già provveduto all’accaparramento senza spesa della Telecom e della controllata TIM e che resterebbe senza concorrenti impossibilitati a crearsi una rete propria. Anche questi sono interessi economici che, per di più, vanno nella direzione opposta a quelli delle classi lavoratrici e che queste posizioni concretamente sostengono.
Il principio di prudenza nella mozione viene estremizzato a tal punto da richiedere la messa al bando di un ripetitore che emette abbondantemente sotto i limiti di legge secondo il principio che non esistono limiti certi all'elettromagnetismo sotto i quali c'è garanzia per l'innocuità e per la salute. A parte l'affermazione del principio di prudenza su cui ho già disquisito qui viene affermato che o si prova che una cosa fa bene oppure è bene cautelarsi eliminandola. Quasi nessuna sostanza dovrebbe esistere secondo questa affermazione: dalle emissioni di una macchina perfettamente carburante, al cioccolato, dai muri di casa, alle radiazioni che arrivano dalle stelle.
I compagni di Rifondazione ben farebbero, non tanto presso il Comune di San Casciano, quanto piuttosto nell’Italia intera ad abbandonare questa crociata. Per la stessa ammissione dell’onorevole De Castris del resto le posizioni del PRC nella competente commissione parlamentare durante l’iter di approvazione del decreto, e specialmente sul tanto discusso emendamento sugli 0.2 m T, erano sostenute solo e debolmente dalla Lega Nord e dai Verdi. Mentre Alleanza Nazionale che si era dichiarata d’accordo era poi assente. Non inducono a qualche sospetto questi fortuiti compagni di viaggio? o per caso vale il principio che in fondo il duce faceva arrivare i treni in orario, cosa non vera e comunque inseparabile dalle condizioni di lavoro dei ferrovieri!
I comunisti non possono certo essere irresponsabili verso la formazione di una cultura nazionale: accettare il principio di prudenza significa questo e non è oltremodo tollerabile. Nella salvaguardia dell’ambiente e del territorio occorre fissare delle priorità, che in primo luogo devono essere priorità di investimento e di utilizzo delle risorse. Preoccupassi dei danni delle onde elettromagnetiche non è utile e distoglie soldi ed attenzione dalle fonti reali di inquinamento, per questo non possiamo che respingere la mozione proposta anche se, in vero, ci auguriamo che sia ritirata.
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