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APPROFONDIMENTI: |
Risposta inviata a due cittadini del comune sulla questione delle onde elettromagnetiche (anno 1999)
La risposta è tagliata nei punti in cui potrebbe renderli riconoscibili.
Sono inseriti i link ad alcune delle fonti citate, i siti scientifici sono spesso in Inglese.
Gentili [...],
in primo luogo [...] e Vi ringrazio anche per la garbata lettera che avete inviato in cui rappresentare le Vostre giuste preoccupazioni.
Mi scuso anche se questa lettera sarà eccessivamente lunga, spero che avrete la pazienza di leggerla fino in fondo. Similmente spero che vorrete interpretare la franchezza delle nostre opinioni non come scarsa moderazione ma come espressione di sincerità ed onestà nei Vostri confronti.
Questa nostra doverosa risposta sarà articolata in due parti, nella prima troverete alcune informazioni generali che motivano la nostra posizione sulle onde elettromagnetiche, nella seconda, invece, proveremo ad affrontare la questione della diffusione del panico nei loro confronti ed il ruolo che i comunisti hanno rispetto a tale problema. Nel seguito con il termine onde elettromagnetiche e radiazione elettromagnetica mi riferirò esclusivamente alle radiazioni non ionizzanti in intensità che non provocano danni termici ai tessuti e nelle lunghezze d'onda caratteristiche delle emissioni degli elettrodotti e degli impianti di telefonia mobile; diversamente sarebbe specificato.
Pur se ogni opinione in proposito è legittima se per esperti intendiamo scienziati di fama riconosciuta e pubblicazioni su riveste di rilievo internazionale non troviamo alcuna posizione che sostenga la pericolosità delle onde elettromagnetiche e, specificatamente e soprattutto, di quelle utilizzate nella trasmissione del segnale della telefonia mobile. Vi sono comunque due utilissime pubblicazioni che raccolgono tutte le posizioni espresse circa la pericolosità delle onde elettromagnetiche. La prima generale è: "Assessment of Health Effects from Exposure to Power-Line Frequency Electric and Magnetic Fields - Working Group Report - This report represents the views and expert opinions of the Working Group which met in Brooklyn Park, Minnesota, 16-24 June 1998. The Working Group was organized by the NIEHS with support of the EMF Research and Public Information Dissemination (EMFRAPID) Program through the United States Department of Energy and the National Institute of Environmental Health Sciences/National Institutes of Health. Christopher J. Portier, Ph.D. Mary S. Wolfe, Ph.D. Editors". L'altra specifica sulla telefonia mobile è: "A Review of the Potential Health Risks of Radiofrequency Fields from Wireless Telecommunication Devices - An Expert Panel Report prepared at the request of the Royal Society of Canada for Health Canada". Vi abbiamo riportato i frontespizi integrali per facilitarvi la possibilità di reperirle e mostrare ogni loro caratteristica, se volete possiamo fornirvi un dischetto con questi testi. Esiste inoltre in commercio un libro di Margherita Fronte dal titolo Campi magnetici - Innocui o pericolosi della Avverbi Edizioni che presenta la materia in italiano e riporta i principali risultati di quei due lavori. Vista la Vostra sensibilità al problema ve ne consigliamo la lettura che è molto agevole al contrario di quella delle oltre mille pagine complessive sopra riportate. I due studi, statunitense il primo e canadese il secondo, sono la raccolta ed il confronto di tutti gli articoli pubblicati sull'interazione tra i campi elettromagnetici e la salute. Su oltre 10.000 studi scientifici fatti poche decine, tutti assai vecchi e ampiamente confutati, propendono verso la non innocuità delle onde elettromagnetiche. Uno di essi, ormai ventennale, in particolare riguarda i bambini e specificatamente l'insorgenza delle leucemia infantile nell'età compresa tra 0 e 3 mesi di vita. Detto studio, ampiamente smentito, interessava comunque esposizioni a valori assai superiori ai limiti di legge italiani e contemporaneamente affermava l'innocuità per età superiori a tre mesi! I bambini che giocano nel Piazzone, così come gli adulti, sono ampiamente sicuri anche nell'ipotesi in cui le onde elettromagnetiche fossero pericolose alla salute. Dalla raccolta delle opinioni scientifiche e dal confronto degli articoli pubblicati sulle riviste internazionali si osserva che la posizione ad oggi attestabile con sicurezza anche dalle persone più prudenti è la seguente: le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti sotto i valori in cui si ha un effetto termico sui tessuti sono poco o punto pericolose per la salute e non producono l'insorgenza di alcuna forma di cancro. Una piccola parte della comunità scientifica dice che non sia provato che le radiazioni elettromagnetiche non svolgano, invece, il ruolo di favorire in taluni casi l'azioni di agenti tumorali. Per la maggior parte della comunità scientifica, invece, è del tutto inutile procedere ad ulteriori studi in materia; riportiamo a titolo di esempio la posizione di Andrei Sakharov: è mia intenzione occuparmi dei molti aspetti ecologici legati all’inquinamento che è il nostro problema di lungo termine più importante. Poiché io penso che per questi problemi che hanno un assestamento a lungo termine è un problema riuscire a capire le principali cause di inquinamento ed evitare che la politica importante segua falsi problemi. In particolare io credo che hanno iniziato ad usare il concetto quasi legalistico del "principio di prudenza" che insegue il fantomatico rischio di cancro causato dai campi elettromagnetici a bassa frequenza prodotti dalle linee elettriche. Questo bisogno di dar la caccia costa qualcosa come tre miliardi di dollari in due, tre anni e sconvenientemente impaurisce il popolo con l’elettrofobia. L’onere di questi costi fiscali ed emotivi che pesano sulla popolazione americana è incommensurato alla diminuzione del rischio, qualora ci fosse. Questo modo di fare non è un uso della scienza per il pubblico bene. Questa posizione è scritta nel 1988 dopo che per oltre 20 anni erano stati fatti studi in materia. Se per curiosità andrete ad analizzare gli studi che esprimono pericolosità od innocuità delle onde elettromagnetiche troverete che il principale limite nello sviluppare gli studi è proprio dovuto ai bassi livelli di pericolosità che si vanno a cercare [...] gli studi epidemiologici sono fatti su base statistica (anche se le prove si possono avere solo attraverso la dimostrazione di meccanismi di causa effetto): supponiamo che su una popolazione di un milione di abitanti vi siano cento morti in dieci anni dovuti ad una determinata forma tumorale. Questo significa che sul 69% delle popolazioni omogenee di un milioni di abitanti vi sarà un numero di morti per quella specifica malattia compreso tra 90 e 110. Se confrontiamo due popolazioni di cui una esposta maggiormente alle radiazioni elettromagnetiche e troviamo che differiscano per 3 morti dovuti a quel tumore non è possibile fare alcuna associazione. Nessuno studio ha trovato numeri con cui si dimostra l'associazione ed anzi, seppur con variazioni prive di significato, vi sono tanti studi che epidemiologici che mostrano un aumento della mortalità quanti che mostrano una diminuzione della mortalità stessa. Quel che ne consegue è che in primo luogo occorre affrontare e spendere soldi per risolvere il problema dei 100 morti poiché diversamente non è neanche possibile sapere se vi sia una incidenze epidemiologica della presenza di radiazioni elettromagnetiche.
Un'altra riflessione tecnica è relativa al paragone delle onde elettromagnetiche con sostanze cancerogene. E' opportuno mettere in rilievo come siano state già scoperte queste sostanze e che più la sostanza è pericolosa, prima viene scoperta: la pericolosità della nicotina è evidente a tutti gli studi epidemiologici ed anche quella dell'amianto. In entrambi i casi lo studio dei soggetti a rischio (nel primo caso i forti fumatori, nel secondo i lavoratori) non hanno lasciato dubbi in campo scientifico sugli effetti della loro esposizione, e se per l'amianto siamo finalmente giunti a una soluzione legislativa, per il fumo gli interessi delle industrie produttrici si legano con la volontà dei molti fumatori che, nonostante le statistiche rilevino per loro una vita media inferiore a quella dei non fumatori di oltre 10 anni, rivendicano il piacere del fumo e le conseguenti malattie che possono avere (o causare con il fumo passivo) come un loro diritto. La pericolosità delle onde elettromagnetiche è studiata da oltre trent'anni e non è stata provata alcuna pericolosità, piuttosto, come abbiamo visto, tutte le prove convergono verso il contrario. Inoltre se anche le onde elettromagnetiche fossero dannose, gli attuali studi provano con assoluta certezza che il loro effetto è piccolo, in quanto se così non fosse sarebbe già stato ampiamente misurato. Il paragone in oggetto ha comunque un limite fondamentale: le sostanze interagiscono chimicamente con l'organismo, le radiazioni elettromagnetiche solo come scambio di energia. L'energia scambiata è inoltre proporzionale alla frequenza delle radiazioni stesse. Nella tabella è richiamata una sommaria suddivisione dello spettro elettromagnetico. È ampiamente sperimentato che le radiazioni pericolose sono quelle più energetiche (e lo sono poiché sono più corte e possono interferire con le strutture cellulari), le altre hanno invece un effetto proporzionale con la quantità assoluta e questo effetto consiste nel riscaldamento dei tessuti. Anche questo effetto è proporzionale con la lunghezza, come è infatti noto la luce solare riscalda la pelle, le radiazioni della televisione no. Non fatevi trarre in inganno dalla concerogenità dei raggi UV del Sole, come dice il nome essi sono ultravioletti e dunque intrinsecamente ionizzanti e cancerogeni. Le trasmissioni per la telefonia mobile si svolgono nella regione opposta a quella cancerogena.
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Radiazione ionizzanti |
Luce solare ed artificiale |
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Telefonia cellulare (900 MHz, 1800 Mhz) |
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<10-8 m |
10-8 m-0.4 mm |
0.4-0.8 mm |
0.8 mm-10-3 m |
10-3 - 1 m |
1 - 106 m |
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Raggi g e x |
Ultravioletto |
Visibile |
Infrarosso |
Microonde |
Onde Radio |
Quando si tratta di salute però bisogna essere prudenti, molto prudenti. La legge italiana si è posta un altro problema. I campi elettromagnetici, anche quelli delle onde, possono indurre la circolazione di correnti nei tessuti. Quale limite per queste correnti è dannoso? In vero non esiste alcuna prova circa la dannosità della circolazione delle correnti di bassa intensità nei tessuti. La legge saggiamente si è chiesta quali siano le correnti che naturalmente circolano nei tessuti del corpo umano ed ha fissato per le correnti indotte dalle onde elettromagnetiche dei limiti di gran lunga inferiori a quelli intriseci nell'uomo e nella donna. Le radiazioni elettromagnetiche della telefonia mobile quindi interagiscono con il corpo umano solo per mezzo della produzione di correnti a bassissima intensità, per quanto niente faccia supporre che le correnti siano cancerogene comunque i loro valori sono molto inferiori a quelli prodotti dal corpo stesso. I ripetitori installati nel nostro Comune rispettano la Legge, da ciò deriva la nostra sicurezza.
L’unica ipotesi scientifica sulle modalità di azione delle onde elettromagnetiche interessante è la supposta inibizione nella produzione della melatonina. Come è noto la melatonina svolge un ruolo di opposizione allo sviluppo delle cellule tumorali. In queste ipotesi quindi il ruolo delle radiazioni non ionizzanti sarebbe quello di rallentare una difesa naturale dell’organismo. È evidente che prima di curarsi della loro presenza è assai più opportuno agire sulle cause vere dei tumori e spendere lì le troppo scarse risorse disponibili. Comunque gli studi in proposito hanno avuto esiti contraddittori (in particolare alcuni autori hanno trovato prima un risultato e poi il suo contrario!) e riguardavano comunque intensità di campi elettromagnetici maggiori dei limiti di Legge.
Potremmo anche far finta che i risultati scientifici non siano veri, considerare le radiazioni non ionizzanti pericolose e valutare i danni che produrrebbero, per questo riportiamo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità e alcuni dati dell'American Cancer Society. E’ opportuno osservare che quanto scritto in proposito è nell'ipotesi che le onde elettromagnetiche siano pericolose per la salute nella misura massima possibile, cioè quella sopra cui un danno sarebbe stato necessariamente misurato.
L’Istituto Superiore di Sanità ha commissionato uno studio assai interessante. Detto studio parte dall’ipotesi in cui siano vere le peggiori ipotesi sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche. Nel 1991 vi sono stati in Italia 177 morti per leucemia tra gli 0 e i 14 anni. Di questi 177 morti per leucemia un numero compreso tra 0.1 e 2.9 sarebbero (nella peggiore delle ipotesi) dovuti all’esposizione ai campi elettromagnetici esterni all’ambiente domestico e un numero compreso tra 2 e 70 sarebbe dovuto a quelli domestici! Se le cose stessero in questi termini voi di cosa vi occupereste dell’antenna sul deposito dell’acquedotto o dell’asciugacapelli? In vero, come viene fatto notare nello studio, il numero dei morti attribuito ai campi elettromagnetici domestici è assai interessante: se fosse vero il numero di morti per leucemia infantile dal 1800 ad oggi dovrebbe esser raddoppiato, come è noto così non è ed anzi con l’avvento delle onde elettromagnetiche prodotte dall’uomo (e dell'elettricità) abbiamo avuto un contemporaneo aumento della vita media ed una drastica diminuzione della mortalità infantile. Il primo numero, quello dovuto dai campi elettromagnetici dovuti a motivi non domestici è comunque ampiamente confutabile poiché è intrinsecamente soggetto ad un errore statistico maggiore del numero stesso. Se il numero di morti misurati nel 1991 è stato di 177 vuol dire che a parità di condizioni il numero da aspettarsi è compreso tra 164 e 190 e dunque qualsiasi fenomeno che abbia una probabilità di realizzarsi inferiore a 26 morti\anno non è individuabile su base epidemiologica. Saggezza direbbe quindi di determinare e rimuovere le cause prima dei 177 morti e successivamente dei massimo 2.9.
Riferendosi ai dati dell'American Cancer Society riassunti per la totalità dei casi di cancro abbiamo queste proporzioni; 1/3 sono dovuti all’uso del tabacco (fumo attivo), 1/3 alle diete alimentari (grassi saturi e soprattutto additivi) ed il residuo terzo a tutte le altre cause naturali e ambientali possibili (comprese la predisposizione genetica). Tra gli inquinanti ambientali vi sono cause certe come l’amianto, le radiazioni ionizzanti (raggi x, raggi g e radiazioni UV su cui torneremo dopo) e i vari inquinanti chimici (gas prodotti dalle combustioni e metalli pesanti i primi tra tutti). Le onde elettromagnetiche non ionizzanti non sono cause certe e, comunque, se cause fossero il loro ruolo sarebbe assai inferiore a quello di altre cause assai più diffuse. Alle radiazioni sia ionizzanti che non ionizzanti l'American Cancer Society attribuisce il 2% dei casi di cancro, ma la quasi totalità (1.8%) di questi casi sono dovuti alle radiazioni ionizzanti UV e la causa successiva è in associazione a coloro che vivono nei pressi delle centrali nucleari.
Per la leucemia infantile il rapporto dell'American Cancer Society propone come cause principali la predisposizione genetica, le sindromi genetiche (per esempio quella di Down) e l'esposizione alle radiazioni ionizzanti (per esempio quelle conseguenti alle fughe radioattive dalle centrali nucleari). Tra le cause certe, anche se di piccola entità (escludendo gli eventi acuti), vi sono alcuni agenti chimici, tra cui il benzene, additivo attualmente usato nelle benzine verdi, il piombo e il cadmio. Tra le cause di piccola entità ipotizzate ma non provate sono riportate: pesticidi e insetticidi, l'età della madre, il consumo da parte della madre di alcool, il fumare della madre, alcuni prodotti dietetici, i contraccettivi in gravidanza, l'uso da parte del padre di solventi e agenti chimici, la contaminazione chimica dell'acqua e le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. In una zona votata alla viticoltura ed all'olivicoltura come la nostra è, sempre nei limiti del caso, più preoccupante la presenza nella lista degli insetticidi e pesticidi, oltretutto sono anche causa certa di altre forme di cancro.
Un elemento dell'allarme sociale sulle onde elettromagnetiche desta in noi molto sospetto: perché vi attenzione solo a quelle prodotte dalla telefonia mobile e dagli elettrodotti e non quelle nelle abitazioni o delle linee ferroviarie? [...] vi suggeriamo una prova: misurate il campo presente nelle stanze della casa maggiormente frequentate da [...] mentre un qualsiasi elettrodomestico della vostra casa è in funzione (un elettrodomestico, dalla pompa dell'impianto del riscaldamento alla lavatrice, è sempre in funzione) e ripetete la stessa misura nel Piazzone. I valori che misurerete dimostreranno che se le onde elettromagnetiche fossero dannose prima dei telefoni cellulari dovremmo disfarci di decine di altri elettrodomestici che producono vicino a noi campi assai più intensi e talvolta superiori ai limiti di Legge (la Legge parla di esposizione di alcune ore giornaliere ma tanto, seppur non sempre lo stesso, uno tra gli elettrodomestici è acceso per lo stesso numero di ore). Nel libro suggeritovi all'inizio della lettera vi è una divertente classifica per cui quello che emette maggiormente è l'asciugacapelli che è anche quello che viene tenuto più vicino alla testa! Non sarà però un caso se è esperienza comune che faccia più male non asciugarsi i capelli che asciugarseli.
Non importa frequentare il Piazzone come Voi ben sapete per cogliere l'allarme giornalistico e sociale sulle onde elettromagnetiche. Ormai siamo prossimi ad un caso analogo a quello del professor Di Bella. Il richiamo al caso Di Bella non è casuale, nel 1° Congresso Medico Scientifico Internazionale sulle "Radiazioni EM non ionizzanti ad alta frequenza: alla ricerca delle evidenze Epidemiologiche e Cliniche", svoltosi a Roma nel novembre 1999, gli scienziati intervenuti hanno messo in rilievo che "tra il mondo scientifico e l’opinione pubblica italiana si è verificata, sul problema dell’inquinamento elettromagnetico, una vera e propria cesura che ricorda le difficoltà incontrate dagli oncologi nel caso Di Bella". In quel caso il ministro della sanità, nonostante le proprie corrette convinzioni, gli studi scientifici e le concordi opinioni sulla antiscientificità degli studi del professor Di Bella, per le informazioni giornalistiche e gli interventi di alcuni magistrati (poi negati nei successivi gradi di giudizio) fu costretta a sperperare del pubblico denaro in una sperimentazione dal risultato certo. Eppure anche su questo caso i giornali presentavano certezze e autorevoli opinioni di personaggi ignoti a sostegno delle tesi del professore.
Molte sono le ragioni di queste paure e diffidenze che sono destinate a crescere con il progresso tecnologico a meno di non cambiare l'ordine economico, sociale e culturale della nostra società. Ciò che muove il progresso nella nostra società è purtroppo il profitto e, nel nome degli interessi, vengono compiute le peggiori nefandezze rispetto alla salute. È probabilmente questo il primo motivo della diffidenza nei confronti di questo come di altri argomenti legati alla salute. Le persone ben sanno che gli interessi dominanti sono altri e quindi giustamente si preoccupano della loro salute. Le cose non sono però così lineari. Per esempio molti comitati contrari alla presenza di inceneritori (quelli dell'ultima generazioni sono abbastanza sicuri e comunque rappresentano la soluzione meno pericolosa per la salute) fatti da brava gente preoccupata per la propria salute in realtà erano inspirati e finanziati dalla camorra il cui obiettivo è il mantenimento delle discariche abusive con cui realizzare illeciti e mostruosi guadagni. Per di più, come è noto, le discariche sono la peggiore soluzione al problema dell'ambiente.
La persuasione emotiva che sfrutta la diffusione di notizie spesso false e in genere non verificabili costituisce lo strumento con cui si affermano anche le idee antidemocratiche. Anche nel caso dell'elettrofobia abbiamo una diffusione incontrollata di notizie non verificabili e quando queste vengono verificate si mostrano infondate. L'attenzione dell'opinione pubblica è così rivolta verso bersagli falsi. È questo un meccanismo efficace per impedire il reale controllo democratico sulle questioni e così oggi a fronte di sicure e pericolose fonti di inquinamento l'attenzione è rivolta alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti che anche quei pochi che non né riconoscono l'innocuità ai valori fissati dalla Legge sono comunque costretti ad ammettere che i loro effetti sarebbero pressoché trascurabili. L'attenzione rivolta verso le radiazioni elettromagnetiche dovrebbe, di contro, esser rivolta ad altri fattori realmente inquinanti e molto dannosi alla salute: i prodotti delle combustioni (tra cui per esempio il fumo: il fumo passivo è responsabile da solo di qualche percento dei tumori) e degli additivi alimentari. Nel caso degli additivi alimentari è molto semplice leggere un'etichetta, comprenderla e vedere che spesso molti ingredienti hanno nefasti effetti sulla salute. Eppure quei prodotti sono venduti liberamente, abbondantemente e sempre più fatti consumare ai bambini.
La richiesta al consigliere Mazzei di voler indicare cosa non finanziare con il venire meno del canone di concessione per i ripetitori della telefonia mobile non era né un refuso, né è provocatoria. In vero attendiamo ancora una risposta. Infatti se il Comune rimuove il ripetitore prossimo al Piazzone la TIM può installarlo su qualsiasi edificio privato dietro concessione edilizia. Quando, come il questo caso, il ripetitore emette nei limiti previsti, la commissione edilizia è, per Legge, obbligata a rilasciare tale concessione pena la denuncia dei dipendenti che non operassero nel rispetto delle Leggi. Esiste un'ampia casistica giudiziaria in materia di Comuni che si sono opposti ed hanno perso le cause. L'unico risultato ottenibile quindi con un atto del Comune nei confronti della TIM è il venire meno del canone, per di più l'assenza del segnale si configura come una interruzione di pubblico servizio con quel che ne consegue. Quella della richiesta di chiarezza non è una mercificazione della salute, quando si parla di questioni che hanno ricadute economiche correttezza vuole che si dica chiaramente quali sono questi effetti poiché tutto è mercificato (il capitalismo non è forse la società regolata dalle merci e dal mercato?). A noi il capitalismo non piace, però c'è e piuttosto che mettere la testa nella sabbia come gli struzzi ci confrontiamo con esso per farne emergere le contraddizioni
I dati epidemiologici [...] che abbiamo riportato in precedenza sulle varie e diverse cause del cancro impongono agli amministratori un ordine di priorità e di rapporti costi benefici. Per quanto non sia opportuno mercificare la salute anche in una società finalmente libera dal dominio del mercato le risorse non sono illimitate, anzi il principale contributo del pensiero ecologista è proprio relativo alla consapevolezza della limitatezza delle risorse. Tra i doveri degli amministratori comunisti, che non si curano tanto dei profitti privati ma dell’interesse collettivo, vi è dunque il proporre e per quanto possibile il concretizzare un utilizzo delle risorse per il bene della collettività. Da questo deriva la fermezza della nostre posizioni: non è conveniente alle classi popolari che le risorse siano destinate a rimuovere cause di mortalità che non ci sono o che se ci fossero sarebbero irrilevanti. Piuttosto le risorse, materiali ed intellettuali, debbono essere indirizzate verso quelle cause che sappiamo essere responsabili della maggior parte dei danni alla salute. Già abbiamo mostrato come la inutile verifica della inefficacia della cura Di Bella abbia sottratto risorse ed intelligenze per la tutela della pubblica salute e la cura dei malati.
Ringraziandovi per l'attenzione prestata e per esser giunti fino a questo punto della lettera sono disponibile a fornirvi tutte le informazioni che desiderate. Oltre infatti alle informazioni politiche il nostro partito, per fortuita coincidenza, ha iscritti molti esperti in questo settore. Personalmente sono laureata in fisica, con una tesi presso l'Istituto per la Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (la mia tesi aveva per oggetto lo studio del buco nello strato di ozono), ho un dottorato in Scienza Ambientali e per lavoro mi occupo di inquinamento. Il responsabile delle tematiche ambientali della federazione provinciale è anch'egli laureato in fisica presso lo stesso istituto dove ancora opera ed ha anch'egli una certa familiarità con le onde elettromagnetiche. Il segretario provinciale infine è laureato in chimica ed è il responsabile dell'Ufficio ambiente (Ufficio che si occupa proprio di tali questioni) di un importante comune della Provincia di Firenze ed ha molta esperienza professionale sull'inquinamento. Oltre quindi a fornirvi personalmente informazioni tecniche possiamo anche mettervi in contatto con persone che specificatamente si occupano di questi problemi, per esempio presso l'Istituto per la Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche esiste uno specifico gruppo di lavoro che da oltre 20 anni si occupa di tali questioni. Un approccio più divulgativo lo tiene invece [...] e possiamo comunque mettervi in contatto con loro.
So bene che una lettera non basta a fugare le giuste preoccupazioni dei genitori, spero però di esservi stata utile.
Cordiali Saluti
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