La posta di Donna Tessizia
Scrivete a tessizia@www.oocities.org/tessereAmano
00-01.1

Sovana, 21 aprile 2000

Cara Donna Tessizia,
La sua immagine mi ricorda un po' la Befana (siete mica parenti?)
E ora una domanda di carattere generale. Lavorando al pubblico, mi accorgo che la gente che vede il tessitore tessere, oltre che essere attratta per curiosità dal movimento delle mani e dei piedi che creano il tessuto, prova anche un'emozione profonda, come un dejà vu, un ricordo, a volte conscio (per averlo vissuto direttamente in anni passati), a volte inconscio.
Penso che una sensazione del genere la possano dare anche altre arti che appartengono alla nostra memoria storica (la tornitura della terracotta, la lavorazione del ferro sull'incudine), ma in queste altre arti ahimè, si è infiltrata la legge del commercio, che ha tolto ogni poesia.
Non dico che siamo tutti Don Chisciotte e che viviamo in un'altra dimensione, però a volte devo dire che io mi sento appagata soltanto per aver fatto scaturire un'emozione. Non pensa che dovremmo rivalutare anche il ruolo sociale e psicologico del tessitore a mano?
Mi sono spiegata un po' male, ma avremo modo di continuare questo discorso, se Le sembra il caso.
Con ossequi

GIULIA da Sovana

00-01.2

Belsito, 23 aprile 2000

Cara GIULIA,
il tuo riferimento alla Befana mi era sembrato un pochino impertinente. Ma ti ho subito perdonato quando ho visto che mi avevi scritto dalla Maremma e lì (scusami: costì) fate sempre quel teatro ambulante che chiamate "befanata". E "costì" la Befana non è affato una strega che porta regali e carbone. E' un'anziana contadina che fila con il fuso. Perciò, come anziana (questo sì) tessitrice, ci potrei quasi stare.

Nelle vostre Befanate ci sono anche i Re Magi ma, invece di portare i regali, se li prendono dal pubblico. E poi ci sta sempre un vecchio Befano. Questo personaggio, invece che col fuso, cammina col bastone. Tutti cantano in coro qualche strofa come queste:
"Buona sera fedeli cristiani / siam venuti alla vostra presenza. / Che volete, ci vuole pazienza! / Gioventù, gioventù, gioventù! // Il Bambino nascé poverello / per donare un esempio alla gente, / per schiacciare la testa al Serpente. / Gioventù, gioventù, gioventù!"
E invece, subito dopo, sono i vecchi che si mettono a ballare: Befana con Befano, lei con il fuso e lui con il bastone! Anche questa è una storia molto antica e carica di simboli. Come la tessitura, certo, e come tutte le altre arti. Non facciamo i primi della classe!... pure tra noi c'è chi vende patacche, soprattutto didattiche, che si vendono anche meglio.
Tu scrivi che, se ti guardano tessere, ti senti appagata per aver fatto scaturire un'emozione. Beata te! So di un altro tessitore che si è sempre rifiutato di tessere in pubblico: dice che sennò gli tirano le noccioline, come allo zoo!
C'è un altro tessitore ancora, che si fà vedere mentre tesse con materiali e con telai moderni e stravaganti; secondo lui, la tessitura non è antica né moderna ma semplicemente eterna. Paranoie maschili, probabilmente... ma insomma, fate un po' come volete. L'importante è che tessete.
Se poi vi invitano a tessere in pubblico, fate come i Re Magi: fatevi pagare lo spettacolo! Forse questo sarà il primo passo per rivalutare anche il ruolo sociale e psicologico del tessitore a mano (come hai scritto tu).
Chi conosce altri passi, non esiti a scriverci.

DONNA TESSIZIA

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